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Pensare non è mai stato irregolare:"Fallo Tattico" è il blog di analisi e approfondimenti calcistici

Venerdì 2 Ottobre 2020, pubblicata da Daniele Conti
Immagine Pensare non è mai stato irregolare:

Ritorna l'appuntamento con la rubrica di Dietro Le Quinte, che oggi ha il piacere di proporvi l'intervista realizzata con Luca Vendrame, un giovane ragazzo appassionato di calcio e giornalismo, fondatore di "Fallo Tattico".

All'interno del blog si possono trovare approfondimenti e analisi accurate di giocatori, allenatori, partite e situazioni di gioco, con l'obiettivo di non risultare mai superficiali nella formulazione dei pensieri e dei giudizi e di far sentire un po' a casa i propri lettori.

Lasciamo ora la parola a Luca.

 

Buongiorno e grazie per aver accettato l'intervista. Come e con quale scopo è nata la realtà di “Fallo Tattico”?

Buongiorno, il piacere è mio. Fallo Tattico è nato per offrire un punto di vista razionale di ciò che accade nel mondo del calcio, riprendendo gli avvenimenti ritenuti più interessanti e affrontando il calcio con il modo di pensare più simile possibile a quello avuto da Johan Cruyff, autentico genio del pallone, tanto da giocatore quanto da allenatore e dirigente. Sicuramente la figura a tutto tondo più influente nella storia del calcio.

 

Che tipo di informazioni possono trovare gli utenti sul vostro sito?

All’interno del sito sono presenti spunti di riflessione più approfonditi rispetto a quelli che si trovano nei social network, tra i quali prediligo Instagram per la maggior interazione che posso avere con i lettori e fan. Anche e soprattutto per questo, per quanto importante sia il sito, i social network sono il mezzo di comunicazione che mi piace di più.

 

Oltre alle informazioni che si possono trovare sulla Homepage, avete anche altre sezioni sul vostro sito: PdG e Bundesliga. Di cosa trattano e quali sono le informazioni che attraggono di più i vostri lettori?

Sì, per il momento abbiamo PdG e Bundesliga tra le sezioni attive. Una è l’acronimo di “Pensiero del Giorno”, nella quale tratto temi e argomenti a ruota libera, che scelgo di volta in volta. Quella denominata “Bundesliga”, va da sé: lì ci sono i miei top e flop del massimo campionato tedesco, che seguo assiduamente e del quale sono grande estimatore. Ma ci sono in programma sviluppi importanti, che vedranno la creazione di altre sezioni da questa stagione in poi. Ai lettori piacciono tematiche che riprendono la filosofia calcistica di Johan Cruyff e la storia del suo Barcellona, ma anche ciò che concerne la Serie A e, sorprendentemente (in confronto a quanto pensassi inizialmente) anche alla Bundesliga stessa.

 

Parlando del campionato, chi crede sarà il bomber del 2021? Quali i giocatori che secondo Lei dimostreranno maggior qualità e capacità di gioco?

Per quel che riguarda la Serie A, il capocannoniere sarà presumibilmente una lotta a tre: Cristiano Ronaldo, Ciro Immobile e Romelu Lukaku partono un gradino avanti agli altri. Ma se Duvan Zapata non avrà i problemi fisici avuti l’anno scorso potrà aggiungersi a loro senza troppi problemi. Ma occhio anche a Ciccio Caputo, il suo Sassuolo produce tantissimo e lui ha l’istinto del gol. Ma se devo fare un nome, dico Cristiano Ronaldo. I giocatori che dimostreranno maggior qualità e capacità di gioco, invece, credo che saranno Hakan Calhanoglu, Christian Eriksen, Theo Hernandez e Victor Osimhen.

 

Riguardo al campionato tedesco, quale seguito ha secondo Lei nel nostro Paese il calcio estero e in cosa si distingue la Bundesliga rispetto al nostro campionato?

Secondo me in Italia i campionati esteri li seguiamo un po’ (siamo molto esterofili), ma si guardano poche partite di calcio estero e tendiamo a crogiolarci su alcuni cliché, ad esempio: il calcio inglese tutto fisico, il calcio spagnolo caratterizzato da difese ballerine e quello tedesco poco competitivo. La realtà è un po’ diversa e solo guardando le partite lo si può capire. In cosa si distingue la Bundesliga dalla Serie A? Io in realtà noto molte somiglianze tra i nostri due modi di fare calcio a livello tattico. Ma la differenza vera e sostanziale tra noi e loro sta tutta nella lungimiranza e nella programmazione: non è un caso che in Germania gli stadi siano di proprietà dei club già da anni (per alcuni da circa un decennio, per altri anche di più), mentre in Italia siamo ancora indietro. E c’è una progettualità diversa, si crede davvero nei giovani e si fa ricambio generazionale senza troppi scrupoli: se un giovane merita, gioca. Da noi invece deve farsi le ossa e maturare. Se ci pensiamo bene, è ciò che ci differisce anche a livello professionale, al di fuori del contesto sportivo. La mentalità dei tedeschi è il loro punto forte.

 

Per quanto riguarda l'Europa League, come vede la squadra del mister Pioli? Cosa pensa invece rispetto alle altre due squadre italiane, Roma e Napoli?

L’Europa League quest’anno sarà molto interessante. Il Milan deve ancora passare l’ultimo turno preliminare, sebbene parta coi favori del pronostico contro il Rio Ave. Qualora dovesse qualificarsi ai gironi, sarebbe di sicuro una delle squadre favorite alla vittoria finale, tenendo presente che saranno molto forti anche alcune delle retrocesse dalla Champions League, è sempre così. Anche il Napoli è un’altra favorita per la vittoria, essendo una squadra molto solida e piena di qualità e risorse. La Roma, invece, a mio dire parte un po’ più indietro rispetto a rossoneri e azzurri perché priva di Zaniolo e Smalling, che l’anno scorso era una roccia. Anche la partenza di Under potrebbe essere rimpianta, il ragazzo ha talento, anche se nella capitale si è espresso a intermittenza. Ma ho fiducia in Fonseca, saprà trovare la quadra e rendere molto pericolosa la squadra giallorossa.

 

Concludiamo l'intervista con un pronostico: quale sarà secondo Lei la favorita per la conquista dello scudetto? Possiamo aspettarci delle belle sorprese da questa ripresa di campionato?

Secondo me quando hai due autentici fuoriclasse nei propri ruoli come Cristiano Ronaldo e Chiellini parti avvantaggiato. Ma il calcio è uno sport di squadra, Pirlo è al primo anno da allenatore e questo può essere un fattore. L’Inter è coesa, collaudata e ha migliorato notevolmente il proprio organico. Inoltre Conte è un vincente e vorrà essere lui a far finire il ciclo bianconero che è stato lui a far iniziare. Ma attenzione all’Atalanta, che, zitta zitta, in questa stagione può ambire anche a qualcosa in più di quanto fatto in questi anni. Però io propendo per i nerazzurri di Milano. Le sorprese del campionato possono essere il Sassuolo, il Parma e il Torino: squadre che hanno allenatori d'idee che predicano gioco palla a terra, sarà interessante vederle all'opera.

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