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"La mia sul Napoli": il blog dove si analizza tutto il calcio della squadra partenopea

Martedì 15 Dicembre 2020, pubblicata da Daniele Conti
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Per la Rubrica "Dietro le Quinte", abbiamo intervistato Crescenzo Tortora che, 6 anni fa, ha realizzato il blog "La mia sul Napoli".

Gli appassionati della squadra partenopea possono trovare tutte le news che circondano il Napoli sul blog, nato dalla passione da parte di Tortora e dal bisogno di dover raccontare, appunto, la "sua".

Lasciamo ora la parola a Crescenzo.

 

Buongiorno e grazie per aver accettato l’intervista. Come e quando nasce la realtà di “La mia sul Napoli”?
Grazie a voi per la richiesta di intervista. “La mia sul Napoli” nacque circa 6 anni fa, dall’umile esigenza di dire la mia opinione sul Napoli. Erano gli anni del Napoli di Benitez, un periodo nel quale il Napoli e i tifosi napoletani imparavano un calcio diverso, quello proposto dallo spagnolo; e alcuni, come il sottoscritto, ammiravano il modo col quale il mister comunicava le sue idee. In quel periodo pensai che sarebbe stato più produttivo ed efficiente riportare i miei pensieri e le mie opinioni in un formato più omogeneo e in un unico luogo. Quindi, creare un blog era la scelta più ovvia per dire “La mia sul Napoli”. Il mio obiettivo era quello di analizzare il Napoli e il mondo che lo circondava cercando di scrivere di fatti e meno di opinioni. Ho sempre combattuto il populismo, i discorsi alla pancia delle persone, ho combattuto il “Pappò caccia ‘e sord” o le pretese di risultati che non contestualizzavano il Napoli e la sua dimensione presente e passata. Onestamente, non sapevo quanto tempo sarebbe durato questo blog, ma nel suo piccolo ha accompagnato la mia vita e i miei spostamenti lavorativi degli ultimi anni (da Napoli, per l’Olanda, passando per Firenze e ritornando finalmente alla mia terra natia). Sono stato l’unico a occuparsi del blog, ma nonostante questo la produzione è stata consistente: ho prodotto analisi statistiche delle prestazioni dei giocatori e della squadra, ho commentato le partite cercando di farlo in maniera non banale, spesso legando la partita ad un tema (anche scientifico) o un tormentone, fino alla realizzazione di video, colorati d’azzurro. Leggete i miei articoli e “La mia sul Napoli” anche su un giornale online locale, Il Mediano.

 

Sul blog sono presenti sezioni molto interessanti, qual è quella che riscontra maggior successo da parte dei Suoi lettori?

Ci sono varie cose che credo siano piaciute al pubblico e mi hanno dato delle piccole soddisfazioni. Per questioni di tempo, ho limitato di molto le attività sul blog negli ultimi anni, riuscendo però a produrre sempre l’articolo del post-partita. In questo ho sempre cercato di sperimentare, raccontando della partita, ma parlando anche di altro, come ho fatto durante la scorsa stagione con la Rubrica “La Fisica del Napoli”, nella quale scrivevo della partita del Napoli parlando di Fisica e di Scienza. Sono un ricercatore in Astrofisica, quindi sono riuscito ad unire queste mie due passioni in un unico contesto. Quando in passato ho utilizzato l’approccio scientifico per analizzare quello che vedevo, ho prodotto degli articoli che mi hanno dato molte soddisfazioni. Quello che ricordo con piacere è un articolo dal titolo “Bilanci e posizione in classifica, più guadagni e più vinci: la dimostrazione”, nel quale dimostravo con grafici e una semplice analisi statistica l’esistenza di una correlazione tra bilanci e posizioni in classifica nella Serie A: mediamente, se hai più soldi hai più probabilità di vincere. Questa sembra la scoperta dell’acqua calda, ma è un concetto che spesso sfugge nei discorsi da Bar. In passato mi ha divertito la realizzazione di video che riguardavano anche spezzoni delle partite e che condividevo nel dopo-partita sui miei social. Ma vado fiero, da vecchio nerd e amante di cartoni animati, della rubrica “Azzurri animati”, una serie di video sulle gesta dei giocatori del Napoli, accompagnati dalle note di famosi cartoni animati. E ricordo, infine, i video de “Il Napoli in 30 secondi”, dove raccontavo alcuni giocatori con video di 30 secondi, per cogliere il desiderio di frenesia che la gente ha sul web, più breve è e più facilmente è fruibile.

 

Napoli ha intitolato al grande Maradona il suo palcoscenico calcistico. Che significato ha avuto, a suo parere, per il calcio in generale, ma soprattutto per il Napoli, questa figura e la relativa dedica dello stadio?
Sarà emozionante entrare ed assistere alle partite (quando sarà possibile) nello Stadio Diego Armando Maradona, una giusta dedica al più grande di sempre. Maradona è un personaggio controverso, e questo è innegabile. Come ho scritto anche in un articolo che ho dedicato al campione, Ciao Diego!, Maradona è stato un angelo e un demone, Maradona è il gol del secolo, ma anche la mano de Dios, e va preso con i suoi pregi e suoi difetti. Ma a noi dovrebbe interessare soprattutto quello che ha fatto sul campo, dove ha illuminato gli sguardi di chi lo ha visto giocare, ha dato a Napoli più di tanti altri, ha regalato gioia a persone che hanno cercato in lui il proprio riscatto, o semplicemente un momento di felicità per sfuggire dalle fatiche quotidiane. E le sue scelte sbagliate non hanno macchiato questa idea che molti hanno mantenuto di lui. E’ questo che ci deve far riflettere. Se ci pensiamo è molto strano. E’ strano piangere per un uomo che non hai mai visto di persona, col quale non hai mai parlato, che a stento hai visto allo stadio, e da molto lontano. E’ veramente sorprendente. Non lo hai mai conosciuto, ma lo hai considerato e lo consideri quasi come un fratello. E questo fa capire cosa abbia rappresentato Diego per i napoletani o per coloro che lo hanno amato. Un “drogato” (così lo chiamano) che lascia un ricordo così indistinto in così tante persone (così diverse dal punto di vista sociale e di istruzione) è stato veramente un Dio. Maradona è stato un Dio sul campo, ma anche il più umano degli esseri umani, proprio perché aveva i suoi pregi e i suoi difetti, e non li nascondeva. Chi si ferma a giudicare solo le sue scelte di vita sbagliate sta guardando il dito e non la Luna.

 

Dopo la scomparsa di Maradona il Napoli sembra aver trovato una ragione in più per giocare. Può essere questa davvero una spinta in più? Crede che ci siano rimpianti circa la partita non giocata contro la Juventus?

Nelle ore successive ci può essere stato un effetto domino, ma non credo che l’evento possa rappresentare una spinta duratura per il Napoli. Quella deve arrivare dal mister, dai giocatori, dal loro lavoro, dalle loro idee. Il Napoli è una buona squadra, che negli ultimi anni ha sempre dimostrato di poter stare lì tra le prime, ha vinto dei trofei, e ha anche avuto delle possibilità per vincere lo scudetto, sfortunatamente non riuscendoci. Merito di una gestione che, sebbene non perfetta e con dei limiti, è stata capace di tenere il Napoli in alto, facendo gli interessi di tutti. Merito quindi di un presidente al quale alcuni tifosi dedicano solo e soltanto pensieri negativi. Spero che il Napoli abbia altre occasioni in futuro. Per quanto riguarda la partita non giocata con la Juve, se ne sono dette e lette di tutti i colori, ma ho potuto avere l’ennesima conferma di come il calcio (come politica e religione) offuschi le menti, in tutti gli schieramenti. E capisco che la mia opinione, l’opinione di uno che ha un blog che si chiama “La mia sul Napoli”, possa sembrare di parte, però credo che si sia superato il limite in questa vicenda. Sebbene molti pensino il contrario, io non riesco a farmi una ragione del perché il Napoli non avrebbe voluto giocare quella partita. In quelle prime settimane di campionato il Napoli volava e la Juve stentava, e lo abbiamo visto manifestarsi sempre di più nelle partite successive. In quella fase di confusione si sono scontrati due punti di vista. Da un lato c’era la legge della Lega calcio. Dall’altro lato si verificava una situazione straordinaria, il focolaio incontrollato del Genoa, si manifestarono 2 contagi tra le fila azzurre, inducendo preoccupazioni nel Napoli e negli enti locali, perché non era possibile escludere l’esplosione di un focolaio anche tra i giocatori del Napoli. E tutti sappiamo l’aria che si respirava in quel periodo, soprattutto in Campania. L’ASL
scavalcò la Lega, e poteva farlo, perché per questioni sanitarie contano lo stato e le regioni e non la Lega. L’ASL impose al Napoli di non partire. Le decisioni della Corte d’Appello hanno dato poi ragione alle regole della Lega. Queste decisioni avrebbero pure un senso, ma la sentenza si è basata sul processo all’intenzione, perché secondo la Corte d’Appello il Napoli avrebbe creato le condizioni per non giocare la partita, in combutta con l’ASL locale. Queste sono insinuazioni gravi, senza prove di tale volontà. Le regole del calcio si mostrano superiori a quelle dello stato, in un momento così delicato per le ovvie ragioni sanitarie. Peraltro, molti sembrano aver dimenticato che nel comunicato n. 51 della Lega Serie A del 2 ottobre si leggeva come le disposizioni valessero “fatti salvi eventuali provvedimenti delle Autorità Statali o locali, nonché della Federazione Italiana Giuoco Calcio”. Ma le cose sono andate come sappiamo, il Napoli è stato fortemente penalizzato e si è preferito dare questo schiaffo alla competitività. Staremo a vedere cosa succederà nelle prossime fasi di questa controversa vicenda. 

 

Insigne sta dimostrando tutto il suo carattere, rappresentando un po’ il trascinatore della squadra. Cosa pensa a riguardo? Quali ritiene che siano gli altri giocatori di punta che secondo Lei possono dare un valore aggiunto alla squadra?

Insigne è un giocatore maturo, che ha dimostrato grandi capacità. Non è il Baggio o il Totti moderno, ma rappresenta uno dei migliori azzurri, e anche uno dei migliori nazionali di questo momento storico. Non è un giocatore perfetto, ha i propri difetti caratteriali e fisici, ma in un certo contesto di gioco, nel suo ruolo di attaccante esterno, e grazie a quel piedino che può trovare chiunque e ovunque sul campo, rappresenta un giocatore unico nel suo genere. Ricordiamo ancora tutti il suo filo diretto con Callejon, che ha sfornato negli anni una lunga serie di gol in fotocopia, partoriti dalle abilità specifiche dei due giocatori. In questo momento, tra alti e bassi, Mertens rappresenta un giocatore fondamentale per il Napoli, e in difesa è ovvia la menzione a Koulibaly, in ripresa dopo una stagione in chiaroscuro. Sono contento per l’inizio di stagione di Osimhen, peccato per il suo infortunio capitato in un momento cruciale per il Napoli. E non dimentico anche il volto nuovo che ha mostrato Lozano, o la sorpresa Politano, spesso in gol in questo inizio di campionato. A centrocampo bisognerebbe fare di più, Fabian e Zielinski sono discontinui, mi aspetterei molto di più da loro due, note positive da parte di Bakayoko.

 

Per quanto riguarda il calciomercato, a gennaio il Napoli probabilmente cederà Milik. Cosa pensa di questa eventuale perdita?

Ammetto che questo tipo di faccende mi ha sempre interessato poco. Il calciomercato, in particolare, è fatto di forse, di ma, di invenzioni e di sensazioni, e a me piacciono i fatti. Qualche anno fa avevo manifestato con ironia il mio pensiero sull’argomento in questo articolo Le mie regole per il calciomercato: “piccoli numeri”, San Tommaso, Fellaini, il “presidente chiacchierone”…. Nella fattispecie è difficile sapere cosa sia successo, ma Milik e il Napoli sono da parecchio tempo separati in casa. E quindi se il Napoli riuscisse a cederlo, guadagnandoci qualcosa, sarebbe un bene economico per il Napoli, e anche per il ragazzo, che potrebbe riprendere a giocare. Il Napoli aveva creduto in Arek, anche dopo i suoi lunghi infortuni. Pur non considerandolo un top, ho sempre avuto una buona opinione di lui. Ma poi, qualcosa si è rotto, e le cose sono andate come sappiamo.

 

Concluderei con un pronostico. Quale crede sarà la favorita per la vittoria dello scudetto? Crede che il Napoli possa avere delle speranze per raggiungere questo traguardo?

A causa di questa maledetta pandemia, questo campionato non rientra nella normalità delle cose. E’ tutto più difficile, alcune squadre hanno perso giocatori per positività, non ci siamo fatti mancare nemmeno la partita persa a tavolino, le preparazioni estive sono state sballate, gli stadi sono vuoti. E’ tutto non pienamente sotto controllo, ma per la fortuna degli amanti del calcio, tutto il circo non ha avuto interruzioni. Tutto è possibile! Credo che la Juve, nonostante i molti passi falsi, rappresenti sempre la signora del campionato, per potere economico che si tramuta in tanta qualità in campo. L’Inter avrebbe i mezzi per giocarsela, ma la cura Conte non sembra riuscire nel miracolo. Il Milan è l’outsider che non ti aspetti, sembra riuscire anche senza Ibrahimovic, ma quanto durerà la sua corsa? Ovviamente non posso nascondere il desiderio che il Napoli possa accelerare, ma la squadra è troppo discontinua; sarei felice se avvenisse qualche miracolo che colori di azzurro il tricolore. Un credente nel Dios direbbe che quel signore di cui parlavamo prima, e che ci ha lasciato poco tempo fa, il Dios appunto, ci sta guardando dal cielo, e forse ci potrebbe dare una mano proprio lui. Ma questo, sfortunatamente, è soltanto un pensiero poetico e romantico, il destino degli uomini è solo in mano agli uomini e alla casualità.

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