Tennis Circus: la scommessa di un giovane appassionato è divenuta realtà

Domenica 22 Maggio 2016, pubblicata da Martina Carella
ntervista Michele Alinovi Intervista Tennis Circu
Oggi ecco per i nostri lettori l'interessante intervista a Michele Alinovi di Tennis Circus, un sito nato quasi per gioco e che è diventato, grazie all'impegno e alla passione di un team di redattori sparsi in tutta Italia, un importante punto di riferimento per tutti gli appassionati di tennis. Continua a seguire Superscommesse e scopri i tanti pronostici della Serie B e i risultati delle partite di Serie B.

Buongiorno Michele, e grazie per aver accettato questa intervista. Ci parli di come e quando nasce Tennis Circus?
Tutto è iniziato nel settembre del 2012. Avevo 21
anni e passavo le giornate a completare la tesi di laurea in Storia dell’Arte. Afflitto dalla noia, per svagarmi un po’ dallo studio, una sera aprii per gioco una pagina Facebook sul tennis, chiamata provvisoriamente “Tennis Italiano”. Volevo unire la passione per la scrittura, che ho sempre avuto, a quella di uno sport che seguivo da molti anni, ma che mi aveva letteralmente ipnotizzato solo da pochi mesi. Iniziai a riempire la pagina Facebook di considerazioni e commenti sparsi sugli Us Open, che si erano appena conclusi. Con grande stupore vidi che quello che scrivevo suscitava interesse e nella pagina i like si moltiplicavano. Così iniziai a gestire lo spazio con più cura, stilando quasi quotidianamente brevi ritratti sui giocatori, analisi e digressioni sul tennis del passato. Circa un anno dopo, insieme alla bravissima Samantha Casella, che si era proposta di aiutarmi, decisi di aprire un blog che contenesse i nostri articoli, ribattezzandolo “Tennis Circus”. Nel frattempo avevo iniziato a collaborare con alcuni siti online del settore, come tennis.it, e fino a quel momento non avevo mai pensato di fare di Tennis Circus una testata giornalistica; feci il grande passo solo a fine 2014, grazie anche all’arrivo di numerosi altri validi collaboratori. Insomma, è nato tutto per caso, senza alcuna esperienza, preparazione né denaro. Ed è stato proprio grazie a questa casualità che in seguito ho deciso di intraprendere la strada del giornalismo frequentando il Master dell’Università Cattolica di Milano. Oggi Tennis Circus è una delle testate di tennis più lette e apprezzate in Italia. A modo suo, è stato un piccolo miracolo.

Da dove viene la tua passione per lo sport in generale, e per il tennis in particolare?
La passione per lo sport è nata grazie a mio padre e agli amici d’infanzia. Da piccolo seguivo solo il calcio: sono di Parma e, come ben sapete, negli anni Novanta la squadra della mia città ha vissuto un periodo magico e (temo) irripetibile. Intorno ai tredici anni ho iniziato a disinnamorarmi del calcio, ma in compenso ho iniziato a seguire altri sport cosiddetti “minori”. Ho visto le mie prime partite di tennis alla fine degli anni Novanta, proprio durante l’ascesa delle sorelle Williams, che ho poi seguito e amato per tutta la loro carriera. Tra gli uomini ho tifato Safin, Hewitt, Federer e poi Nadal. Se devo essere sincero, lo sport non è mai stato la mia priorità: ho sempre preferito la musica, i libri, l’arte, il cinema… È solo da pochi anni che il tennis si è imposto in modo prepotente nella mia vita (soprattutto grazie al mio migliore amico, Francesco Dodi, che collabora nel sito). Ora, naturalmente, non potrei più farne a meno.

Da chi è composta la redazione?
Da circa una decina di collaboratori fissi, più altri che scrivono ogni tanto. Non avendo una redazione fisica, siamo sparsi per tutta Italia. Stimo ognuno di loro per la capacità di scrittura, per l’infinita passione e per la profonda conoscenza del tennis. Vorrei citarli tutti, ma non posso. Devo per forza fare i nomi dei vicedirettori Giulia Micheli e Simone Marasi, di Giacomo Marchetti, di Yuri Benaglio e di tanti altri senza i quali Tennis Circus non sarebbe stato possibile. Una menzione d’onore e un saluto va naturalmente al direttore responsabile Enrico De Grazia e a Giordano Granelli con il quale sono stato di recente inviato agli Internazionali.

"I campioni di domani", una rubrica del sito, presenta le star del futuro. Secondo te, quale tennista farà maggiormente parlare di sé?
Senza andare troppo lontano, basta nominare i giovani tennisti della finale dell’ATP 250 di Nizza giocata ieri: l’austriaco Dominic Thiem e il tedesco Alexander Zverev, che non sono solo il futuro, ma direi ormai il presente del tennis che conta. Thiem (che ha 23 anni) e l’australiano Nick Kyrgios (due anni più giovane) sono già tennisti affermati entrati in top-20 e credo che entrambi, prima o poi, vinceranno almeno una prova dello Slam. Kyrgios è una testa calda, si sa, ma se saprà correggere il suo atteggiamento durante i match potrebbe davvero diventare un vero numero uno. Parlando dei più giovani, nutro buone speranze anche per Thanasi Kokkinakis, sperando che si riprenda presto dai problemi fisici, e il già citato Zverev, che ha tutte le carte in regola per diventare un grande. Molti hanno puntato su Borna Coric, nominato troppo prematuramente l’erede di Djokovic, ma penso che sia un tantino sopravvalutato. Mi piace Taylor Fritz, anche se è ancora presto per fare pronostici sul suo futuro. Il mio vero pupillo però è il russo Andrey Rublev: gioca in modo fantastico, per me è un genio e, come quasi tutti i geni, è anche un mezzo matto. Una cosa è certa: parlando di lui non sarò mai obiettivo. Tra le donne il discorso è ancora più complesso e variegato, quindi mi limiterò a citare solo la mia preferita: la 18enne lettone Jelena Ostapenko, un’altra che ha le potenzialità per diventare fortissima. Purtroppo pure lei è un po’ folle, quindi è tutto da vedere.

Ci spieghi di cosa tratta l'originale rubrica "Tenniste parallele”?
Si tratta di una rubrica originale creata circa tre anni fa dall'eccellente redattore Giorgio Lupi. Consiste nel paragonare campionesse del passato a tenniste in attività: si cerca di trovare le analogie e le differenze di due giocatrici di epoche differenti per quanto riguarda la tecnica, lo stile di gioco, ma anche il carattere e l’atteggiamento in campo. In effetti è da molto tempo che non aggiorniamo questa rubrica, ma lo faremo presto, perché sono confronti interessanti (grazie per avercelo ricordato!).

Ti chiediamo una chicca, un aneddoto per i nostri lettori. Quali novità ci aspettano nel prossimo futuro?
Prima o poi vorremmo creare una sezione completa per quanto riguarda gli eventi tennistici in tutta Italia, come i Challenger, i Futures e le competizioni a squadre di Serie A. Ci piacerebbe anche creare un osservatorio sul tennis under 18, con interviste ai nostri giovani giocatori più promettenti e dei resoconti dei tornei principali. Sarà senza dubbio un compito gravoso, ma credo che sia utile approfondire un mondo che, in generale, è quasi completamente ignorato dai media italiani, anche da quelli del settore.

Concludiamo con un pronostico: proprio oggi inizia il Roland Garros: secondo te chi la spunterà in questo torneo?
Senza giri di parole, il più forte ora è e rimane Novak Djokovic. Anche sulla terra rossa. Dopo il passo falso a Montecarlo, il numero uno del mondo ha vinto Madrid e ai quarti di finale degli Internazionali d’Italia ha battuto Rafael Nadal in due set, dimostrando di essere ancora un gradino sopra il maiorchino, nonostante i suoi ultimi, eccezionali progressi. In finale ha vinto Andy Murray, che però ha approfittato di un Djokovic stremato dopo le battaglie contro Nadal e Nishikori. Se il serbo sarà nelle condizioni mentali e fisiche ottimali, non c’è ragione di credere che non sarà lui ad alzare la coppa del Roland Garros. Novak, tuttavia, non ha mai vinto a Parigi, nemmeno negli anni in cui era l’indiscutibile favorito, e non è certo un mistero (checché ne dica) che senta ogni volta una tremenda pressione. In quel caso potrebbe spuntarla Nadal, che al Roland Garros ha perso solo due volte in carriera: è tornato a giocare ad altissimi livelli e farà di tutto per conquistare il suo decimo titolo parigino. Poi c’è Murray, che sta facendo risultati incredibili sulla terra battuta e ha voglia di tornare alla conquista di un grande risultato: tuttavia mi stupirei se fosse lui a trionfare. Infine c’è Stan Wawrinka, il campione uscente: ha appena vinto un torneo e se imbrocca le ennesime due settimane di grazia è ancora in grado di asfaltare tutti; considerato il suo rendimento da diversi mesi a questa parte, però, si tratterebbe di un mezzo miracolo.
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