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"Storie di Tennis" è il blog eversivo di Adriano Aiello

Giovedì 2 Luglio 2020, pubblicata da geilezeit
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Oggi, per la rubrica "Dietro le Quinte", abbiamo intervistato il direttore di "Storieditennis", Adriano Aiello. Il blog, che egli definisce "eversivo", nasce da una delle tante e profonde passioni di Adriano. Lo scopo del blog è quello di rappresentare un piccolo centro gravitazionale per tutti gli amanti di questo sport, "senza mai prendersi sul serio", come dice il direttore. Un vero e proprio racconto del tennis, fatto di leggerezza, sarcasmo e disimpegno; ma anche tanto amore e fedeltà.

Lasciamo ora la parola ad Adriano.

 

Buongiorno direttore. Come e quando nasce il blog "Storieditennis"?

Nella mia testa Storieditennis nasce almeno un decennio fa, ma impegni, incostanza e pigrizia lo hanno trasformato in uno dei tanti progetti che accantoniamo lì, in un angolo, per farli riaffiorare mentre si attende la metropolitana o durante una notte insonne. Un paio di anni fa però mi appassionai alla lettura di Vite Brevi Di Tennisti Eminenti, il bellissimo libro di Matteo Codignola e ne feci un epigono (al contrario) su Facebook, ovvero una pagina dedicata alla mia fascinazione per le figure minori, spesso erratiche, ribelli e irregolari del tennis o semplicemente fuori dai riflettori. Nacque così Vite Brevi Di Tennisti NON Eminenti, e pensai fosse il momento di farne anche un blog. Il nome però era davvero eccentrico e troppo poco Seo-oriented perfino per i miei standard e quindi lo modificai in StoriediTennis, un sito che si svincolasse dalla morsa della cronaca e puntasse tutto su uno stile di scrittura iperbolico e mai serioso.

 

E' un sito gestito in maniera autonoma o viene affiancato dal lavoro di un team redazionale?

Autonoma ed estremamente amatoriale, ma mi auguro mai sciatto o poco approfondito. Non ho ovviamente una redazione, ma un piccolo seguito e qualche compagno di scrittura.

 

Che tipo di informazioni possiamo trovare sul Suo blog?

Le categorie sono piuttosto esplicative: il sito vive di invettive anarchiche e momenti di improvvisa creatività. Alterna storie su tennisti, attualità - ma sempre filtrata da uno stile guascone -, uno spazio dedicato al tennis a livello Challenger e Itf, una sezione delirante sulle leggi non scritte di questo sport e lo spazio Betting, che è diventato subito il più letto.

 

La pandemia legata al coronavirus ha rischiato di compromettere quasi completamente il calendario 2020 del tennis ATP e WTA. Quali crede saranno le maggiori difficoltà nella ripresa?

L'incertezza è la cifra dello sport post Covid, ma non deve diventare un alibi o la ragione per prendere decisioni francamente ridicole. Quello che serve ora è uno scatto culturale più che regolamentativo. Bisogna tornare a credere che la normalità umana, sociale - e quindi professionale - sia un valore da riconquistare. Questo non vuole essere un inno all'irresponsabilità, quanto un desiderio di ritorno a vivere la vita senza averne paura. Il tennis si è fermato fin troppo, specie considerando le sue caratteristiche solitarie e ben poco "pandemiche".

 

Il predominio dei tre colossi Federer, Nadal e Djokovic inizia a vacillare. Intravede qualche giovane erede di mostri sacri come loro?

Lo diciamo da un lustro senza intravedere un vero ricambio. Probabilmente sarà la pandemia stessa a imporlo questo dannato ricambio, ma le nuove leve vanno a sprazzi e non mostrano una tendenza al totalitarismo di Federer, Nadal e Djokovic. Fortunatamente, oserei dire. Medvedev e Auger-Aliassime mi sembrano i più immediatamente futuribili e in Italia naturalmente Sinner, talento pazzesco, che nel medio termine vedo meglio di Berrettini.

 

A livello italiano abbiamo ottimi giocatori, tra cui Berrettini, Fognini e l'emergente Musetti. Riflettendo nell'ottica della Coppa Davis, pensa che l'Italia possa puntare ad un'eventuale vittoria?

Per quanto sia un momento eccellente per il nostro tennis, con la nuova (orrenda) formula non credo sia facile vincere la Davis. Vedremo, ma è una formula che non mi appassiona minimamente.

 

Quale giocatore è il più completo in questo momento, nonostante il lockdown?

Il più completo rimane Djokovic. Una macchina da tennis, piuttosto noiosa quanto tremendamente efficace, priva di reali punti deboli.

 

Concluderei con un pronostico: finalmente il 27 settembre torna il tanto atteso torneo del Roland Garros. Quali crede saranno, tra uomini e donne, i favoriti alla vittoria?
Prima ancora dovrebbe esserci la ripartenza degli Us Open, che saranno il torneo maschile più incerto dell'ultimo ventennio, ma a Parigi è impossibile, perfino dopo una fase del genere, non dare favorito Nadal. Se gioca, in qualsiasi condizione lo faccia, è praticamente imbattibile. A meno che Thiem non giochi il suo migliore tennis per 4 ore invece che per 40 minuti. Non lo vedo probabile. Per quanto riguarda le donne, è più facile prevedere il valore del Pil indonesiano del 2041 oggi che indovinare una vincitrice slam femminile. Questo in condizioni normali, figurarsi dopo il Covid. Però se devo spararne una dico Barty. Non ha un tennis da terra battuta, ma è quella con più soluzioni di gioco attualmente.

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