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Esclusiva Cucchi: 'Club e Nazionale, simboli del calcio italiano in crisi'

Lunedì 24 Marzo 2014, pubblicata da mirko_krasic
Immagine riccardo cucchi, voce storica di tutto il calcio minuto per minuto | riccardo_cucchi_voce_storica_di_tutto_il_calcio_minuto_per_minuto.jpeg - 6886

Il grande successo di Social Pro League, iniziativa ideata da Superscommesse.it che ha messo in sfida le pagine facebook delle società di LegaPro, ha destato l'interesse di Radio Rai. Se ne parlerà, infatti, stasera nella trasmissione di Luca Purificato "Microfono alla LegaPro".
Abbiamo voluto parlare di questo e soprattutto dell'attuale situazione del calcio italiano, dai club alla Nazionale italiana di calcio, con il direttore della sezione sportiva di Rai Radio 1, nonché curatore del programma, Riccardo Cucchi.

Ciao Riccardo, credi che i social network abbiano ridotto le distanze tra tifoserie e società sportive? Come è cambiato questo rapporto?

Materia molto complessa. Aumentare la facoltà di espressione, non soltanto dei tifosi, è sicuramente molto importante. I social network sono una grande risorsa che consente a tutti di poter esprimere un'opinione. All'interno di questo processo, estremamente positivo, si nascondono, però, alcune insidie: nella possibilità di esprimere il proprio pensiero al sicuro, dietro un nickname che nasconda la propria identità, a volte si riversano anche gli elementi negativi di questo momento storico e culturale. In qualche caso, purtroppo, questi spazi di iperdemocrazia espressiva nascondono il rovescio della medaglia.

Passiamo al calcio giocato. Crisi Milan: di chi sono le colpe maggiori? Società, allenatori o giocatori?


Sono propenso ad assolvere gli allenatori, sia Allegri che Seedorf. E' del tutto evidente che se un tecnico non ha a disposizione i giocatori giusti difficilmente può portare a compimento l'obiettivo della società. Il Milan non è una squadra che può galleggiare a metà classifica di Serie A, naturalmente.

Credo che la dirigenza abbia fatto prevalere, negli ultimi tempi,  gli interessi economici vendendo giocatori importanti senza rinforzare adeguatamente la squadra. Il vero problema è stato una scarsa lungimiranza da parte della società che ha operato meglio nel mercato in uscita piuttosto che in quello in entrata. Perdere giocatori come Ibrahimovic o Thiago Silva, senza rimpiazzarli con calciatori di analoghe qualità, significava andare incontro a qualche problema.

Unica eccezione di un calcio italiano in regressione, forse, la Juventus. La squadra di Conte, unica azzurra ancora in corsa in Europa, merita gli elogi che sta ricevendo o l'eliminazione dalla Champions League è passata fin troppo sotto traccia?

Ritengo straordinario il percorso della Juventus, specie nell'ultimo periodo. La crescita è evidente, come testimoniato dalla sorprendente cavalcata con cui sta dominando il campionato. Credo si debba leggere in positivo anche il percorso che potrebbe fare in Europa League. Non dimentichiamo che la finale si gioca a Torino e se la Juve riuscisse a conquistare la coppa potrebbe rientrare nuovamente nel novero delle grandi d'Europa.

La prossima stagione, naturalmente, si dovrà integrare l'organico per competere con le altre big. Abbiamo tutti negli occhi la partita di ieri sera tra la formazione del Barcellona e Real Madrid: è abbastanza facile capire che il livello di calcio che possono esprimere le due spagnole sia distante anni luce da quello che possono esprimere le squadre italiane.

Tre mesi al Mondiale, quali saranno le finaliste? Dove può arrivare la Nazionale Azzurra?

Ci sono almeno quattro squadre tecnicamente superiori alle altre. Mi riferisco a Spagna, Germania, Argentina e, naturalmente, il Brasile che ha il grande vantaggio di giocarsi il Mondiale in casa. L'Italia ama sorprenderci, quasi mai partiamo come favoriti ma siamo sempre avversari difficili per qualunque  formazione debba affrontarci.

Nonostante l'ottimo lavoro di Prandelli la nostra nazionale non può essere considerata al livello delle altre ma credo abbia molte chance da giocarsi. Sarà fondamentale superare la prima fase trovando risorse psicologiche e fiducia per affrontare il prosieguo della manifestazione. Considererei la semifinale come un grandissimo traguardo ma mi pare un obiettivo francamente complicato.

Il reparto degli attaccanti è quello che preoccupa di più mister Prandelli. Mai come quest'anno ci sono molte incognite e non tutti i calciatori, là davanti, sembrano di livello internazionale. Dovessi scegliere cinque bomber, quali porteresti al Mondiale?

E' un peccato perchè in un certo periodo si è avuta la sensazione che si fosse trovata la quadratura del cerchio con la coppia Balotelli Rossi. Sappiamo com'è andata, ci auguriamo che il viola possa recuperare nel più breve tempo possibile. Le speranze ci sono, almeno stando ai bollettini medici che arrivano, anche se bisognerà vedere in che condizioni si presenterà a giugno.
Discorso diverso per Balotelli che vive un momento di grande difficoltà, tecniche e psicologiche. Ci domandiamo tutti quale sia il vero valore di questo calciatore che pensavamo potesse essere il punto di riferimento azzurro per i prossimi anni.

Alle spalle di questi due giocatori il novero si restringe a pochi nomi a meno che Prandelli non pensi di portare un veterano. Vengono in mente, chiaramente, Totti e Cassano ma non so se il CT voglia intraprendere questa strategia viste le difficili condizioni climatiche che ci saranno in Brasile. La rosa, dunque, si restringe in maniera drammatica. Sta facendo bene Immobile, non so però se sia maturo per un grande impegno come quello del Mondiale.
Paragonando i nostri giocatori a quello che è il panorama internazionale il gap risulta abbastanza alto.

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