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Le news sul calcio in continuo aggiornamento: “Footballnews24.it”

Giovedì 22 Aprile 2021, pubblicata da Daniele Conti
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Per la Rubrica "Dietro le Quinte", abbiamo avuto il piacere di intervistare Marco Torretta, direttore responsabile del sito "Footballnews24.it".

Una testata giornalistica protagonista dell’informazione sportiva. Un progetto solido caratterizzato da professionalità e desiderio di migliorare con costanza non solo l’informazione fornita ai lettori, ma anche i giovani giornalisti sportivi del futuro.

Lasciamo ora la parola a Marco Torretta.

 

Come e quando nasce la realtà di "Footballnews24.it"?

Passione, consapevolezza, talento, voglia di formare i giornalisti del futuro e di incidere positivamente sul variegato mondo dell'informazione sportiva. É grazie a questi ingredienti che, in poco tempo, Footballnews24.it passa dall'essere semplicemente un gioco, un'idea, una suggestione al diventare una testata giornalistica e, soprattutto, un punto di riferimento assoluto per milioni di lettori grazie alla lungimiranza dell'editore Emanuele De Scisciolo e di Smart Media Web Srl, ai preziosi insegnamenti del precedente Direttore Mauro Pacetti e all'infaticabile lavoro di una redazione che non ha mai smesso di credere nei propri sogni e di mettere sempre al primo posto i propri ideali. Sembra retorica ma non lo è affatto. Perché, se in soli due anni e mezzo siamo riusciti a raggiungere un pubblico sempre più vasto, a stringere partnership importanti, a comporre un network di successo, a fornire a tanti aspiranti giornalisti l'opportunità di coronare con il tesserino il proprio percorso formativo, è evidente che impegno, determinazione e organizzazione non sono mai mancati. Ma la forza più grande di Footballnews24, forse, è il desiderio di andare oltre i risultati raggiunti e di aggiornarsi ed evolversi nel tempo, cercando di essere sempre all'altezza delle aspettative del lettore e di intraprendere nuovi ed entusiasmanti progetti. Come quello che a brevissimo vedrà nascere, grazie alla preziosa collaborazione con Eidos Communication, il nostro primo corso di giornalismo sportivo, tenuto da Alessandro Barbano, Mimmo Cugini e Ugo Trani, firme autorevoli di Corriere dello Sport, Gazzetta dello Sport e Messaggero. Insomma, un'altra tessera che si aggiunge al nostro mosaico.

 

Ci parli della redazione. Chi lavora insieme a Lei?

La mia redazione, il mio orgoglio. Credo che l'organizzazione e la pianificazione siano sempre gli strumenti migliori per raggiungere in modo credibile la mission aziendale e, sotto questo profilo, non si può prescindere da un gruppo unito e coeso. Puoi avere in rosa Lukaku, Cristiano Ronaldo o Ibrahimovic, ma i risultati arrivano soltanto grazie alla forza del team. Dalle riunioni giornaliere al filo invisibile che unisce quotidianamente Editore, Direttore, caporedattori e collaboratori, essenziale per programmare ed eseguire una linea editoriale ben definita. Come in ogni famiglia che si rispetti possono esserci incomprensioni, stanchezza o malumori, ma l'amicizia, il rispetto reciproco e la stima che legano i componenti della redazione aiutano a superare anche ostacoli che possono sembrare all'apparenza insormontabili. Per la qualità, l'impegno profuso, la passione e la voglia di mettersi sempre in gioco voglio ringraziare non solo l'Editore, ma anche i caporedattori Enzo Bellino, Luca Vano e Alberto Alfieri e tutti i redattori che hanno collaborato, collaborano e collaboreranno con Footballnews24.

 

Come è nata la sua passione per il calcio?

Ho avuto la fortuna di nascere e crescere nel periodo d'oro del calcio italiano. Come non emozionarsi davanti ad un doppio passo di Ronaldo il Fenomeno, ad un controllo divino di Roberto Baggio, ad un gol di Batistuta, al talento cristallino di Veron e Figo o alla eleganza difensiva di Maldini, Nesta o Cannavaro? Impossibile. Gli anni '90 e i primi anni 2000 rappresentano un racconto epico di esultanze, maglie nostalgiche e scontri epici: il volto indemoniato di Schillaci a Italia '90, il trenino inscenato dal magico Bari di Protti e Tovalieri, gli accostamenti cromatici che hanno reso indimenticabili le divise di quegli anni, la finale di Parigi tra Inter e Lazio o la partita contro il Marsiglia che ha consegnato al Parma di Malesani la gloria eterna. I grandi campioni provenienti dagli angoli più disparati del globo facevano a gara per arrivare in Serie A e anche le provinciali riuscivano a trasmetterti emozioni che difficilmente possono essere descritte a chi non le ha vissute. Difficile rispecchiarsi, per dirla alla Prandelli, in un calcio che è mutato profondamente in ogni suo aspetto ed è ancora più complicato immedesimarsi in chi non è riuscito, per ragioni anagrafiche, ad assistere a questo pazzo turbinio di emozioni.

 

Footballnews24.it presenta diverse sezioni, “Calcio italiano”, “Calcio estero”, “Coppe Europee”, “Calciomercato”, ecc.; secondo lei quale viene più seguita?

Footballnews24.it è bello perché è vario, se vogliamo utilizzare parzialmente un vecchio adagio. Oggi più che mai, per attirare un numero sempre più rilevante di lettori, è fondamentale venire incontro ai bisogni e agli interessi di tutti. Tradizionalmente il calciomercato è l'argomento che appassiona di più il grande pubblico, però vorrei porre l'attenzione su un fattore che ritengo non trascurabile. La mission primaria di Footballnews24.it è proporre un giornalismo diverso, un giornalismo fatto di quantità ma soprattutto di qualità in un periodo storico in cui, spesso, si predilige il primo aspetto al secondo. L'avvento dei social e il proliferare di siti web e testate giornalistiche ha forse oscurato l'aspetto più importante di questo mestiere, ovvero l'arte di raccontare emozioni e suscitare uno sconvolgimento emotivo nel lettore. Perché il calcio è poesia e lo sport è metafora di vita. Trascurando per anni questo dettaglio, anche il lettore si è assuefatto ad un certo genere di notizie e l'obiettivo principale, dunque, rimane quello di contribuire, nel nostro piccolo, a capovolgere nuovamente questo approccio. Attraverso le esclusive, pane quotidiano di Footballnews24, e tanti approfondimenti originali che permettano a chi legge di guardare e analizzare un particolare evento sportivo da diverse angolazioni. Dare una notizia prima degli altri è difficile, ma darla con qualità sembra essere diventato ormai un optional.

 

Si avvicinano gli Europei 2021; l’Italia guidata da Mancini ha il compito di riscattare la maglia azzurra della nazionale. Cosa ne pensa del Gruppo A che vedrà l’Italia giocare contro Svizzera, Turchia e Galles?

Si tratta di un girone decisamente alla portata dell'Italia, anche se occorrerà non sottovalutare i nostri avversari per poter passare indenni il raggruppamento. La Svizzera è sempre stata una nazionale molto compatta, ordinata ed equilibrata, la Turchia ha dimostrato di avere giocatori di qualità come Calhanoglu, Kabak e Burak Ylmaz, mentre il Galles non sembra più quello capace di arrivare in semifinale ad Euro 2016 e di arrendersi solo di fronte al Portogallo di Cristiano Ronaldo. L'Italia parte favorita, ma dietro vedo tanto equilibrio: sarà importante, quindi, non commettere passi falsi. Mancini, in ogni caso, è riuscito nell'impresa di ridare credibilità ad un movimento depresso dalla mancata qualificazione agli ultimi Mondiali e, guidando la nazionale azzurra in un importante ricambio generazionale, ci ha dato la possibilità di guardare al futuro con ottimismo. Valori tecnici alla mano e grazie ad un entusiasmo crescente, l'Italia potrebbe anche arrivare tra le prime quattro del torneo. Se Conte è riuscito a battere Belgio e Spagna e a sfiorare la semifinale nel match con la Germania con un organico mediocre, perché non sognare in grande? In fondo 24 risultati utili consecutivi non sono proprio il frutto di una semplice coincidenza...

 

L’Europa League giunge quasi al termine. La Roma deve disputare il ritorno dei quarti di finale contro l’Ajax giovedì 15/04. Secondo lei quali sono le squadre che troveremo in finale di Europa League?

L'Europa League come ultima spiaggia. La Roma, nelle ultime partite di campionato, ha dimostrato di voler fare all-in sulla seconda competizione continentale, che permetterebbe ai giallorossi di dare una bella spolverata alla bacheca, vincere il primo trofeo internazionale di rilievo, rilanciare il movimento calcistico italiano e, soprattutto, qualificarsi da testa di serie alla prossima Champions League. Un aspetto, quest'ultimo, che consentirebbe alla società anche di incassare un discreto (si fa per dire) gruzzoletto. Le motivazioni, nella vita come nello sport, fanno spesso la differenza e la Roma ne ha tante. A partire da un allenatore che ha una gran voglia di prendersi una rivincita personale nei confronti di chi, per tutta la stagione, l'ha dato per spacciato. Per certi versi sembra di rivedere la cavalcata che ha portato, lo scorso anno, l'Inter in finale di Europa League, sperando ovviamente in un epilogo diverso. Le potenzialità per arrivare fino in fondo ci sono tutte, anche se la Coppa Uefa (scusate la nostalgia, ma preferisco chiamarla così) è forse la competizione più imprevedibile del Vecchio Continente. Con l'Ajax si parte da un discreto vantaggio e, in caso di passaggio del turno, in semifinale ci sarà molto probabilmente lo scoglio più duro, il Manchester United. Gli inglesi sono superiori sotto il profilo della qualità della rosa, ma contro il Milan hanno dimostrato di non essere imbattibili. Mi perdoneranno i tifosi giallorossi, impegnati in prevedibili gesti apotropaici, ma se proprio devo dare un pronostico per la finale dico Roma-Arsenal.

 

Concluderei con un pronostico, chi è la squadra favorita per la vittoria dello Scudetto 2021?

Chi se non l'Inter? Non credo ci sia ancora spazio per le sorprese, i nerazzurri hanno ampiamente dimostrato di avere tutte le carte in regola per condurre agevolmente la nave Scudetto in porto e, con 11 punti di vantaggio sul Milan e 12 sulla Juventus, probabilmente non basterebbe nemmeno il proverbiale masochismo della Beneamata ad allontanare il diciannovesimo tricolore. Una difesa più che collaudata (ricordiamo che la scorsa stagione è stata la meno battuta del campionato), un attacco tra i più prolifici in Europa, un centrocampo che ha trovato la sua quadra con l'inserimento di Eriksen e grazie all'utilizzo del doppio play, un mix perfetto tra giovani e più esperti e il non trascurabile fattore Conte. Tutti ingredienti di una miscela esplosiva, alla quale mancava soltanto la consapevolezza, fondamentale per amalgamare il tutto. Consapevolezza che è puntualmente arrivata nei due momenti cruciali della stagione, la vittoria contro la Juventus e quella nel derby di ritorno, che hanno permesso ai nerazzurri di spiccare definitivamente il volo. Mi aspettavo il trionfo dell'Inter ad inizio stagione e, come da pronostico, è praticamente arrivato. Più agguerrita, invece, la lotta Champions, con Milan, Juventus, Napoli, Atalanta, Lazio e Roma a giocarsi tre posti. Difficile, in questo caso, prevedere il verdetto finale anche se, probabilmente, le prime quattro che ho citato hanno dimostrato fin qui di avere qualcosa in più delle romane.

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