Sportivamente D'Annunzio: il vate sportivo come non l'avete mai visto

Sabato 26 Marzo 2016, pubblicata da Martina Carella
ntervista Giammarco Menga intervista Sportivamente D' Annunzi
Oggi per i nostri lettori un'intervista unica nel suo genere: parliamo del libro "Sportivamente D'Annunzio", scritto dal giovane Giammarco Menga. Vediamo cosa ha da dirci sulla sua originale passione e scopriamo gli aneddoti calcistici del vate! Esplora Superscommesse e trova i fantastici Pronostici della Serie A, i Risultati delle partite di Serie B e i Calendari di Champions League.

Buongiorno Giammarco, grazie per 
Aver accettato la nostra intervista. Come e quando nasce la tua passione per il calcio?

La passione per il calcio è nata quando ero piccolissimo. Mio nonno, grande appassionato di sport, mi portava spesso allo stadio e mi faceva vedere le partite in tv. Devo a lui questa attitudine.

Parliamo di "Sportivamente D'Annunzio", la tua prima opera. Come e perché ti sei avvicinato al vate? Come è nata questa idea originale?
Sicuramente alla base c’è una forte componente territoriale, essendo entrambi abruzzesi. Mi sono avvicinato al Vate durante la preparazione alla tesi di Laurea in Lettere conseguita lo scorso anno all’Università Sapienza di Roma. Ho studiato l’inedito rapporto tra letteratura e giornalismo in d’Annunzio, spiegando come tra i due mondi ci fosse una grande affinità. Conclusi gli studi, ho abbinato alla ricerca la mia passione per il giornalismo sportivo, lavoro che amo da quando ero bambino. Da lì è nato questo volume inedito sul rapporto che lega d’Annunzio allo sport, sia in veste di cronista che di cultore in prima persona.

Quali curiosità possiamo trovare nel libro? Un aneddoto, una chicca per i nostri lettori.
La curiosità più importante è certamente quella dello scudetto tricolore, un’invenzione dannunziana nel periodo di reggenza a Fiume, immediatamente dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Nel 1920 venne organizzata una partita di calcio tra fiumani e legionari. In quell’occasione i legionari scesero in campo con una divisa azzurra sulla quale campeggiava, al posto del classico scudetto sabaudo, uno scudo tricolore senza alcun fregio all’interno e con l’arrotondamento dell’apice inferiore. Quello scudetto, ideato dal Vate, fu scelto dalla FIGC nel 1924 come il simbolo di cui si sarebbe fregiata la squadra vincitrice del campionato italiano di calcio. Dopo il periodo fascista nel quale tornò lo scudo sabaudo, dal 1947 lo scudetto dannunziano è ancora quello cucito oggi su tutte le divise nazionali italiane.

Quali fonti hai usato per scrivere il tuo libro? Come hai affrontato la fase di ricerca del materiale?
Oltre che una vasta bibliografia, le notizie inedite sul Vate sono state raccolte personalmente tramite interviste-video fatte a quattro grandi studiosi; il presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri, la studiosa dei Meridiani Mondadori Annamaria Andreoli e gli storici dello sport Sergio Giuntini e Marco Impiglia a cui devo tutte le curiosità sullo scudetto.

Qual è, secondo te, la differenza sostanziale fra lo spirito del calcio dell'anteguerra e quello dei giorni nostri?
La differenza che mi viene in mente riguarda principalmente la potenza mediatica con l’avvento della radio e poi della televisione. Dal punto di vista tecnico, invece, la velocità nel gioco non ha paragoni. Rispetto al primo Novecento, c’è meno qualità e più fisicità.

Parliamo della tua carriera. Sul tuo profilo hai scritto che hai iniziato a soli 11 anni. Se io fossi una giovane che si sta avvicinando al mondo del giornalismo sportivo, quale consiglio mi daresti?
Entrare in questo mondo è sempre più difficile e sento spesso colleghi scoraggiati e delusi. In base alla mia esperienza, consiglio a tutti coloro che sognano di diventare giornalisti di non arrendersi mai e di cercare una strada originale grazie alla quale distinguersi e procedere. Alla fine, vince sempre colui che non ha mai mollato. Auguro ai nostri lettori di realizzare i propri sogni come io sto riuscendo a realizzare i miei. Non c’è cosa più bella…

Vogliamo concludere con un pronostico: fra poco inizieranno gli Europei in Francia. Come pensi se la caverà la nostra Nazionale?
Seguo spesso per lavoro gli Azzurri a Coverciano. E’ in atto un vero ricambio generazionale e sulla carta l’Italia non è tra le squadre che può arrivare in fondo. Confido però molto nella carica emotiva che il tecnico Conte è sempre riuscito a trasmettere ai suoi giocatori. Non amo i pronostici secchi, ma credo che con un pizzico di fortuna, gli Azzurri possano raggiungere almeno le semifinali.
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