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Corro Ergo Sum: il sito a misura di runner. Parliamo con il direttore delle sue esperienze di corsa

Martedì 13 Luglio 2021, pubblicata da Daniele Conti
Immagine Corro ergo sum | Notizie/corro_ergo_sum_1_1382x600.png - 11754

Oggi per la rubrica “Dietro le Quinte” abbiamo con noi Dario Marchini, il direttore di “Corro Ergo Sum”. Questo sito dal nome d’ispirazione cartesiana è completamente votato alla corsa. Da diario personale per i propri traguardi e successi sportivi, Corro Ergo Sum è infatti diventato una tappa immancabile per i runners e aspiranti tali. Il sito è pieno di racconti e consigli, scritti con una piacevolissima prosa. Marchini collabora anche con altre redazioni sportive da svariati anni, lui stesso si definisce “Designer per vocazione. Giornalista per scelta. Runner per passione”.

 Adesso lasciamo la parola a Dario.

 

Buongiorno e grazie per aver accettato l'intervista. Come e quando nasce la realtà di “Corro Ergo Sum”?

Ho sempre praticato sport. Ma quel che mi ricordo bene è che da piccolo odiavo correre, troppa fatica. Poi durante il liceo qualcosa è cambiato e correre è diventato improvvisamente più facile. Naturale. Purtroppo, però, non ho mai praticato atletica (nessuno, né professori né allenatori me lo ha mai suggerito) ma correvo ai giochi della gioventù per la mia scuola. Mezzofondo e cross (con la velocità non ho mai avuto un buon feeling). Durante l'università ho proseguito l'attività agonistica su altri campi, corricchiando solo per tenermi in forma. E dopo i trent'anni ho scoperto invece il vero piacere di correre e ben presto mi sono dedicato solo a quello. Prima qualche uscita vicino a casa per mantenere la forma, poi le “tapasciate” domenicali con gli amici per perdere un po' di peso, fino ad arrivare alla maratona, nel 2007. Tagliando quel traguardo è scoppiato il vero amore.
Avevo già iniziato a scrivere una sorta di diario dei miei allenamenti, per avere memoria di sensazioni, tipologie di allenamenti etc... Poi, per il mio lavoro (sono Designer e Giornalista), ho avuto la necessità di dover imparare ad utilizzare i primi CMS e ne ho approfittato per fare pratica creando il mio sito personale, Corro Ergo Sum. Poco alla volta, da semplici post di qualche riga ho iniziato a raccontare la mia storia quotidiana di runner attraverso articoli sempre più completi. Così ho iniziato ad avere un seguito e lo stimolo, sia nello scrivere che nel correre, è cresciuto sempre di più. Mi è sempre piaciuto leggere e scrivere, ma non avevo mai pensato di farne una professione. Invece, nel 2012, ho avuto la possibilità di iniziare a collaborare con Runner's World e in poco tempo sono diventato Giornalista. Oggi, passione e lavoro (collaboro anche nell'organizzazione di eventi sportivi nazionali e internazionali) sono diventate la stessa cosa.

 

Ci parli della redazione, chi lavora insieme a Lei?

Corro Ergo Sum è sempre stato il mio blog, dove parlo della mia passione, delle mie esperienze, dei miei risultati, del mio essere runner, anche di me stesso. Nel tempo si è evoluto e trasformato, ma ci ho sempre lavorato (nel tempo libero) da solo. Non ho mai voluto trasformarlo in un lavoro vero e proprio e condividerlo con altri per non perdere la sua vera essenza.

Parallelamente però è nata, nel 2015, un'associazione sportiva legata alla Fidal, i Corro Ergo Sum Runners. Diversamente dal blog, nella società, di cui sono fondatore e presidente, sono circondato da altri amici-runner che, insieme a me, stanno sviluppando quest'altro progetto.

 

Come è nata la passione per il mondo della corsa e qual è “quella volta” che le è rimasta nel cuore?

Come è nata la passione l'ho riassunto brevemente all'inizio. Mentre è inevitabile che quando parliamo di emozioni la mia mente corra subito alla maratona. Per me non esiste nulla come la maratona. Un viaggio che dura mesi e si conclude con l'attraversamento di quel traguardo. Per questo ne ho corse solo una decina. Un appuntamento che va preparato, studiato, sognato, raggiunto. È difficile farne una classifica. Se cercate all'interno di Corro Ergo Sum troverete il racconto di ognuna. E ognuna risulterà essere stata emozionante per qualcosa in particolare.

Non posso certamente dimenticare la mia prima volta, un po' come il primo bacio, non perfetto, ma irripetibile. O la maratona del personal best, con le lacrime a riempire gli occhi una volta che l'impresa si fa davvero reale. E non posso non pensare alla mia prima (ed unica) New York City Marathon, una vera sorpresa per grandezza, bellezza e coinvolgimento.

Ma dovrei anche raccontare di tutte le gare fatte in coppia con Chiara, mia moglie, i podi raggiunti insieme o i traguardi tagliati mano nella mano. Ogni volta mi ripeto che non potrà mai esserci nulla di più bello e emozionante. E ogni volta poi vengo sempre smentito.

Questa mattina, uscendo a correre, ci ho pensato. La “vera” gara che forse ha lasciato il segno più grande è stata una maratona condotta in modo impeccabile fino all'ultimo chilometro, la Milano Marathon del 2015. L'ho definita pazza, perché lo è stata davvero. Ero appena uscito da un infortunio e ho deciso di prepararla insieme al mio coach, Fulvio Massini, in sole sei settimane, con l'obiettivo di correrla in 2 ore e 48' (a 4 minuti al chilometro di media). Una preparazione perfetta, una giornata perfetta. Chiara, mia moglie, mi ha affiancato in bici per tutta la gara, verificando i passaggi e non lasciandomi mai solo. Ho “spaccato” il cronometro fino all'ultimo chilometro dove, forse per un calo di tensione mentale, sono stato colpito dai crampi. Fortissimi, ad entrambe le gambe. Mancavano solo mille metri e avevo anche un discreto vantaggio di qualche secondo sull'obiettivo. Ma il tempo passato a terra senza riuscire a rialzarmi è bastato per azzerare il sogno e arrivare anche qualche secondo oltre il mio pb. Nonostante tutto è stata una gara perfetta, un turbinio di emozioni, che non dimenticherò mai. E spero sempre, un giorno, di riuscire a riprendermi una rivincita.

 

I lettori che tipo di informazioni possono leggere sul sito “Corro Ergo Sum”?

Cercando si può trovare davvero di tutto, perché negli anni (ad agosto saranno 13) ho veramente scritto tanto. La parte che a me piace più raccontare è quella relativa alle gare, anche se purtroppo negli ultimi mesi a causa di varie problematiche sono state veramente poche quelle a cui ho potuto partecipare. Durante il periodo del lockdown, ad esempio, gli articoli sono stati un po' diversi, introspettivi, anche di attualità, ma sempre con un piglio molto personale. Ma si possono trovare anche tante recensioni di scarpe e gps-sportwatch per la corsa, tabelle e consigli di allenamento, analisi e approfondimenti sulle principali curiosità che può avere un runner. Tengo a precisare che, differentemente da quello che viene fatto molto spesso su altri siti, tutto è sempre relativo alla mia personale esperienza. Quello che scrivo è sempre quello che penso, libero da qualsiasi possibile vincolo.

 

Quale rubrica/sezione presente sul sito è più seguita dai lettori?

Sono principalmente due gli argomenti che vengono ricercati da chi frequenta Corro Ergo Sum. La sezione più letta è sicuramente quella relativa alle tabelle e agli allenamenti per chi vuole iniziare a correre e in preparazione a 10K, mezza maratona e maratona. Quelle che si trovano sul sito sono tabelle generiche che ho sperimentato personalmente in diversi periodi della mia carriera di runner amatoriale. Sono di libero accesso e disponibili a tutti. Ma, come istruttore Fidal, seguo anche atleti principianti e di livello più avanzato, con programmi personalizzati e specifici in base agli obiettivi che vogliono raggiungere.

Altro gruppo di articoli che hanno molto successo sono quelli relativi alle recensioni, soprattutto degli sportwatch. Li testo personalmente per diverse settimane, anche confrontandoli tra loro, e gli articoli che scrivo sono sia di carattere funzionale, relativamente al loro utilizzo, sia valutativo. E dopo più di dieci anni, avendo iniziato proprio coni i primi gps, un po' di esperienza me la sono fatta.

 

Qual è un consiglio che darebbe a tutti gli appassionati della corsa?

Lo sport, per un amatore, deve essere sempre prima di tutto divertimento e benessere. So che è difficile riuscire a entrare in questa mentalità soprattutto quando si è agli inizi e non si vede l'ora di tagliare un nuovo traguardo per rimettersi alla prova. Si al sano agonismo (anche perché è giusto avere un obiettivo da raggiungere), ma sempre nel rispetto di sé stessi, degli altri e delle regole.

I risultati sono importanti, ma fino a un certo punto. Rincorrere il tempo ad ogni costo, allenarsi come un professionista non è la cosa giusta da fare. Bisogna essere in grado di dare tempo al tempo. I risultati, quando uno si allena bene, costantemente, con calma, senza infortunarsi e senza strafare, arrivano sempre. Ma correre ad ogni costo, sempre, pensando solo al cronometro è il miglior modo per non trovare più una motivazione e lasciar perdere.

Oggi troppo speso vedo gente che inizia a correre e dopo qualche mese vuole fare la maratona. Perché? Non c'è nessuno che lo ha ordinato. Meglio iniziare a conoscersi, capire cosa vuol dire correre, imparare a gestirsi e poi, poco alla volta migliorare e aumentare i chilometri. Dallo scorso anno, su Runner's World, seguo personalmente ogni mese la rubrica sui 5K. Ci credo fortemente. Perché è una distanza che soprattutto in Italia viene snobbata. Ma dovrebbe essere invece il punto iniziale di ogni runner.

Non lottiamo per il record del mondo o per una medaglia olimpica. È quello che sto cercando di insegnare subito anche a mio figlio, che ha solo cinque anni. Alla fine della sua prima “vera” gara, lo scorso anno, dopo essere arrivato mi ha detto felice e col sorriso mostrandomi la medaglia “Papà sono arrivato primo degli ultimi!”.

 

Concluderei accennando all’argomento più “caldo” dell’estate: qualche pronostico per le Olimpiadi di Tokyo?
Mi limito alla parte relativa all'atletica leggera, visto che è di quello che stiamo parlando, ma sono sul pezzo... nelle ultime settimane ho avuto modo di parlare con alcuni dei ragazzi che rappresenteranno l'Italia alle prossime Olimpiadi dopo aver già fatto benissimo ai Campionati Europei e quest'anno avremo una delle squadre più forti in assoluto, parlando di atletica leggera. Non so quanto in alto possano arrivare, anche perché molti sono ancora giovani, ma Nadia Battocletti (21 anni) sicuramente far una grande gara sui 5.000 m e anche Dalia Kaddari (20 anni) sui 200 m. Io punto tutto su Marcell Jacobs, che se non si farà prendere troppo dalla voglia di strafare (e con un po' di fortuna) potrebbe anche puntare a una medaglia nei 100 m.

Parlando sempre di corsa abbiamo anche le staffette, sia maschili che femminili. E qui una (ma anche di più...) medaglia, tra 100 e 400 m, potrebbe anche scapparci.
Purtroppo in maratona, la gara che aspetto più di tutte, non credo avremo nessuna speranza, ma abbiamo due atleti che si faranno sicuramente valere, Eyob Faniel e Yassine El Fathaoui. Per la vittoria finale sui 42K io dico Eliud Kipchoge sopra a tutti (e spero con un risultato che entrerà nella storia dei Giochi).

 

 

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