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"Promesse del Calcio": il blog di riferimento per le nuove scoperte del calcio giovanile

Lunedì 31 Agosto 2020, pubblicata da geilezeit
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Per la rubrica "Dietro le Quinte", abbiamo avuto il piacere di intervistare nuovamente Marco Fanuli, direttore di "Promesse del Calcio". 

Promesse del Calcio è un blog nato nel 2014 che ha l'obiettivo di raccontare di giovani calciatori non ancora affermati, spesso sconosciuti alla maggior parte dei tifosi, dedicando l'attenzione ai giovani per trasmettere un segnale positivo al mondo del calcio.

Attraverso questo blog si vogliono presentare quelle che potrebbero essere le scoperte delle stagioni calcistiche, raccontando le loro storie, le loro caratteristiche ed il loro avvenire.

 

Lasciamo adesso la parola al direttore.

 

Buongiorno direttore e grazie per aver accettato l'intervista. Ricordi ai nostri lettori come e con quale scopo nasce “Promesse del Calcio”.

Buongiorno a voi e grazie per l'invito. Promesse del Calcio nasce nel Gennaio del 2014 con l’obiettivo di parlare di giovani di belle speranze, che diventeranno i calciatori di domani o magari anche del presente. Tutto questo con passione per questo sport, senza il condizionamento da parte delle società o procuratori, cosa ad oggi sempre più rara.

 

Nel corso degli anni avete mantenuto la stessa linea editoriale oppure avete apportato dei cambiamenti sul vostro sito?

La nostra linea editoriale è sempre rimasta intatta negli anni. Al centro di ogni approfondimento c'è, prima di tutto, il rispetto per ragazzo e dell'atleta. Capita spesso che si parla di giovani calciatori come futuri fenomeni, caricandoli di responsabilità che non sanno e non possono gestire. Su Promesse del Calcio questo non avviene, il condizionale è d'obbligo e si cerca sempre di evidenziare oltre ai pregi, anche i difetti di ogni singolo calciatore.

 

Quale ritiene sia la società che attualmente possiede il miglior settore giovanile?

In questi anni le società italiane sono cresciute molto dal punto di vista organizzativo nei settori giovanili. Purtroppo ancora manca, a mio modo di vedere, fiducia negli investimenti. I budget a disposizione dello scouting giovanile e nelle strutture di allenamento è quasi sempre esiguo rispetto le prime squadre. Ma forse qualcosa si sta muovendo. Inutile dire che l'Atalanta è il modello italiano per eccellenza, ma menzionerei anche la forte crescita di Inter e Sassuolo. Senza dimenticare società minori - passatemi il termine - come la neo promossa in A Spezia, la Virtus Entella e il Chievo Verona in B o il Novara in C.

 

Secondo lei, ad oggi, esistono altre squadre che stanno cercando di seguire il modello Atalanta?

Il modello Atalanta parte da molto lontano. Parte dall'attenzione verso i giovani, da una folta e competente rete di scout che ha avuto al comando per lungo tempo un'icona nazionale come Mino Favini. Oggi il suo lavoro - fortunatamente - ha avuto seguito, non solo nella società bergamasca, ma è stato preso come modello anche da altre realtà italiane come appunto il sopracitato Sassuolo che a mio avviso ha fatto enormi progressi in questo senso grazie al lavoro del direttore Carnevali e il responsabile del settore giovanile Palmieri.

 

Crede che gli innumerevoli infortuni in Serie A causati dal lungo periodo di lockdown siano serviti per dare maggiore spazio e visibilità ad alcuni giocatori?

Sicuramente è stato possibile testare la preparazione di alcuni giovani in ottica prima squadra. Mi viene da pensare a i vari Gabbia (Milan), Raspadori (Sassuolo), Agoume (Inter), Juwara (Bologna) e tanti altri. Ma mi sarei aspettato comunque maggiore impiego da parte di tutte le società.

 

Parlando della Champions, anni fa nessuno avrebbe potuto immaginare una squadra come il Lipsia a giocarsi il trionfo nel 2020. Quali crede siano stati i punti di forza che hanno portato la squadra fino alle semifinali?

Il percorso del Lipsia in Champions League ha sorpreso tutti. In questo caso però penso che la promessa del calcio dei tedeschi fosse seduta in panchina. A soli 33 anni, il tecnico Julian Nagelsmann ha dimostrato che grazie alla passione ed una adeguata preparazione nulla è impossibile, piazzandosi anche al terzo posto nella classifica della Bundesliga. A questo aggiungiamo un'età media della squadra bassa e tanto entusiasmo. E poi con giovani forti nella rosa come Upamecano, Dani Olmo e Nkunku si possono gettare importanti basi per il futuro.

 

Qual è secondo lei la rivelazione dell’anno? Quali sono i giocatori che più l'hanno colpita?

Zaniolo non è più una novità, quindi dico Dejan Kulusevski, ma anche Alessandro Bastoni. Calciatori che si sono imposti nel massimo campionato da veri veterani e che mostrano ancora grandi margini di crescita. Ovviamente entrambi prodotti del vivaio atalantino. A questi aggiungerei Musa Juwara del Bologna, che conoscevo già ai tempi del Chievo Verona e che mi sembra maturato molto dal punto di vista tecnico e fisico.

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