Top 10 Football Manager - Fenomeni virtuali, bidoni reali

Lunedì 18 Settembre 2017, pubblicata da joker
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Tutti gli amanti del calcio si saranno sentiti almeno una volta in grado di gestire una squadra e portarla alla vittoria grazie a Football Manager, il gioco manageriale più amato e più giocato di sempre. Un universo fatto di next big thing, talenti che non ce l'hanno fatta, bidoni annunciati e perfino alter ego creati ad arte per nascondere l'identità di giovanissimi destinati nella realtà a diventare i campioni di domani capaci magari di vincere il Pallone d'Oro. Tutti noi abbiamo passato parte interi pomeriggi davanti al pc, alla scoperta del modulo perfetto e del campione preso a due soldi per provare a vincere la Champions League. La bellezza di questo gioco sta infatti nella vera e propria simulazione manageriale della squadra scelta fra le migliaia a disposizione, vista la totale copertura dei campionati mondiali, e i numerosi forum e gruppi dedicati a questo splendido gioco che hanno alimentato talvolta leggende e storie (poco credibili) che fanno ancora sognare gli appassionati di calcio.
Football Manager, la cui prima versione chiamata Scudetto risale al 1993/94, almeno una volta è finito nel pc di ogni amante del calcio che si rispetti: tattiche, allenamenti e calciomercato sono infatti il segreto portante di questo videogame, ritenuto da tutti il più bel simulatore calcistico sulla piazza, usato addirittura da allenatori come Wenger per far osservare giovani emergenti dell'altra parte del mondo. E anche André Villas Boas si aiutava con Football Manager per scoprire nuovi talenti, in qualità di capo-scout nel Chelsea del primo Mourinho. O ancora Roberto Firmino, attaccante del Liverpool di Klopp, è stato scoperto dagli osservatori dell'Hoffenheim grazie al gioco.
Simulazione perfetta della realtà? No, altrimenti lo staff del gioco manageriale più famoso del mondo sarebbe stato già assunto in blocco dal Barcellona o dal Porto, club che nei giovanissimi trovano vere e proprie pepite d'oro. Nonostante l'enorme ed accurato database organizzato da veri e propri scout, qualche errore di valutazione ci può stare. Eh sì perché a volte non tutti i giocatori analizzati sono poi risultati dei veri e propri fenomeni nella realtà.

 

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Argentina vince i Mondiali 2018 10.00 9.00

 

Top calciatori Football Manager

Di seguito, abbiamo stilato la lista dei Top 10 fenomeni di Football Manager che, nella realtà del calcio giocato, sono risultati veramente scarsi. Oppure molto forti nella realtà, ma dall'identità tenuta volutamente segreta.

 
1. MAXIM TSIGALKO (Scudetto 01/02)
 
 
Promettente punta bielorussa della Dinamo Minsk, nel gioco era un cecchino infallibile, capace di segnare anche 6/7 gol a partita. Nella realtà? Solo una buona annata nella sua squadra natia e poi il ritiro a 26 anni per via di moltissimi infortuni.
 
2. CHERNO SAMBA (Scudetto 00/01)
 
 
 
Leggenda narra che a 13 anni fece 132 reti in 32 partite nel campionato in cui militava e tutta l'Inghilterra impazzì per lui: nel futuro si accasò prima nel Millwall e poi nel Cadice senza mai esordire per poi cadere nel più totale anonimato.
 
3. TONTON ZOLA MOUKOKO (Scudetto 00/01)
 
 
 
Definito il "Maradona del Ghana", divenne addirittura sponsor della SEGA e del gioco stesso, essendo uno dei migliori di quella edizione. Nel calcio reale, uscì fuori dalle giovanili del Derby County per poi perdersi nei campionati minori svedesi.
 
4. VITALY KUTUZOV (Scudetto 00/01)

 
 
Esploso nel Bate Borisov, nel gioco era un vero e proprio fenomeno con valore 20 di finalizzazione e 20 di tecnica. Acquistato dal Milan, fu ridimensionato dal calcio italiano per poi finire tra le fila di Avellino, Pisa e Bari. Curiosità: il buon Vitaly avrebbe effettuato, ai tempi dello Sporting Lisbona, l'assist per il primo gol della carriera di Cristiano Ronaldo. In un'intervista l'attaccante bielorusso ha millantato anche di essere stato preso dal portoghese come modello di calciatore. E non a Scudetto.
 
5. FREDDY ADU (Football Manager 06)
 
 
Addirittura etichettato come il nuovo Pelè, esplose negli Usa quando ancora di talenti ce ne erano ben pochi. E pensare che passò subito in sordina senza lasciare il segno: ad oggi, a soli 29 anni è svincolato dopo aver fallito in un provino con l'Az Alkmaar.
 
6. KERLON (Football Manager 06)
 
 
Soprannominato "Foquinha" (piccola foca) perché capace di dribbling funambolici grazie al palleggio di testa, venne acquistato dall'Inter a 20 anni e girato in prestito al Chievo Verona: solo 4 presenze e 0 gol. Al momento milita nel campionato maltese ma in quel Football Manager era di sicuro il trequartista più forte in prospettiva.
 
7. ANDREY MILEWSKI (Scudetto 99/00)
 
Altro giocatore bielorusso, come Tsigalko, ad essere sopravvalutato. Nel gioco faceva tutto tranne il portiere, dall'esterno di difesa alla prima punta. Il risultato? Un fenomeno di 22 che costava pochissimo. Nella realtà durò un paio di anni ad alti livelli in patria, poi il nulla più totale nel triste calcio dell'est.
 
8. MARK KERR (Scudetto 00/01)
 
 
Centrocampista scozzese del Falkirk, dalla scheda sembrava di acquistare Edgar Davids. Chi lo comprava, aveva una diga a centrocampo, capace di impostare il gioco e segnare. Nella realtà, una carriera modestissima in patria e una tentata in Grecia nell'Asteras Tripoli. Il risultato di questo tentativo neanche sto a spiegarvelo.
 
9. JULIUS AGHAHOWA (Scudetto 04/05)
 
 
Tra questi, forse è il più conosciuto, avendo militato anche in squadre come lo Shakhtar Donetsk. Dopo la parentesi con gli ucraini fino al 2007, niente di più. Da ricordare il titolo di capocannoniere con la Nigeria nella Coppa d'Africa del 2002 e per questo nel gioco era una delle punte più veloci che faceva reparto da sola.
 
10. TO MADEIRA (Scudetto 00/01)
 
 
Punta devastante di un piccolo club portoghese, lo si poteva acquistare a basso costo, compreso l'ingaggio. Nella realtà questo giocatore non è mai esistito, e i "complottisti" del gioco hanno dato vita sui forum ad alcune voci, difficilmente verificabili. A quanto pare il giocatore fake To Madeira sarebbe una burla di Antonio Lopes, il ricercatore portoghese di Championship Manager che aveva creato il suo alter ego. Il profilo fu presto tolto dal database del gioco ma la sua cancellazione non passò inosservata agli appassionati. Secondo una teoria, che sembra uscita da un monologo di Adam Kadmon di Mistero, il nome To Madeira non sarebbe stato scelto a caso, ma conserverebbe in seno un'indicazione geografica che solo gli Illuminati pallonari erano in grado di cogliere. To Maidera, dall'inglese, si traduce con "A Madeira", isola portoghese davanti alle coste del Marocco in cui sorge Funchal, paese natale di un tale Cristiano Ronaldo allora quindicenne e non inserito nella versione di Scudetto 2000/01. Solo una... coincidenza?
 
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