Zona Cesarini: web magazine di storytelling sul calcio e non solo

Mercoledì 9 Marzo 2016, pubblicata da Martina Carella
Roma - Oggi Dietro le Quinte svela il sito ZonaCesarini.net, un vero e proprio web magazine capace di raccontare storie celebri e meno celebri dei protagonisti e degli eventi del mondo del pallone con uno stile sempre diverso, tagliente ma sopratutto multidimensionale come piace a noi.

La rubrica è offerta da Superscommesse, primo comperatore in Italia per le scommesse sportive con tutti i pronostici sul calcio e le imminenti scommesse Champions League.

Buongiorno, come e quando nasce l'idea di Zona Cesarini? Cosa ha spinto la nascita del sito?
Ciao Francesco, anzitutto grazie dell'inter
Vista. Ci fa piacere. Venendo alla domanda, sul come nasce Zona Cesarini direi in maniera piuttosto classica, ovvero discutendo di calcio e narrazione davanti a un paio di pinte di birra nel dicembre del 2014. Quello che ha spinto alla nascita del sito è stato un bisogno - piuttosto forte e condiviso - di voler andare oltre il modello dominante di calcio sul web e sui media, sempre più incentrato su gossip, notizie da clic baiting, calciomercato perenne  o nostalgia spinta senza un reale motivo. Volevamo creare qualcosa che raccontasse il calcio e i suoi protagonisti – celebri e meno celebri – in modo da portare alla luce outsider, storie dimenticate, inusuali oppure conosciute ma raccontate con piglio e stile personale, pure autobiografico; intrecciando alla dimensione puramente calcistica un contesto, dei riferimenti culturali pop, come musica, letteratura, cinema in uno stile adatto per il web. Descriverlo è più difficile che farlo...

Quanti lavorano sul sito e con quali ruoli? Ci sono più redattori che compongono lo staff?
Siamo partiti in tre, Leonardo, Simone e Alessandro, amici di vecchissima data; adesso, dopo un anno circa, siamo in dodici. La redazione è composta, oltreché dai membri fondatori che gestiscono social e sito, da altri nove contributors dai 18 ai 35 anni sparsi per l'Italia: da Napoli a Crema, passando per Milano, Firenze, Lucca e Venezia. Inoltre, abbiamo una bravissima grafica che ci mette a disposizione delle illustrazioni ad hoc per gli articoli.

Il sito tratta principalmente storie di calcio con aneddoti recenti e passati. E' difficile stare sempre sul pezzo e proporre racconti sempre nuovi e particolari? Quanto tempo occorre per compilare una storia?
Beh, più che difficile direi stimolante. È vero che avere sempre la stessa freschezza ed originalità è un esercizio non da poco, ma il fatto di trattare sia l'attualità che il passato ci dà un'ottimo ventaglio di scelta. Il tempo, sai, è relativo. Nel senso che esistono alcuni contenuti più rapidi da creare mentre per un'analisi di un modello di società e tifo o per raccontare a modo nostro la storia di una grande figura, indubbiamente il lavoro di ricerca e sintesi è molto ampio. Diciamo che, in media, ogni articolo richiede circa 7-10 giorni di lavoro.

Qual è stata la storia o il campione preferito al quale siete legati di più e del quale avete narrato le gesta?
Qui è molto difficile dare una risposta secca, quasi impossibile. Probabilmente, il campione preferito rimane Gabriel Batistuta, per motivi di tifo, età e legame con la nostra città. Ma non ne abbiamo ancora scritto. Una delle storie più affascinanti scritte, forse, rimane quella di Robin Friday. Ma ce ne sarebbero almeno altre quindici altrettanto meritevoli.

Un pò di attualità, vi sta entusiasmando la Serie A quest'anno? Seguite un campionato estero tra Premier League, Liga e Bundesliga?
Quest'anno siamo felici di seguire una Serie A quantomeno diversa dagli ultimi monologhi senza appello. Non solo, si sente spesso ripetere il refrain della “Serie A sempre peggio”, invece ci pare che proprio da quest'anno stiano arrivando segnali in controtendenza rispetto a pochissimi anni fa. Alcune squadre e soprattutto alcuni allenatori stanno finalmente lasciando un segno tangibile, propositivo. E questo è soltanto un bene per un calcio che ha stagnato per troppo tempo su sé e su un passato gloriosissimo e ormai inarrivabile. Spalletti, Sousa, Sarri, Di Francesco, perfino Giampaolo, sono tutti allenatori che hanno modificato una mentalità diffusa, inserendo un “tarlo” nuovo in un calcio stantìo e spesso speculativo. Anche a costo di prendersi dei rischi, ma seguendo un percorso ben delineato e di respiro europeo più che italiano.
Seguiamo anche i campionati esteri e – pur apprezzando la Bundesliga per varie ragioni – dobbiamo dire che spesso è di una prevedibilità sconcertante. La Liga idem, soltanto con un livello tattico un po' più basso ma tecnicamente inarrivabile. La Premier rimane lo show per eccellenza, il calcio per il calcio. Al netto di alcuni limiti tattici evidenti. Insomma, ti fa appassionare anche se fossi estraneo al calcio.

Il Leicester di Claudio Ranieri sembrava una meteora mentre adesso è ancora in testa alla classifica. Che ne pensate di questa storia contemporanea? E' l'eccezione o potranno esserci altre squadre sorpresa adesso che il budget tra i club inglesi è aumentato?
Ne pensiamo il meglio possibile. A dimostrazione di quanto detto sopra, ovvero che il lavoro e la capacità di mettersi in gioco e in discussione - anche oltre i 60 anni - danno i suoi frutti. Poi, chiaramente siamo difronte ad una di quelle stagioni che passano una volta ogni 40 anni perché immaginare il Leicester lassù in vetta ad inizio anno era operazione folle. Ad ogni modo, ci piace e fa capire come oltre al budget e ai grandi nomi pesano in maniera decisiva le idee chiare, il lavoro e la coesione d'intenti. Oltre a una preparazione tattica importante. Per le squadre sorpresa diciamo di sì. Anche perché l'Inghilterra, nonostante le super-big cannibali, rimane ancora terra di sorprese improvvise. Come il Leicester, il Tottenham di Pochettino che sta volando e proponendo un calcio diverso dalle big. Così come il West Ham intorno al quinto posto. Insomma, un piccolo spazio per l'outsider in quel campionato esisterà sempre. Anche se è sempre più dura competere ai massimi livelli.

Concludiamo con un pronostico, la Champions League adesso è ripartita e la corsa quest'anno sembra molto aperta, qual è la vostra squadra favorita per il successo finale?
Eh, domanda delle mille pistole. Ad istinto verrebbe da dire il Barcellona, perché rimane una squadra di fenomeni che gioca un calcio a sé. Però, sempre per rimanere in zona-Guardiola, forse potrebbe essere l'anno buono per il Bayern Monaco.
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