Giusy Genovese di golditacco.it: il calcio italiano ha bisogno di voci femminili!

Giovedì 25 Luglio 2019, pubblicata da Martina Carella
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Dietro Le Quinte vi porta oggi l'intervista che abbiamo fatto a Giusy Genovese, direttrice editoriale a golditacco.it. Ci ha raccontato la storia del sito e della sua passione per il calcio, lasciandoci con un interessante pronostico sulla prossima Champions League. 

 

Buongiorno Giusy, com'è nato golditacco.it?

Paradossalmente potrei dirti che nasce da una certa insofferenza verso il modo in cui si parla di calcio oggi. Troppe polemiche, troppi toni urlati, concitati, tanti addetti ai lavori che non nascondono la loro fede calcistica, anzi spesso fomentano gli stessi tifosi nel continuare a parafrasare in termini non molto educati gli avversari. Io preferisco togliermi i panni da tifosa e indossare quelli da giornalista nel momento in cui sto lavorando. E noi donne, se così posso dire, do it better! Sicuramente non ci faremo venire mai la gastrite o ci insulteremo a vicenda per una partita. Ecco, l’idea parte proprio da qui, dare al calcio quel tocco di sana leggerezza, di ‘rosa’ e di ironia che spesso manca ai nostri cari maschietti! Il calcio può e deve essere un trait d’union con l’eleganza, l’ironia, il fairplay. Credo che oggi si siano perse un po’ le coordinate della vita, di cosa  è davvero importante e cosa no. Il calcio è gioco, lo sport è condivisione, amicizia, svago, siamo arrivati al punto che se dici la tua su una determinata partita se ti va bene ti prendono a parolacce. Inammissibile. Ripeto, la scelta di creare una redazione femminile nasce dal presupposto che mai tratteremo la materia come i maschietti, proprio perché gli diamo meno importanza vitale! Il messaggio che vorremmo portare avanti è quello che il calcio come tutti gli sport è un gioco, quindi momento di aggregazione, complicità, sana rivalità che dura il tempo di una partita. Siamo in periodo storico in cui il calcio va a braccetto con la cronaca nera, e non è un bene.

 

Com'è nata la passione per il calcio?

Non saprei dirtelo! Se torno indietro nel tempo vedo una bambina che va a guardare le partite del Catanzaro con il papà o segue i Mondiali del '90 davanti alla televisione come se vedesse lo spettacolo più bello del mondo. Non saprei dirti però quando è cominciata. Forse semplicemente è nata con me. Da piccola i miei passatempi preferiti erano due: indossare i tacchi di mia mamma davanti allo specchio e giocare con la palla. Il calcio oggi è il filo conduttore che mi resta con mio padre. E' stato lui a portarmi sulla strada della “perdizione”, dico sempre che sono il figlio maschio primogenito che ha sempre sognato.

 

Qual è il segreto per far funzionare un format come questo?

Non prenderci sul serio e divertirci sempre con la giusta dose di competenza e di professionalità che credo ci contraddistingua. Ho uno staff eccezionale che come me ha fatto una lunga e dura gavetta per emergere. E credo che solo rivedendo nell'altra gli stessi sacrifici, la stessa passione, e la stessa fatica si possa fare bene. Siamo in un'epoca storica in cui i giovani vogliono tutto e subito, si scoraggiano facilmente o facilmente si sentono già arrivati. Non hanno pazienza e sembra che tutto sia dovuto.

 

Quali sono gli argomenti che attirano maggiormente l'interesse dei lettori?

Noi amiamo definirci narratrici di storie, che siano calciatori o semplicemente tifosi. E i lettori sembrano gradire ciò. Poi il gossip che non passa mai di moda e sono molto soddisfatta nel dire che siamo diventati un giornale di riferimento per gli appassionati di calcio femminile.

 

Come vede il futuro del calcio femminile italiano?

I Mondiali avevano lanciato un messaggio positivo, sono di fatto aumentate le iscrizioni delle bambine. L'addio di storiche società come il ChievoVerona Valpo e l'Atalanta Mozzanica è come se avesse quasi azzerato quanto di buono era stato fatto per raggiungere un quarto di finale in Francia. I primi a doverci credere sono le società, i presidenti, gli investitori, gli sponsor, ma non sempre è così. Non vorrei si arrivasse al giorno in cui a giocarsi il campionato di calcio femminile ci saranno solo Juve, Milan, Inter e Roma giusto per il prestigio delle società. Bisogna partire dal basso per fare grandi cose. Non lasciamo morire le piccole società. Sono tutte importanti per la causa.

 

Secondo lei quali saranno i nomi che infiammeranno il mercato?

Nel calciomercato innanzitutto c'è il nodo Higuain da sciogliere. E poi il "Carnevale di Rio" interista e occhio ad Antonio Conte che pare abbia già qualche perplessità!

 

Ci lasci con un pronostico: chi vincerà la prossima Champions League?

Ho detto l'anno scorso che il Liverpool sarebbe stata la vincente della Champions League quando ancora tutti pensavano alla Juve e a Cr7. E ribadisco che anche la prossima stagione potremmo rivedercelo in finale.

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