Sportfair: il sito di sport a 360 gradi.

Martedì 18 Dicembre 2018, pubblicata da Martina Carella
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Peppe Caridi, direttore di Sportfair, ci da un quadro generale sul calcio italiano e internazionale, e qualche pronostico su chi si aggiudicherà i massimi trofei internazionali.

Buongiorno direttore, come e quando nasce Sportfair?
"SportFair è nato nell'estate 2015 con l'ambizione di diventare un punto di riferimento per tutti gli sportivi: raccontiamo il bello dello sport, i suoi straordinari valori e principi, con un'attenzione che non è limitata ai professionisti e alle loro competizioni ma si estende a tutti gli appassionati, gli amatori o coloro che fanno dell'attività sportiva uno stile di vita all'insegna del benessere. Tanto sport, quindi, ma anche lifestyle".

Come nasce la sua passione per lo sport?
"Nasce in famiglia e poi, sin da piccolissimo, con la pratica del basket tutto l'anno e dello sci in inverno grazie ai miei genitori che mi hanno trasmesso non soltanto l'attenzione agli sport, ma anche e soprattutto una serie di insegnamenti fortemente ispirati ai più nobili valori dello sport (il rispetto delle regole, la disciplina, il sacrificio, la perseveranza, il gioco di squadra e una sana competitività".

Quali sono le fonti maggiormente utilizzate per creare un sito come il vostro?
"Abbiamo tante fonti tecniche e giornalistiche, ma quelle più importanti sono quelle dirette: la nostra rete di contatti sui territori per avere notizie di prima mano e interfacciarci in modo diretto con i nostri interlocutori".

Quali argomenti attraggono di più i lettori?
"Ci sono le top-news (penso all'operazione Cristiano Ronaldo alla Juventus quest'estate), e poi c'è tutto il resto. In quel "tutto", molto dipende da come vengono confezionate e fornite le notizie. Noi su SportFair cerchiamo sempre di presentarle nel modo migliore possibile, rendendole interessanti e curiose".

Trova che il calcio italiano sia cambiato negli ultimi anni?
"Credo che il calcio cambi sempre, e soltanto chi si aggiorna e si evolve rimane "sul pezzo". Tatticamente, le squadre italiane negli ultimi anni sono più spigliate e propositive, meno catenacciare rispetto al passato. Ed è senza ombra di dubbio una buona notizia: anche la nuova Italia di Mancini, almeno negli ultimi impegni, s'è ispirata ad un calcio bello e offensivo. Da un punto di vista più tecnico, penso che il valore di Napoli e Roma negli ultimi 5-6 anni è stato eccessivamente sottovalutato dallo strapotere della Juventus. Mancano le due milanesi, e credo che mancheranno ancora a lungo. Poi ci sono i cambiamenti socio-economici: i primi stadi di proprietà sono un bagliore di un progresso che ancora manca, almeno in modo diffuso. Ci sono territori, soprattutto al Centro/Sud, che non aiutano il progresso del  calcio. C'è però un calcio sostenibile per rapporto tra bilanci e investimenti (penso alla Juventus, al Napoli, alla Roma, alla Lazio, alla Fiorentina) che è certamente una buona notizia rispetto ai tempi dei vari Tanzi, Cragnotti e Gaucci (ma anche Sensi e Moratti) che portarono a bancarotte, fallimenti e in molti casi a "vittorie di Pirro". Credo sia indispensabile gestire le società di calcio come aziende sane e in salute alla base di tutto. Spesso alcune frange di tifosi non lo capiscono, perchè gli mancano gli elementi culturali per poter fare alcune valutazioni, e comunque non possono condizionare la dirigenza".

Ci sono diverse italiane nei tornei europei, chi crede che vincerà l'Europa League?
"E' un torneo molto difficile e lungo. Credo che in vista dei Sedicesimi di Finale, tra le 32 squadre in corsa le favorite a vincere l'Europa League siano Chelsea, Arsenal, Siviglia e Napoli. La squadra partenopea merita un grande successo internazionale per raccogliere i frutti del grande lavoro seminato in questi anni, ma a volte nel calcio non basta il lavoro per raggiungere un obiettivo e a prescindere dal risultato credo che il Napoli stia facendo benissimo e continuerà a fare molto bene anche nei prossimi anni. Una finale contro il Chelsea di Sarri sarebbe particolarmente suggestiva e affascinante. Sono comunque 4 squadre che fanno del bel calcio la loro identità: se riusciranno ad arrivare in fondo superando tutti gli ostacoli dei turni precedenti, ci sarà certamente da divertirsi".

Invece si può sbilanciare su un probabile vincitore della Champions League?
"Credo che quest'anno la Juventus sia davvero la favorita a vincere la Champions, nonostante le brutte sconfitte che ha rimediato contro il Manchester United e lo Young Boys nel girone. Ha un organico impressionante, è un vero e proprio Dream Team di gran lunga superiore a tutte le altre: se non vincerà questa Champions League sarà soltanto una sconfitta suicida, e il "non-gioco" che è marchio di fabbrica di Allegri non la aiuterà. E' un peccato che una squadra con tutto quel talento "sprecato" sia così brutta da vedere sul terreno di gioco, a prescindere dai risultati che non sono affatto "l'unica cosa che conta". Tra le altre, attenzione al Paris Saint Germain: è un altro squadrone, e la prospettiva di una finalissima tra la Juventus e il "suo" Buffon fa tremare i polsi. Le quattro inglesi certamente daranno fastidio a tutti (Mourinho è riuscito a ribaltare la Juve in meno di dieci minuti allo Stadium), ma hanno dei punti deboli. Non darei per morte Barcellona e Bayern Monaco, anche se non stanno vivendo la loro stagione migliore. Attenzione a non sottovalutare Ajax e Borussia Dortmund: sono due squadre giovani, veloci, sfrontate, belle. Sono le possibili sorprese".

 

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