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"Sport in Media.it": quando l'analisi del rapporto tra media e sport diventa progetto editoriale

Mercoledì 26 Febbraio 2020, pubblicata da geilezeit
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Abbiamo il piacere di intervistare Simone Salvador, direttore di "Sport in Media", un blog che non si limita ad essere un aggregatore di notizie sportive, ma un reale progetto editoriale, che si prefigge l'obiettivo di indagare il mondo dei mass media e quello dell'informazione, tentando di analizzare in profondità questo rapporto di interdipendenza e le sue conseguenze mediatiche. Il sito si avvale, inoltre, di diverse rubriche originali e di sezioni dedicate ai tifosi, in cui viene lasciato spazio alle loro opinioni. Tante le news sportive e le interviste ai personaggi più autorevoli dello sport. Lasciamo adesso la parola a Simone, che ci racconterà nel dettaglio la realtà di "Sport in Media".

 

Buongiorno Simone. Come e quando nasce “Sport in Media.it”?
"Sport in Media" è nato lo scorso 7 maggio 2019, dopo un lungo periodo di elaborazione. L'idea è nata partendo dal vecchio blog ("Blog-In dentro lo sport"). Volevo un salto di qualità, puntando alla specializzazione. Così, ho deciso di trattare un tema a me particolarmente caro, ma allo stesso tempo poco approfondito: il rapporto tra Sport e Media, nel senso più ampio e profondo del termine.

Da chi è composta la redazione?
La redazione è composta da me e da un paio di collaboratori esterni. In più, mi avvalgo di un importante aiuto a livello grafico. Nel complesso, comunque, tutti gli articoli di "Sport in Media" sono sempre scritti di mio pugno. Non ti nego che in questi mesi siano arrivate diverse richieste di collaborazione. L'obiettivo, al momento, è quello di diffondere e consolidare il marchio "Sport in Media", rendendolo un punto di riferimento per chi ama lo sport e la comunicazione. Per farlo è necessario creare uno stile chiaro, distintivo e riconoscibile. Direi che, visti i numeri, in questi primi 9 mesi la strada intrapresa sembra essere quella giusta. Alla fine del primo anno, è probabile che si aprano le porte a chi ama questo settore e vede "Sport in Media" come la palestra ideale per il proprio futuro nel mondo della comunicazione.

Quali sono le sezioni del sito più seguite?
Quella legata ai Diritti Televisivi è senza dubbio la più impattante a livello di traffico. Tuttavia, anche gli articoli di opinione, rilanciati sui social media, registrano ottimi risultati (cito quello sui giornali italiani il giorno dopo la morte di Kobe Bryant). Menzione a parte per il"Microfono d'Oro", il contest per eleggere il miglior telecronista e il miglior commentatore tecnico sportivo: è stato un successo inaspettato per interazioni e coinvolgimento degli appassionati. Questo exploit mi ha fatto capire ulteriormente il grande interesse del pubblico verso chi racconta gli eventi sportivi.

Quali discipline sportive trattate?
Come da impostazione editoriale, nel suo piccolo "Sport in Media" vuole dare spazio e visibilità a tutte le discipline sportive. Purtroppo, nel nostro Paese il livello di cultura sportiva è piuttosto basso e negli ultimi 10-15 anni il calcio ha cannibalizzato gli spazi sui media. Ovviamente, su "Sport in Media" il calcio è analizzato e seguito in modo approfondito, ma scorrendo il sito si possono trovare moltissime analisi e notizie su tennis, ciclismo, sport invernali, basket, pallavolo, atletica, rugby, ecc. Se posso fare un piccolo appunto a Federazioni e Leghe degli sport considerati "minori" (vale a dire quelli che tendenzialmente hanno il loro momento di visibilità una volta ogni 4 anni), è che fin qui non ho riscontrato da parte loro una grande spinta per uscire dall'anonimato mediatico. I media e le nuove tecnologie sono fondamentali per allargare la propria fan-base e rappresentano la base per dar vita a quel circolo virtuoso (miglior comunicazione>più visibilità>più potenziali appassionati>più tesserati>maggiori introiti ecc.) di cui avrebbero grande bisogno.

Qual è la filosofia editoriale di “Sport in Media”?
Sport in Media è "un sito indipendente di analisi e critica del rapporto Sport&Media". Non si tratta quindi di un semplice aggregatore di notizie, ma di un progetto editoriale che, anticipando e analizzando le notizie sui vari media – TV, giornali, radio, web, social, servizi in streaming (OTT) – vuole fornire ai lettori e agli appassionati le chiavi di lettura e gli strumenti per capire tendenze e scenari della comunicazione sportiva. Un settore, quello dei media sportivi, diventato determinante per tutti gli attori in gioco: basti pensare ai milioni di euro provenienti dai diritti televisivi e di trasmissione o all’utilizzo dei social da parte di società, allenatori e atleti con tutte le correlazioni del caso. Tutto questo, come sottolineato prima, cercando di dare spazio a più discipline sportive possibili. Articoli come la guida completa ai diritti TV dei vari eventi sportivi e quelli sul biathlon (sport in costante ascesa a livello di gradimento e interesse) hanno ottenuto ottimi risultati. La cosa ulteriormente distintiva di Sport in Media è l'opinione, nel senso che in ogni articolo si trovano pareri, commenti, riflessioni sulle notizie pubblicate. Un modo per coinvolgere maggiormente gli appassionati e distinguersi dai siti-aggregatori. La pagina Facebook serve a rilanciare le news pubblicate sul sito, ma soprattutto a dare spazio a ulteriori approfondimenti e notizie. Aggiungo che poche settimane fa è stato inaugurato il Podcast, strumento destinato ad avere sempre più successo nei prossimi anni.

Crede che la Roma possa puntare in alto in Europa League?
Partiamo dal principio che una squadra italiana non vince l'Europa League dalla stagione 1998/99 (il Parma di Malesani) e da allora nessuna squadra italiana è più approdata in finale. Detto questo, la Roma secondo me fa parte del gruppone delle outsider (ci metto anche l'Inter, che avrebbe più potenziale dei giallorossi, ma non so quante energie vorrà impiegare in questa competizione). Siviglia, Arsenal e Manchester United sono le favorite come le squadre vincenti dell'Europa League, ma ci sono diverse formazioni valide che possono arrivare fino in fondo (cito Wolverhampton e Getafe). La Roma rientra tra queste squadre. Personalmente, mi dispiace che l'ambiente giallorosso si sia sfilacciato dopo un'ottima prima parte di stagione. Il 2020 è iniziato con alcuni risultati negativi, ma trovo francamente deleterie alcune situazioni che si sono create: il lavoro di Fonseca - allenatore che stimo - messo in discussione dopo 3 risultati negativi, le tensioni attorno a Petrachi, le critiche durissime e ingenerose a un ottimo giocatore come Lorenzo Pellegrini. Purtroppo, queste tensioni e polemiche alle prime situazioni negative, rappresentano il limite più grosso dell'ambiente giallorosso. La squadra, nonostante diversi infortuni, è valida, può giocarsi il quarto posto e passare il turno qualificandosi per gli ottavi di finale di Europa League, aspirando almeno ai quarti/semifinali della competizione.

Una personale previsione sulla favorita per la Champions League.
La Champions League è un torneo dove la componente "fortuna/caso" incide notevolmente. Vincerla o perderla passa da un palo-dentro/palo-fuori, da un episodio (lo scorso anno il Liverpool rischiò di essere eliminato dal Napoli ai gironi e si qualificò agli ottavi grazie a una grande parata di Allison su Milik) o da un fuorigioco di 10 centimetri (vedi Manchester City-Tottenham). Per questo, fare un pronostico non è mai semplice. Ad ogni modo, dal mio punto di vista le due squadre favorite come vincenti della Champions League, per storia e per i picchi di gioco espressi in questa stagione, sono Liverpool (non sarà comunque semplice ribaltare la partita contro l'Atletico nel ritorno degli ottavi) e Bayern Monaco. La vincente del confronto tra Real Madrid e Manchester City avrà una grande spinta per andare fino in fondo, anche se entrambe - pur nella qualità assoluta delle rispettive rose - hanno evidenziato delle difficoltà. La Juventus ha disputato un ottimo girone e secondo me, quasi inconsciamente, sta riponendo maggiore concentrazione ed energie nelle partite europee. Per poter arrivare fino in fondo, tuttavia, la squadra di Sarri ha bisogno di due condizioni: migliorare il rendimento e l'impatto del proprio centrocampo e avere Douglas Costa (il giocatore chiave per dare imprevedibilità all'attacco e innescare Ronaldo) disponibile e in forma nella parte finale di stagione. Permettimi di fare un grande complimento all'Atalanta, vicinissima a entrare nelle prime otto squadre d'Europa. Un risultato straordinario, frutto di un fantastico lavoro a livello societario e tecnico. Chapeau.

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