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"Baskettiamo.com": il portale per tutti coloro che amano la palla a spicchi

Venerdì 4 Settembre 2020, pubblicata da geilezeit
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Per la Rubrica "Dietro le Quinte", abbiamo avuto il piacere di intervistare Salvatore Cavallo, direttore del sito "Baskettiamo.com".

Nato nel 2001, il portale è cresciuto e si è rinnovato negli anni, rappresentando un punto di incontro per tutti gli appassionati del basket, riportando tutte le news circa il mondo della palla a spicchi, ma con grande attenzione anche verso le rubriche e gli approfondimenti, aprendo una finestra di commenti per tutti i fruitori del sito. 

Come suggerisce infatti il titolo ("Basket-ti-amo"), esso rappresenta una vera e propria dichiarazione della passione che ogni giorno viene messa dai componenti del team nei confronti del lavoro di giornalisti che svolgono e dello sport che più amano.

Lasciamo ora la parola a Salvatore.

 

Buongiorno direttore. Come e con quale scopo nasce la realtà di “Baskettiamo.com”?

«Baskettiamo.com nasce da una mia idea in un caldo pomeriggio del lontano giugno 2001 nata dalla duplice passione per il giornalismo e la pallacanestro, citate in ordine alfabetico of course. A settembre 2001 Baskettiamo.com sbarcò online e fu uno dei primi siti in assoluto a dedicarsi esclusivamente al basket. Come tante volte raccontato, la somma delle tre parole «Basket ti amo» è al tempo stesso una dichiarazione d’amore per la palla a spicchi ma anche voce del verbo «baskettare», fare basket in un italiano ormai riconosciuto anche dallo Zingarelli cestistico: tutto questo è Baskettiamo.com, il portale di chi ama il basket».


Ci parli del team. Chi lavora insieme a Lei?
«Al mio fianco da sempre c’è il vicedirettore Andrea Ninetti ed è con lui che definiamo le strategie, la linea editoriale, le nuove iniziative da intraprendere. Quindi abbiamo una fitta rete di collaboratori e fotografi che segue le squadre e le vicende cestistiche italiane, europee ed americane. Tutti i corrispondenti hanno ampio margine operativo e pubblicano in autonomia gli articoli e le gallery fotografiche anche sui social network, consultando me ed Andrea in caso di necessità o di iniziative diverse. Il Baskettiamo Dream Team è sempre pronto ad accogliere nuovi talenti del giornalismo. Colgo l’occasione per invitare gli appassionati di pallacanestro, che volessero provare l’esperienza di raccontare il basket attraverso le nostre pagine, a candidarsi inviando una e–mail all’indirizzo [email protected]».


Che genere di informazioni si possono trovare sul vostro sito?
«Baskettiamo.com è una testata giornalistica registrata dove si parla di basket a 360° senza inseguire lo scoop a tutti i costi e, soprattutto, senza mai proporre articoli con titoli ad effetto per attrarre visitatori ma poi privi di contenuti. Trattandosi di una rivista online non ha limiti di spazio e quindi con Baskettiamo.com seguiamo innanzitutto la Serie A, la A2 e la NBA ma c’è sempre una finestra anche sulla Serie B, sulla A femminile, sull’Eurolega, sulla Nazionale, sulle competizioni europee fino ad arrivare ai settori giovanili. Spazio anche alle rubriche ed alle interviste. Prendo la palla al balzo poi per annunciare il prossimo lancio di una rivista mensile online che avrà contenuti diversi dal consueto e dal quotidiano, consentendo ai visitatori un viaggio all’interno del loro amato sport. Come si dice in questi casi… Stay tuned!».


Il gruppo editoriale a capo di Baskettiamo.com ha lanciato dalla stagione 2015/16 “SottoCanestro”, un fantabasket sulla Serie A, A2 e dallo scorso anno anche sull’Eurolega: ce ne vuole parlare?
«SottoCanestro è un fantabasket impostato sulle prestazioni reali dei giocatori. A differenza degli altri fantasy game sulla pallacanestro, non si basa soltanto sui punti segnati dai giocatori ma ne mette in connessione la valutazione con i minuti giocati, ottenendo così il coefficiente punti SC (la valutazione per minuto), un dato che viene poi moltiplicato per i minuti virtuali attribuiti dal fantacoach, restituendo i fantapunti realizzati da ciascun giocatore; viene inoltre attribuito un valore anche ad ogni allenatore sulla base del risultato conseguito dalla sua reale squadra di appartenenza. Come ogni fantasy game che si rispetti, è dotato di una dashboard semplice e intuitiva e prevede una fase iniziale di mercato per l’allestimento del roster, la gestione e lo schieramento della squadra, la possibilità di effettuare acquisti e cessioni nel corso della stagione. Consiglio i lettori di andare alla scoperta di SottoCanestro visitando www.sottocanestro.it. Da appassionato della pallacanestro penso che ne valga la pena».


Recentemente è stato il compleanno di una grandiosa stella dell’NBA, venuta purtroppo a mancare da poco, Kobe Bryant. A tal proposito, The Last Dance è risultata con ampissimo margine la serie a tema sportivo più popolare d'Italia e del mondo. Quale contributo ha dato secondo lei questa serie al mondo del basket, soprattutto in Italia?
«Difficile dire cosa The Last Dance apporti al mondo della pallacanestro americana ed in particolare a quella italiana. Si tratta di un racconto sportivo intrigante che rivela momenti e vicende inediti di uno spogliatoio, lasciando intuire quanto sia ripida la salita che porta al trionfo. Fa senza dubbio comprendere quanto sia difficile la vita di uno sportivo di successo nonché la complessità di essere il leader di un gruppo. La serie trasmette la voglia di vincere e di primeggiare di MJ, la sua capacità di non accontentarsi mai e di infondere ai compagni questa sua mentalità. Un insegnamento per tutti è che pur avendo MJ i Chicago non avrebbero mai vinto nulla senza il contributo di tutti, perché il basket è uno sport di squadra e non basta il singolo campione. Senza i compagni MJ avrebbe collezionato record su record individuali ma forse non sarebbe passato alla storia come un vincente».


A fine giugno 2021 si terrà il torneo preolimpico. Crede che la nazionale sarà pronta ad affrontarlo e a qualificarsi per le Olimpiadi di Tokyo, dopo tanti anni di assenza?
«In Serbia sarà dura ma l’Italia ha il dovere di provarci fino in fondo, senza lesinare impegno ed energie. Il lavoro di coach Meo Sacchetti non è facile ma potrà portare i risultati sperati e riuscire a centrare l’obiettivo di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo. Per la pallacanestro italiana il traino degli azzurri è fondamentale».


Dal 31 luglio finalmente nella bolla di Orlando è stato ridato il via all’NBA. Cosa ne pensa di questo format che stanno utilizzando?
«The show must go on! Si doveva ripartire in qualche modo ed allora tanto di cappello alla NBA che ha trovato una soluzione per tornare a giocare. Si poteva adottare un format diverso e migliore? Forse sì oppure anche no. Penso che non sia tempo di polemiche sterili ma bisogna essere contenti di rivedere la pallacanestro ed i campioni della NBA andare a canestro, provando a gettarsi alle spalle l’incubo della pandemia».


Concluderei con un pronostico. La sorprendente vittoria di Toronto contro Golden State nelle Finals dello scorso anno evidenzia come tutti sia possibile nello sport. Chi è la favorita per la vittoria dell'anello secondo lei?
«Non amo i pronostici anche perché da molti vengono interpretati come gufate e sono puntualmente smentiti. Diciamo che una finale di Conference tra Lakers e Clippers ci potrebbe stare e sarebbe senza dubbio affascinante. Nell’altra Conference punterei su Toronto, anche perché campione in carica, e poi magari sui Buck. Infine invece di pronosticare la vincente dell’anello mi lascerei guidare dal cuore per dire… Lakers».

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