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"Per fortuna che c'è il Riccardo": storie ed emozioni calcistiche narrate da Riccardo Lorenzetti

Lunedì 9 Marzo 2020, pubblicata da geilezeit
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L'intervista di oggi ha come protagonista lo scrittore Riccardo Lorenzetti, autore de "Il Blog di Riccardo Lorenzetti - Per fortuna che c'è il Riccardo". Cultore del calcio e della sua storia, il direttore rende il suo sito uno spazio nostalgico, storico ed emozionale, piuttosto che uno spazio meramente informativo. Lorenzetti parte da notizie, episodi e personaggi per raccontare ricordi, le sue emozioni e quelle degli appassionati di questo sport. La grafica del blog è capillarmente curata da Filippo Lorenzetti, che crea la giusta cornice per i contenuti di cronaca e le riflessioni dell'autore. Il calcio viene romanzato e, come tutti i romanzi appassionanti, attira l'attenzione di tutti quei lettori che non si stancano mai di veder calciare un pallone. "Il Blog di Riccardo Lorenzetti" è un libro "digitale", pronto ad essere sfogliato e a rapire coloro che si accingono alla lettura delle prime pagine.

 

Buongiorno direttore. Come e quando nasce il Suo blog?
L'idea del blog prende corpo nel 2014, dopo il buon successo del mio libro dedicato alla democrazia corinthiana. È un anno, quello, molto fecondo per iniziative di quel genere; un po' per l'attesa che sempre si genera in occasione dei grandi appuntamenti sportivi (è quello era l'anno dei mondiali in Brasile), molto per il traino di Federico Buffa e dei suoi "storytelling" su Sky, che conquistano un grande numero di telespettatori. Soprattutto, fanno capire ad un pubblico sempre più vasto che il calcio, e più in generale lo sport, sono importanti per quel che riguarda il risultato, ma anche e soprattutto per tutto ciò che si portano dietro in termini emozionali.
Si può raccontare la storia, o la geografia attraverso una partita, o un campionato. Si può affrontare un concetto filosofico, raccontando un campione e le sue caratteristiche. Ecco, il mio blog parte da lì, e muove da questo tipo di sensibilità.

Il sito è gestito personalmente o viene affiancato da una redazione?
Il blog è gestito da Filippo Lorenzetti, nella sua veste grafica. Per quanto riguarda i contenuti, è tutta farina del mio sacco. Il blog non ha cadenze regolari, e non è un giornale che esce quotidianamente o settimanalmente. A seconda dei temi che più mi stuzzicano, metto insieme delle idee e degli spunti di riflessione. Talvolta possono riguardare un argomento di cronaca, ma più spesso hanno a che fare con ricordi del passato. Le grandi squadre, i campioni della nostra giovinezza e tutte quelle emozioni che abbiamo vissuto e che ogni tanto ci fa piacere tirar fuori. Non è un caso che il blog abbia dei picchi di visibilità in occasioni particolari. L'articolo sulla Grande Olanda del '74 che apparve sul blog il giorno della morte di Johan Cruyff ebbe una risonanza notevolissima. Ma stiamo parlando di personaggi e argomenti che colpiscono sempre l'immaginario degli sportivi.

Qual è la filosofia editoriale de “Il Blog di Riccardo Lorenzetti”?
È un blog dove, spero, il pubblico riesca a ricavare emozioni. E che, almeno nelle intenzioni iniziali, doveva essere una specie di "madeleine"... Quel famoso biscottino attraverso il quale Proust riuscì scrivere la sua "Recherche". Non bisogna dimenticarci, infatti, che per la mia generazione, che ormai ha quasi tutti i capelli bianchi, lo sport ha contato moltissimo. Siamo cresciuti con esso; con il calcio naturalmente, ma anche con il ciclismo e con i grandi campioni di altri sport come Panatta o Gustav Thoeni. Ognuno di noi ha dei ricordi legati ad un particolare avvenimento sportivo, o all'impresa di un grande campione. E talvolta anche ad eventi che restano dentro di noi, pur nella loro drammaticità. Quando nel blog ricordai lo strazio del giorno che morì Gilles Villeneuve, mi resi conto che le emozioni che avevo cercato di trasportare sul pezzo erano esattamente le stesse che provavano i lettori.

Quali sono i pezzi che attirano maggiormente i lettori?
Nel blog, tendo sempre di meno ad occuparmi del quotidiano. Paradossalmente, lo scontro tra Juventus e Inter che potrebbe decidere un campionato mi interessa, sì, ma non quanto lo Juventus-Fiorentina dell'82, tanto per dire. O addirittura il Verona-Milan del '73: non mi piace, infatti, quell'atmosfera da guerra per bande che è ormai diventato il nostro calcio, ed il modo di guardarlo. Siamo arrivati al tutti contro tutti, alla polemica a tutti i costi, alla partita vista costantemente con il coltello tra i denti. La famosa moviola in campo teorizzata dal mio amico Aldo Biscardi, e che avrebbe dovuto rasserenare gli animi, li ha incattiviti ulteriormente. Quindi, mi trovo spesso a rifugiarmi in quella specie di "Isola che non c'è", che è il calcio degli anni 70-80. Che non era il paradiso nemmeno quello, intendiamoci, perché anche lì le magagne e i bubboni ogni tanto scoppiavano (robe tipo il calcioscommesse); ma in generale l'atmosfera era parecchio più godibile. E nella gran parte della gente, la partita domenicale, la schedina, i programmi televisivi al bar dello sport riuscivano a connotare bene il cosiddetto "dì di festa". Ecco, è proprio di quell'atmosfera ormai perduta che ho nostalgia. Ed è un'atmosfera che vorrei ricreare nel mio blog.

Chi crede sia il favorito come capocannoniere della Serie A?
A questo punto non si dovrebbe scappare tra scegliere come favorito capocannoniere di Serie A Ciro Immobile, che ha fatto una stagione pazzesca, e Cristiano Ronaldo che ha preso a segnare quasi tutte le domeniche.Molto dipenderà dal finale di stagione che avranno Lazio e Juventus, soprattutto quanto influirà l'eventuale prosieguo in coppa dei bianconeri. Ma capisco che, stavolta, non sto dicendo niente di particolarmente originale.

Quale crede che sia il segreto, il fattore principale di una Lazio così competitiva?
La Lazio, e il suo straordinario campionato, sono la dimostrazione vivente che nel calcio poco contano le tattiche, e molto contano gli uomini. Checché se ne dica. E che il segreto del cosiddetto "bel gioco" risiede esclusivamente nella classe dei calciatori e, soprattutto, nel farli giocare insieme, e amalgamare per diverse stagioni. È quello che sta facendo la Lazio, e che negli anni precedenti ha fatto anche il Napoli (adesso hanno qualche giocatore un po' decotto); e che non possono ragionevolmente fare molte squadre di provincia che si vedono smontare mezza squadra ad ogni sessione di calciomercato. Lulic, Lucas Leiva, Acerbi, Milinkovic-Savic, Immobile sono la spina dorsale della squadra, e giocano insieme ormai da due-tre e più anni. Hanno raggiunto un'intesa che li fa andare quasi a memoria, con una specie di pilota automatico incorporato. La squadra che non viene smantellata, e se possibile arricchita di qualche pedina importante (come Lazzari nel caso della Lazio) è una specie di segreto di pulcinella, che rese grandi a loro tempo la Sampdoria di Vialli e Mancini, per esempio, ma anche il Parma degli anni 90.

Quali squadre pensa possano retrocedere in Serie B?
Dando per scontate come possibili squadre in retrocessione dalla Serie A (ma è un auspicio, più che una certezza) Brescia e Spal, spero tanto il Genoa. Ma temo molto per la mia Samp.

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