Traditori Napoli Juventus: Higuain è solo l'ultimo Core 'Ngrato

Mercoledì 5 Aprile 2017, pubblicata da geilezeit
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Dopo il pareggio per 1-1 venuto fuori dalla sfida di campionato, Juve e Napoli si incontrano nuovamente al 'San Paolo', e questa volta in palio c'è il pass per la finale di Coppa Italia. Dopo i fischi assonanti ad ogni tocco di palla dedicati dai suoi ex tifosi a Gonzalo Higuain, c'è grande attesa per capire cosa potrebbe riserbare questa volta la tifoseria azzurra a uno dei tanti traditori di Napoli Juventus.
Un'intera città che prima lo applaudiva gli ha riservato una pioggia di fischi nel posticipo domenicale del 30° turno di Serie A, gara che si è confermata di notevole impatto emotivo per il Pipita, che ha fatto ritorno per la prima volta da avversario al San Paolo a distanza di 9 mesi, dopo la tripletta rifilata al Frosinone lo scorso 14 maggio, senza lasciare particolarmente il segno. Adesso, come detto prima, la sfida si rinnoverà, ma questa volta per il ritorno delle semifinali di Coppa Italia
; match a dir poco delicato per i partenopei, chiamati a ribaltare il 3-1 di Torino, dove proprio Higuain segnò uno dei tre goal.

Volendo fare un excursus sui traditori di Napoli Juve, vediamo come il primo a compiere questo passaggio fu Carlo Buscaglia, a ridosso della Seconda Guerra Mondiale, che dopo dieci stagioni al Napoli si trasferì in bianconero, con cui registrò però appena 11 presenze. Più significativo fu invece il trasferimento da una parte all’altra del grande Omar Sivori, Pallone d’Oro nel 1961. Sivori approdò in Italia nel 1957 e firmò con la Juventus. A Torino rimase 8 anni, conquistando tre scudetti, prima di fare un lungo viaggio verso Sud e fermarsi alle pendici del Vesuvio. Qui trovò José Altafini, il primo vero calciatore a cui sarebbe stato riservato l’appellativo di Core ‘Ngrato, e durante un match contro la sua ex squadra litigò violentemente con l’arbitro Pieroni, subendo un’espulsione e una squalifica di sei turni. Questa fu una delle ragioni che lo spinsero a ritirarsi dal calcio poche settimane dopo. Negli anni successivi toccò a tanti altri, come Zoff, Di Canio, Massimo Mauro, Vojak, Rinaudo, ma ripercorriamo ora i tre casi più clamorosi che hanno lasciato tracce indelebili ancora vive a distanza di anni.

Top 3 Traditori Napoli Juventus


José Altafini


Il brasiliano fu il primo Core ‘Ngrato di sempre e il suo nome viene ancora oggi riecheggiato con dispiacere dai sostenitori partenopei. Arrivò a Napoli nel 1965 dopo l’esperienza al Milan e al San Paolo divenne subito un idolo. Non mise in bacheca alcun trofeo, ma regalò gol e giocate sopraffine ai tifosi, formando col già citato Sivori una coppia da sogno. Nel 1972 decise di accettare, insieme a Dino Zoff, la corte della Juventus. Arrivato alla soglia dei 34 anni, riuscì ad essere spesso decisivo per la Vecchia Signora entrando dalla panchina. È quello che successe anche nella stagione 74-75, durante un Juve-Napoli decisivo per lo scudetto, con la formazione di Torino in testa alla classifica con due punti di vantaggio. Altafini entrò come consuetudine a partita in corso e realizzò a due minuti dal termine, contro la sua ex squadra, la rete del 2-1. Una situazione che Sarri spera di non rivivere sabato, perché vorrebbe dire accumulare troppa distanza dalla vetta nella classifica di Serie A.



Ciro Ferrara

Il difensore fu il secondo grande ex Napoli che decise di trasferirsi al nord. Fu più una scelta economica per i problemi finanziari della società partenopea a concretizzare questa cessione, ma i tifosi non presero affatto bene questa decisione. Ferrara con la maglia azzurra giocò per 10 anni, conquistando con Maradona due scudetti e una Coppa Uefa. Alla Juventus il palmares del centrale si arricchì ulteriormente, arrivando a vincere la Coppa dei Campioni nel 1996, in finale contro l’Ajax.

Fabio Quagliarella

Quagliarella fu invece l’ultimo esempio dei ‘traditori’ passati dal Napoli alla Juve prima di Higuain e che destò numerose polemiche. L’attuale centravanti della Sampdoria disputò all’ombra del Vesuvio una sola stagione, condita da 11 reti, ma il passaggio nell’estate successiva ai bianconeri mandò su tutte le furie la tifoseria partenopea, incrinando un rapporto che ancora oggi non riesce a essere ricucito, nonostante tutte le dimostrazioni di rispetto e scuse mosse dal numero 27 verso i suoi ex tifosi.
In questo caso però, è da poco emersa la vera realtà dei fatti. Quagliarella ha infatti affermato di aver lasciato i partenopei a causa di uno stalker che ha messo in pericolo la sua vita e quella dei suoi cari. Una scelta dura per il numero 27 doriano, il quale - a causa delle indagini di questi anni - non ha mai potuto spiegare l'accaduto ai propri tifosi. Con la verità finalmente emersa, i tifosi del Napoli hanno voluto far sentire la propria vicinanza a Quagliarella, esponendo uno striscione che recitava "Nell'inferno in cui hai vissuto..enorme dignità. Ci riabbracceremo Fabio, figlio di questa città".

Uscendo fuori dal tema Napoli Juve abbiamo assistito nel corso degli anni a grandi tradimenti. Noi di Superscommesse abbiamo deciso di presentarvi i tre più importanti e che hanno fatto in qualche modo la storia di questo sport.

Top 3 traditori nel calcio


Luis Figo



Quello del portoghese è un nome che ancora oggi dalle parti del Camp Nou viene ricordato con disprezzo. L’esterno lusitano, Pallone d’Oro nel 2000, disputò infatti cinque stagioni con la maglia del Barcellona, prima di accasarsi agli acerrimi rivali del Real Madrid. Un trasferimento che non fu perdonato dai tifosi catalani, i quali durante un Clasico della stagione 2002-03 lanciarono in campo, vicino la bandierina dove Figo si apprestava a battere l’angolo, una testa di maiale.

Ronaldo

Stesse squadre, stesso destino per Ronaldo, il Fenomeno. Il passaggio non fu diretto, ma l’indignazione fu quasi la stessa perché l’incubo dei supporter blaugrana di vedere il brasiliano indossare la maglia Blancos era il peggiore che si potesse immaginare. A Ronaldo però questo tradimento non bastò, tanto che decise di raddoppiare la posta in gioco: il 30 gennaio 2007, dopo aver fatto strage di cuori tra i tifosi interisti, tornò in Italia per giocare con gli odiati cugini milanisti. Lo smacco per i nerazzurri non finì qui, ma si ingigantì quando l’attaccante verdeoro realizzò nel derby il gol dell’ex, esultando contro i suoi vecchi sostenitori.



Roberto Baggio

Il Divin Codino rimane il caso più eclatante nella nostra Penisola. Il suo trasferimento dalla Fiorentina alla Juventus causò un vero e proprio putiferio a Firenze, con i tifosi viola che nel 1990 scesero in piazza per protestare contro la cessione e andarono fino a Coverciano, dove la Nazionale era in ritiro in vista del Mondiale, per manifestare il proprio malumore. Fu lo stesso Baggio a rendere più disteso il clima quando tornò per la prima volta da avversario al Franchi: in quell’occasione si rifiutò infatti di calciare un rigore contro la sua ex squadra, e a fine partita raccolse una sciarpa viola lanciatagli dagli spalti.


Quali sono secondo voi i tradimenti più clamorosi? Scrivetelo con un commento
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