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Arabia Saudita Calcio

La nazionale di calcio dell'Arabia Saudita, i cui giocatori sono soprannominati I Figli del Deserto, I Falchi o I Verdi, è la rappresentativa calcistica dell'Arabia Saudita ed è posta sotto
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La nazionale di calcio dell'Arabia Saudita, i cui giocatori sono soprannominati I Figli del Deserto, I Falchi o I Verdi, è la rappresentativa calcistica dell'Arabia Saudita ed è posta sotto l'egida della SAFF. Tra le nazionali asiatiche storicamente più valide, nel suo palmarès annovera 3 Coppe d'Asia (1984, 1988 e 1996) e un campionato mondiale under-17 (1989). Conta 5 partecipazioni alla fase finale della Coppa del mondo (1994, 1998, 2002, 2006 e 2018), dove raggiunse gli ottavi di finale nel 1994.

Storia dell'Arabia Saudita

Nel 1956 fu costituita la federazione calcistica saudita, che si affiliò nello stesso anno alla FIFA e alla AFC. Il 20 ottobre 1957 la nazionale saudita esordì ufficialmente battendo per 3-1 la Siria ai Giochi panarabi a Beirut, in Libano. Questa partita fu anche il primo incontro internazionale giocato nel Stadio Città Sportiva Camille Chamoun della capitale libanese. Guidata dall'ex nazionale egiziano Abdulrahman Fawzi, la squadra saudita perse contro la Giordania e poi pareggiò contro il Libano padrone di casa. A causa di una differenza reti sfavorevole rispetto alla Siria, la squadra fu eliminata al primo turno del torneo.
Ingresso sulla scena internazionale (1975-1981)
Il 2 aprile 1975 a Baghdad la squadra saudita disputò il suo primo match ufficiale in Asia, contro l'Afghanistan. Si trattava di una partita valida per le qualificazioni alla Coppa d'Asia 1976, per ottenere la quale i sauditi battagliarono in un girone con Iraq e Qatar. Il secondo posto finale alle spalle degli iracheni garantì l'accesso alla fase finale del torneo, ma la nazionale allenata da Puskás non partecipò alla Coppa d'Asia perché la federazione decise di ritirarsi dalla manifestazione per ragioni ignote. La nazionale partecipò poi alle eliminatorie per le Olimpiadi di Montréal del 1976. In un girone con Iran, Iraq, Kuwait e Bahrein, i sauditi ottennero due vittorie e due sconfitte, risultato che non permise di qualificarsi al torneo canadese. Nel maggio 1976, dopo un'edizione della Coppa del Golfo particolarmente deludente (quinti posto con un bilancio di quattro sconfitte in sei partite), Puskás lasciò il posto all'inglese Bill McGarry, il cui obiettivo immediato fu qualificare la squadra al campionato del mondo 1978, nella prima campagna di qualificazione mondiale per l'Arabia Saudita. Inserita nel gruppo 3 con Iran e Siria (l'Iraq, inserito nel medesimo gruppo, si ritirò), la nazionale debuttò il 12 novembre 1976 con una vittoria a domicilio contro la Siria, prima di subire tre sconfitte consecutive e concludere il girone al secondo posto alle spalle degli iraniani, fallendo così la qualificazione. McGarry lasciò l'incarico al connazionale Danny Allison. La federazione decise di non iscrivere la nazionale alle eliminatorie della Coppa d'Asia 1980, disputata in Kuwait. Nel 1979 la quinta edizione della Coppa del Golfo vide i sauditi terminare al terzo posto.
Primi successi e epoca d'oro (1982-1996)
L'Arabia Saudita vinse poi la Coppa d'Asia 1984 a Singapore. L'anno dopo l'Arabia Saudita fu eliminata al primo turno delle qualificazioni asiatiche al campionato del mondo 1986: dopo lo 0-0 dell'andata, perse per 1-0 contro gli Emirati Arabi Uniti. Prese poi parte alla Coppa delle Nazioni Arabe 1985, debuttando nel torneo, che organizzò, con un terzo posto. Bicampione d'Asia in carica, nel 1989 l'Arabia Saudita iniziò le qualificazioni al campionato del mondo 1990 con grandi aspettative e la speranza concreta di accedere per la prima volta nella sua storia alla fase finale del torneo, in programma in Italia. Vinto il primo girone eliminatorio nel marzo 1989 grazie al primo posto davanti a Yemen del Nord e Siria (tre vittorie e un pareggio in quattro partite), la squadra saudita cadde però nel turno finale, un girone a sei squadre che si affrontarono a Singapore ad ottobre. I ragazzi di Parreira si piazzarono quinti con un bilancio di una vittoria, due pareggi e due sconfitte, dicendo dunque addio al mondiale italiano. Nella Coppa del Golfo 1996, disputatasi in Oman ad ottobre, l'Arabia Saudita, campione in carica, giunse terza.
Arabia Saudita nella scena internazionale (1997-2015)
Dopo due vittorie in amichevole contro Siria e Uganda, i sauditi iniziarono le qualificazioni per il mondiale di Giappone-Corea del Sud 2002. Furono sei le vittorie in sei partite nel girone con Vietnam, Benin e Monaco, gruppo chiuso con 30 gol fatti e nessuno subito. Nel secondo turno i sauditi se la videro con Iran, Bahrein e Thailandia. Sconfitti per 2-0 dall'Iran (il risultato causò l'esonero di Santrač, sostituito da Al-Johar), gli arabi si rialzarono subito e chiusero il girone in testa, qualificandosi direttamente per la fase finale del mondiale per la terza volta consecutiva. Al-Johar fu confermato e guidò i suoi nella Coppa del Golfo 2002, disputata allo Stadio re Fahd. I sauditi vinsero il torneo per la seconda volta, senza subire sconfitte. Nel dicembre 2014 López Caro fu esonerato e sostituito con il rumeno Cosmin Olăroiu, con cui la squadra disputò la Coppa d'Asia in Australia. Sorteggiati con Corea del Nord, Uzbekistan e Cina, i verdi ottennero una vittoria, contro i nordcoreani, e due sconfitte, che causarono l'eliminazione al primo turno.

Risultati Arabia Saudita Mondiali

Il miglior piazzamento dell'Arabia Saudita ad un Monadiale sono gli ottavi di finale al Mondiale di USA 1994, il primo al quale ha preso parte.

L'Arabia Saudita al Mondiale 2018

L'Arabia Saudita si appresta a giocare i Mondiali di Russia 2018 in virtù del piazzamento al secondo posto del Gruppo B di qualificazione asiatico, oltrettutto riuscendo a far piazzare Al Abed al primo posto della classifica marcatori. Al Campionato del Mondo è stata insierita nel Gruppo A con Russia, Uruguay ed Egitto.
La Coppa d'Asia 2019 è pronta ad iniziare e Juan Antonio Pizzi ha diramato la lista dei convocati dell'Arabia Saudita. La Nazionale dei Figli del Deserto è stata inserita nel gruppo E, insieme a Corea del Nord, Libano e Qatar. Sulla carta gli uomini di Pizzi non
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