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"Il Biscione": il blog per gli appassionati dell'Inter

Giovedì 7 Gennaio 2021, pubblicata da Daniele Conti
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Per la rubrica "Dietro le Quinte", abbiamo intervistato William Alemanni, direttore responsabile di "Il Biscione". Il Blog, nato nel 2010, è caratterizzato da una redazione di tifosi e amanti dell’Inter. I lettori possono quindi interfacciarsi con commenti, opinioni e analisi sulla squadra interista guidata da Antonio Conte. Lasciamo ora la parola a William. 

 

Buongiorno e grazie per aver accettato l'intervista. Come e quando nasce la realtà di “Il Biscione”?

Buongiorno e grazie mille a voi per l’invito. Il Biscione Blog nasce nell’ottobre 2016 da una mia necessità, ovvero quella di portare un certo tipo di pensiero critico all’interno di un social network come Facebook. Ad oggi il blog si è evoluto, uscendo dai confini di Facebook, approdando su praticamente ogni piattaforma di interazione possibile, creando su ciascuna di esse una community adatta alla piattaforma stessa. Su internet comanda il populismo, ne siamo consapevoli. Ormai la tua risonanza è pari a quella del numero di interazioni che ottieni e di interazioni ne ottieni molte, ma molte, di più se cavalchi l’onda del pensiero comune: la gente non vuole sentirsi dire, magari dopo una brutta sconfitta, che bisogna guardare il lato positivo e cercare di analizzare minuto per minuto quelli che possono essere stati i momenti critici della partita. La gente vuole sfogarsi, vuole sempre allenatore e giocatori via dalla propria squadra del cuore – qualsiasi squadra tifino. Quello che invece volevo creare io era una community pronta sempre a discutere, a non accontentarsi delle frasi fratte e dei post di due righe in cui si intimava la presidenza alla cessione del club. In altre parole, il mio scopo era la lotta al “tifoso medio”, il tifoso trascinato solo ed esclusivamente dalla passione. Ben venga la passione, ma ben venga anche lo spirito critico. Non so se ci stiamo riuscendo, probabilmente no, ma continueremo a provarci.

 

Come nasce, invece, la sua passione per il calcio e l’Inter?

La mia passione per il calcio e per l’Inter in realtà nascono molto tardi rispetto a quella che è l’età tipica per la quale i ragazzini cominciano a tifare per la propria squadra del cuore. Mio padre, gran tifoso milanista, mi portava con sé da piccolo lungo tutti i campi della provincia che girava la domenica pomeriggio – cosa che fa tutt’ora – tra Promozione e Terza Categoria ma io non è che ne fossi particolarmente entusiasta. Ha provato al tempo stesso a farmi affezionare al Milan, ma in questo penso di essere stato la sua più grande delusione. Da piccolo ero molto invidioso dei miei cugini, desideravo avere tutto ciò che avevano anche loro ed essendo mio zio interista, decisi che anche io dovevo tifare Inter (e il Milan per ripicca mi sollevò in faccia ben due Champions League). Diciamo che l’aver avuto la maturità sufficiente da poter vivere a pieno gli anni del Triplete è stata la mia rivincita personale. 

 

Presentaci il tuo team. Da chi è composta la redazione?

In redazione al momento siamo in 11 ed è un gruppo fortemente eterogeneo, sotto tutti i punti di vista: diversa provenienza, status sociale, opinione politica, ecc. L’unica cosa che ci accomuna davvero tutti è l’Inter e il modus pensandi. Questo comporta diversi litigi e diverse discussioni accese ma penso sia fondamentale per lo sviluppo di un pensiero critico che sia il più fedele possibile a quella che è la realtà e non solo quella che è la mia propria percezione delle cose. Sono soddisfatto di quello che abbiamo costruito e sono diventati tutti miei cari amici. 

 

Conte, prima delle sette vittorie consecutive, sembrava a un passo dall’addio rientrando così tra gli esoneri degli allenatori di Serie A. Cosa pensi a riguardo? Conte è l’allenatore giusto per portare l’Inter al successo?

Non penso che Conte sia mai stato messo in discussione dalla società. Forse da una cerchia di tifosi sì, gli stessi che non volevano nemmeno il suo arrivo per via del suo passato legato alla Juventus, ma penso che Conte abbia più volte dimostrato, non solo all’Inter, di che calibro sia. Il suo carattere è quello che è, ma il suo valore tattico e di uomo spogliatoio non penso necessitino di particolari descrizioni. Conte è quindi sì l’allenatore giusto per portare l’Inter al successo. Questo però non deve tradursi in “abbiamo vinto lo scudetto”. Il Campionato lo giocano 20 squadre, tra cui Juventus, campioni in carica, il Napoli, la Roma, la “sorpresa” Milan, che ormai non è più una sorpresa ma una certezza, la Lazio, l’Atalanta, insomma tutte squadre che potrebbero tranquillamente giocarsela per arrivare in cima alla classifica e che in tutti gli ipotetici scontri diretti se la giocherebbero senza dare nulla per scontato. 

 

Romelu Lukaku è al secondo posto nella classifica marcatori Serie A, un giocatore che vive il momento migliore della sua carriera. Cosa pensi sull’importanza di Lukaku per la rosa della squadra? Quali ritiene che siano gli altri giocatori di punta che possono dare un valore aggiunto alla squadra?

La mia opinione è che i giocatori, oltre ad un valore tecnico indiscutibile che possiedono, vivano molto di sensazioni e periodi. In questo senso, non mi stupirebbe se Lukaku il prossimo anno, magari con un allenatore diverso, avesse un calo nella rendita rispetto a quanto fatto vedere all’Inter finora. Lukaku ha trovato l’allenatore giusto al momento giusto della sua carriera, un allenatore che valorizza ogni sua caratteristica positiva, anche la più piccola e insignificante. Lukaku è un grandissimo atleta tanto quanto è un grande uomo e sebbene non sia perfetto e abbia anche lui sbagliato diverse partite è forse davvero l’uomo in più della squadra, il leader che ci siamo ritrovati ad avere. 

Per quanto riguarda il resto della rosa, i giocatori di cui non vorrei mai farne a meno sono sicuramente Barella, centrocampista che amo da anni e che seguivo costantemente al Cagliari grazie al mio ex coinquilino sardo tifosissimo del Casteddu. Ti direi anche Bastoni, talento purissimo che spero possa giocare un Europeo da protagonista, se lo meriterebbe, e infine ci metto in mezzo anche Lautaro, che io non amo particolarmente se devo essere sincero, ma lo vedo come il simbolo di rinascita dell’Inter dopo diversi anni bui.

 

Per quanto riguarda il calciomercato, a gennaio Christian Eriksen, fuori dai progetti dell’Inter, potrebbe lasciare la squadra. Cosa pensa di questa eventuale perdita?

Eriksen è tutto l’opposto di quanto detto precedentemente per Lukaku, ovvero è l’uomo giusto ma nel momento e nella squadra più sbagliata possibili. Non vivevo le emozioni di un trasferimento come quello di Eriksen da una vita e dire che sono rimasto deluso di come sia andata la faccenda è dir poco. Non sono dell’idea che Eriksen per via del suo talento debba essere provato in squadra a mo’ di accanimento terapeutico: solo uno stolto non riconoscerebbe in Eriksen un fenomeno ma se non rientra nello scacchiere tattico dell’allenatore, chiunque egli sia – non vuole essere un discorso pro o contro Conte -, non vedo perché bisogna forzare la mano e provare a farlo giocare il più possibile. Vista la situazione economica attuale anche causa COVID-19 e visto che non è detto che Conte possa rimanere fino a fine contratto, quindi ancora un altro anno, spero che Eriksen possa partire in prestito in attesa dell’inizio della nuova stagione e della fine dell’Europeo per valutare eventualmente a tempo debito se cederlo definitivamente o meno.

 

Concluderei con un pronostico. L’Inter è la favorita per la vittoria dello Scudetto 2021. Crede che l’Inter riuscirà a soddisfare le aspettative e a raggiungere questo traguardo?

Non mi nascondo, sì. Per me siamo i favoriti e dobbiamo puntare a vincere lo Scudetto. Poi, come dice il detto, “tra il dire e il fare, c’è di mezzo il Milan, la Juve, il Napoli, la Roma, l’Atalanta…”. In situazioni normali, a parità di rose, forse mi sarei sbilanciato ancora di più ma il COVID-19 ha fatto vedere come chiunque, non solo in Italia ma anche in Europa, sia in grave difficoltà. Questa è una stagione in cui davvero probabilmente essere i più forti non conta niente. Servono mentalità, solidità e carattere, motivo per il quale il Milan è al momento lì, in testa alla classifica. Così come, vedrete, alla lunga verrà fuori la lunga rosa a disposizione di Pirlo che ad oggi fatica soltanto a trovare la quadra ma che gioca bene e con tanta qualità. L’Inter è decisamente favorita, ma niente è scontato.

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