Gli allenatori storici della Serie A: i migliori nella storia del nostro campionato

Martedì 21 Agosto 2018, pubblicata da francesco mattei
Foto Carlo Ancelotti (foto archivio Getty di Superscommesse) | Notizie/carlo-ancelotti-napoli_997x600.jpg - 7588
Quest'anno nel campionato italiano, dopo quasi dieci anni di esperienza all'estero, ha fatto il suo ritorno uno degli allenatori storici della Serie A, che in Europa e nel mondo ha fatto man bassa di trofei e titoli: parliamo di Carlo Ancelotti. Per lui la panchina del Napoli si tratta di una novità assoluta, visto che nelle vesti di tecnico non era mai stato così a sud. E a quanto detto dallo stesso Ancelotti, parliamo di un elemento che ha influito parecchio nella sua decisione di allenare i partenopei: "Ho scelto Napoli per quello. Vivere una realtà diversa totalmente dopo aver vissuto la calma di Parigi, Londra, contro la passione e l'entusiasmo di questa piazza". L'inizio è stato promettente. Qualche scettico in estate parlava di esonero in Serie A per Carletto dopo pochi mesi, ma per il momento squadra e società sono letteralmente ai suoi piedi, consapevoli di avere in casa uno dei migliori coach in circolazione nel panorama europeo, nonché tra gli allenatori più vincenti nel calcio. Detto di Ancelotti che ritroveremo ancora più avanti nel nostro elenco ecco quali sono a nostro modo di vedere i 10 allenatori che hanno fatto la storia della nostra Serie A, partenza da Emiliano Mondonico che ci ha lasciato nel mese di marzo di quest'anno.
 

Allenatori storici serie A: Emiliano Mondonico 

Il 29 marzo 2018 si è spento uno dei tecnici più riconoscibili e ben voluti del calcio italiano, Emiliano Mondonico. Il "Mondo" come tutti lo chiamavano era un mister esperto, scaltro, appartenente alla vecchia scuola, quella di un calcio semplice ma non banale, in cui gli esasperati tatticismi dell'era moderna lasciavano spazio ad un rapporto molto più familiare con i calciatori. Morto all'età di 71 anni, Mondonico lottava da 7 anni col cancro, un male atroce che lo aveva costretto ad abbandonare la panchina dopo l'ultima esperienza a Novara. Il nome del "Mondo" però è riconducibile soprattutto a due squadre: Torino e Atalanta, di cui ha saputo interpretare al meglio lo spirito. Appassionato, verace e tenace come pochi, da giocatore ha vestito la maglia granata per due stagioni, ma è stata certamente l’esperienza sulla panchina a consegnarlo per sempre al cuore dei tifosi, grazie ad un'incredibile cavalcata Uefa nella stagione 1991/92, quando il Toro sconfisse in semifinale il Real Madrid e si arrese in finale all’Ajax, al termine di una sfortunatissima doppia sfida. Celebre in quell'occasione la protesta per un rigore negato, una sedia alzata al cielo, che divenne presto il simbolo dell'affetto della tifoseria per Mondonico. Lo stesso affetto che nutrono i tifosi dell'Atalanta, che Emiliano guidò per la prima volta nella stagione 87-88 ottenendo la promozione in A e arrivando addirittura in semifinale di Coppa delle Coppe contro il Mechelen. Poi un sesto ed un settimo posto, con annessa qualificazione in Coppa Uefa, prima di tornare qualche anno dopo per riportare gli orobici in A nel '95 ed in finale di Coppa Italia nel '96.
 
 
 

Allenatori storici della serie A: 10 tecnici indimenticabili

 
VUJADIN BOSKOV
 
Frasi, aforismi ed aneddoti divertenti. Vujadin Boskov viene spesso ricordato per questo, ma il serbo era in realtà anche un grandissimo tecnico, capace di vincere due coppe di Spagna ed una Liga con il Real Madrid ed una coppa d'Olanda con l'Ado Den Haag. Ma il suo capolavoro fu sulla panchina blucerchiata: due coppe Italia, una Supercoppa ed un campionato italiano, oltre ad una coppa delle Coppe fanno di lui l'allenatore più vincente della storia della Sampdoria.
 
 
 
CARLO MAZZONE
 
Primo per presenze in panchina, Mazzone è entrato di diritto nell'elenco dei record della Serie A. Per la sua carriera si potrebbero citare tanti episodi, ma probabilmente il riconoscimento più prezioso sono le parole di un talento assoluto come Roberto Baggio, con cui "sor Carletto" ebbe un rapporto eccezionale: "Gli dissi subito di sì, fu amore a prima vista. Feci un contratto unico nel suo genere: legai la mia permanenza a Brescia a quella di Mazzone. Il giorno che Mazzone non ci fosse stato più, me ne sarei andato anche io. Avevo 33 anni passati: te lo immagini se Mazzone lo esonerano, e al suo posto chiamano uno di quelli col culto della personalità? Mazzone è un grande, una persona straordinaria, lo ripeterò sempre. E’ disponibile con tutti, sa capirti, è dotato di vera umanità. Il mio rammarico è quello di averlo conosciuto troppo tardi: se fossi rimasto a Bologna l’avrei trovato due anni prima. Mi ha fatto riscoprire il piacere di giocare, mi era tornato il gusto di divertirmi, di provare i dribbling, di cercare lo spettacolo. Non ha complessi e ha doti tecniche straordinarie, se ci fossero più allenatori come lui il calcio sarebbe migliore.."
 
 
MARCELLO LIPPI
 
Passerà alla storia come il tecnico del Mondiale vinto in Germania, e d'altronde non potrebbe essere altrimenti, ma il viareggino Marcello Lippi ha trionfato spesso e volentieri anche sulla panchina della Juventus, dominando in Italia negli anni '90 e portando a casa l'ultima Coppa dei Campioni sollevata dal club bianconero. Oltre ai trionfi in Supercoppa europea ed Intercontinentale, l'allenatore, famoso per il suo sigaro, è stato uno dei primi a scoprire il mondo dorato della Cina, guidando il Guangzhou a tre titoli nazionali. Oggi Lippi guida la nazionale cinese.
 
 
GIOVANNI TRAPATTONI
 
"Guardalo l'allenatore, da 50 anni appresso ad un pallone, su una panchina calda come il sole e un freddo gelido quasi polare...". Sono tanti i tecnici a cui la canzone di Gianni Morandi si addice perfettamente, ma forse a Giovanni Trapattoni un po' di più. Una carriera favolosa da giocatore, ma ancor più da manager. Etichettato come difensivista, in realtà il lombardo è quello che ha vinto più di tutti in Serie A, oltre ad aver avuto successo in Germania, Portogallo ed Austria. Indimenticabile poi la sfortunata avventura in Corea, nei Mondiali del 2002. Qui il suo famosissimo sfogo in conferenza stampa contro alcuni suoi calciatori quando allenava il Bayern Monaco.
 
 
 
 
NEREO ROCCO
 
Lontano dai giorni nostri, forse troppo per darne una descrizione approfondita, ci affidiamo a Gianni Brera, che lo vide dal vivo e seppe rappresentarlo con la sua abile penna: "Dalla panchina torna sudato più dei giocatori: e con loro si spoglia e prende la doccia sentendone tutti i discorsi, dei quali puntualmente si serve per governare il timone. Poco abile politico, è grande in spogliatoio" .Triestino doc, Rocco influenzò un’intera generazione con il suo calcio semplice. Fu il primo a portare in Italia la Coppa dei Campioni, vinta con il Milan nel 1963. Nel '69 concesse il bis contro l'Ajax di Cruijff, impreziosendo un palmares di tutto rispetto.
 
 
FABIO CAPELLO
 
Dopo Rocco è il turno di un altro friulano, Don Fabio Capello. Burbero, pragmatico e vincente, tutti i giocatori da lui allenati hanno provato sulla loro pelle il carattere del tecnico di Pieris. Farlo arrabbiare non è un'esperienza piacevole da provare. I risultati però parlano per lui, considerando i campionati vinti con Juventus, Roma e Milan, con cui ha dominato anche in Europa, e le vittorie di due titoli spagnoli sulla panchina del Real.
 
 
NILS LIEDHOLM 
 
Personaggio straordinario, dotato di umorismo pungente, classe e intelligenza. Allenò Fiorentina, Milan, Roma, con cui vinse il campionato; soprannominato da tutti "il barone" fun anche un calciatore straordinario, vincendo con la sua Svezia un oro olimpico e sfiorando il mondiale nel 58, quando Pelè decise di vincere da solo il titolo iridato disputando una spettacolare partita e guidando il Brasile al successo per 5-2 in finale.
 
 
 
ARRIGO SACCHI
 
Due coppe campioni, due supercoppe europee ed altrettante coppe intercontinentali tutte sulla panchina del Milan. Il profeta di Fusignano, questo il soprannome di Sacchi, rivoluzionò il panorama calcistico italiano per il modulo di gioco e le tecniche di allenamento. La sua idea portò alla nascita della squadra degli "Immortali", un team rossonero che passò alla storia per il suo calcio completamente a zona ed una squadra disposta in maniera molto corta.
 
 
HELENIO HERRERA
 
Il mago. Argentino di Buenos Aires, Herrera fu il tecnico della Grande Inter, quella la cui formazione viene ancora scandita a memoria a mo' di tabellina dai tifosi nerazzurri. Tre campionati, due coppe campioni ed altrettante intercontinentali con la società meneghina, con cui praticò quel catenaccio fatale a molti. I successi per 1-0 si sprecavano, così come i rimpianti degli avversari. Herrera prima della parentesi italiana, durante la quale vinse anche una Coppa Italia a Roma, trionfò in Spagna sulle panchine di Atletico e Barcellona.
 
 
CARLO ANCELOTTI
 
Vittorioso in Germania, Inghilterra, Francia, Italia e Spagna, la sua unica esperienza non positiva fu alla Juventus, con cui rimase a bocca asciutta. Invocato da molti come prossimo Ct della nazionale, Carletto è un tecnico che ha vinto in tutto il mondo e che allo stesso tempo ha ancora alcuni anni di carriera davanti a sé. Stimato da tutti, Ancelotti è unanimemente apprezzato dai calciatori che hanno lavorato con lui, un attestato che per un allenatore vuol dire molto. Per conferme chiudere a Ribery e Gattuso.
 

I festeggiamenti tra Gattuso e Ancelotti ai tempi del Milan.
 
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