Sport People: la rivista che tratta di ultras

Martedì 2 Maggio 2017, pubblicata da Martina Carella
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Dietro le Quinte ha il piacere di presentare l'intervista fatta al direttore generale del sito web sportivo Sport People, Simone Meloni. Buona lettura!

Vi ricordo che su Superscommesse.it potete trovare i risultati della Serie A, i pronostici della Champions League e le quote della Serie B

Buon giorno direttore, come e quando nasce Sport People?
Sport People nasce nel 2003 dall'idea di alcuni amici - assidui frequentatori del mondo delle curve - di dar vita alla prima testata online che trattasse l'argomento ultras. Una vera e propria innovazione in un periodo dove internet è agli albori e sta per diffondersi massivamente nella società. In questi quattordici anni di attività siamo cresciuti moltissimo e fa strano pensare ad un progetto nato quasi per gioco, ai tempi in cui riviste come Supertifo e Fan's Magazine erano il vero punto di riferimento per molti ragazzi delle curve italiane.

Come scegliete le notizie da approfondire?
Innanzitutto il nostro cruccio è quello di "creare" la notizia. Ogni fine settimana abbiamo numerosi inviati sparsi per i campi d'Italia tra la Serie A e la Terza Categoria (coppe europee comprese) i quali si occupano di seguire gli eventi realizzando un reportage fotografico e contestualmente un articolo di commento alla sfida del tifo. Poi abbiamo anche una parte che chiamiamo "Focus": si tratta di articoli scritti di nostro pugno (su argomenti di attualità, amarcord e liberi pensieri) che vanno ad integrare la classica rassega stampa. 

Perché un visitatore dovrebbe scegliere voi?
Sicuramente nel nostro campo siamo la rivista più letta (lo dicono i numeri), questo credo dipenda principalmente dall'originalità del prodotto che offriamo. Tutti i nostri servizi sono "confezionati" da ragazzi che prima hanno vissuto in prima persona il mondo del tifo organizzato e questo ci permette di parlare con una certa competenza dell'argomento. Inoltre, spesso, trattiamo temi di grande attualità da un punto di vista inconsueto, cerchiamo sempre di porci da un punto di vista libero e indipendente. Facendo parte della piccola editoria abbiamo tanti svantaggi, ma anche il grande vantaggio di poterci ritenere liberi da qualsiasi genere di vincolo e questo i lettori lo avvertono. 

Cosa cambieresti nel mondo sportivo italiano ammesso che tu voglia cambiare qualcosa?
Questa è una domanda alquanto difficile da liquidare in poche righe. Partiamo da un presupposto: il tema principale della nostra mission sono gli ultras. Oggigiorno già questo è un qualcosa di profondamente diverso rispetto a un calcio che - soprattutto in Serie A - tende sempre più a divenire uno spettacolo per palati fini invitati a sedersi in stadi adibiti a teatri e sempre meno simbolo di quel folklore e di quel senso d'appartenenza che ha contraddistinto per decenni il calcio italiano. Se parliamo prettamente di stadi le cose da cambiare sarebbero tante. Quasi tutti mi verrebbe da dire. Un tifoso italiano vive dovendo districarsi tra divieti di trasferta, divieti di vendita per i biglietti che vertono sulla provenienza geografica dei supporter, tessere del tifoso da sottoscrivere per andare in trasferta, stadi ormai tramutati in veri e propri lager con gabbie e decine di controlli da dribblare prima di vedere una partita. Senza dimenticare i vergognosi e ridicoli divieti per innocui strumenti di tifo come megafoni e tamburi. Una prerogativa tutta italiana. È curioso constatare come all'estero ormai quasi tutti si rifacciano al modello di tifo italiano mentre da noi si cerchi ogni modo per eliminarlo. 
La violenza negli stadi è stata una vera e propria scusa per utilizzare i tifosi come cavie e gli stadi come laboratori dove testare le più disparate forme di repressione sociale. Perché dico ciò? Se davvero l'intenzione fosse quella di arginare scontri o tensioni non si vieterebbero gli strumenti che ho accennato sopra, oggetti che hanno sempre fatto divertire la gente, ma si proverebbe a intentare un percorso di crescita (anche culturale) per salvaguardare tutto il retaggio culturale che il tifo si porta dietro in Italia. Invece ogni legislazione che si è avvicendata negli ultimi anni ha creato sempre più balzelli per impedire ai tifosi di vivere liberamente la propria passione. Infine il tutto è condito da quello strumento che è ormai divenuto la panacea di tutti i mali: il D.a.Spo. (Divieto di Accesso alle Manifestazioni Sportive), una sanzione amministrativa comminata dagli organi di polizia anziché - come avviene per esempio in Inghilterra - da un giudice dopo un processo. Praticamente in Italia il tifoso che si presume abbia compiuto un reato da stadio viene incolpato e poi condannato dallo stesso organo. Senza diritto ad una difesa. Spesso accade che i processi penali che viaggiano parallelamente al Daspo risultino per scagionare l'imputato. Ma, siccome un processo dura molti anni, spesso, al momento dell'assoluzione, il tifoso ha già scontato il suo Daspo. E attenzione, si noti bene che malgrado questo sia un procedimento amministrativo, risulta spesso per inficiare la vita di tutti i giorni. Dal concorso pubblico alla richiesta per fare lo scrutatore ai seggi elettorali. 
Potremmo continuare davvero fino all'infinito, ma rischieremmo di tediare i vostri lettori. Una soluzione? Sicuramente c'è da rivedere per intero il rapporto tra tifosi, organi di polizia e istituzioni. È indubbio che nel passato anche le curve si siano macchiate di episodi deprecabili, ma non è certo con i divieti e gli autoritarismi che se ne può venire a capo. Gli stadi restano luoghi di aggregazione che tutti dovrebbero avere il diritto di vivere in maniera meno opprimente. Anche perché non si sono mai chiuse le autostrade o le discoteche in seguito a incidenti e risse. Semmai si cerca sempre di intraprendere un percorso che attraverso l'istruzione e la cultura porti ad evitare naturalmente determinate situazioni.
Se poi parliamo di calcio giocato, beh che dire? In questi ultimi 20 anni abbiamo assistito al vero e proprio sgretolamento di quello che a parere di molti era il calcio più bello d'Europa. Le televisioni hanno certamente giocato un ruolo da leone, trasformando la Serie A in uno spezzatino e distribuendo i proventi nella materia meno omogenea possibile; dando così il là a una rapida crescita del divaria tra grandi club e piccoli club. I continui scandali per il calcioscommesse e Calciopoli hanno giocato un altro ruolo fondamentale per la disaffezione dei tifosi, assieme al vertiginoso prezzo dei biglietti per stadi che ormai non sono più all'altezza e spesso risalgono a 50-60 anni fa. Senza parlare di quelli costruiti per Italia '90: delle vere e proprie catapecchie con cui un po' tutti hanno mangiato a non finire. 
Mi chiedo come si faccia ancora ad appassionarsi per una Serie A dove ogni anno a gennaio si sa già chi vince e chi retrocede e fino a maggio si avvicendano partite dagli strani risultati con squadre che non hanno più nulla da chiedere al torneo? C'è bisogno di una vera e propria rifondazione. Non sono sostenibili campionati a 20 squadre (la A) o a 22 (la B). L'aspetto tecnico è in caduta libera e la gente se ne accorge. 
In questo marasma di parole dire che i tifosi organizzati - sempre più maltrattati e discriminati - vengono spesso additati come il principale male del calcio da un certo tipo di stampa. La cosa farebbe alquanto ridere se non ci fosse da piangere.

Juventus-Barcellona. Cosa ne pensi?
La Juventus ha dimostrato di essere l'unica squadra italiana in grado di battagliare con le grandi d'Europa. Una potenza economica e sportiva che attualmente sembra irraggiungibile. Questo penso sia riconducibile alla grande programmazione del club bianconero. Una crescita graduale, iniziata con il ritorno in Serie A dopo Calciopoli. Ora come ora, la Juventus, può ambire con certezza alla finale di Champions League. Posto che la nostra testata non si occupa propriamente di calcio giocato, questo rimane sotto gli occhi di tutti.

Che cosa distingue il nostro campionato di calcio dagli altri grandi campionati europei?
Purtroppo credo che attualmente il nostro campionato - rispetto alla maggior parte di quelli europei - si distingua in peggio. Come detto, la lotta al vertice è praticamente nulla e in zona salvezza sempre più finiscono per tornare in B le squadre promosse l'anno precedente. In altri tornei spesso la lotta al titolo e alla permanenza in massima categoria sono serrate fino alle ultime giornata. Ma del resto è sufficiente guardare i nomi che circolano sui campi di Serie A. Un tempo gente come Hubner, Maniero, Doni o Luiso erano considerati normali bomber di provincia. Oggi probabilmente sarebbero cannonieri inafferrabili. 

Quali sono, secondo te, i migliori giocatori di questo campionato?
Higuain ha consentito alla Juve di avere un importante punto di riferimento in avanti mentre Dzeko si è finalmente sbloccato dimostrando tutto il suo valore. Immobile è senza dubbio l'acquisto più azzeccato dell'estate e la rosa dell'Atalanta quella più sorprendente.

A cura di Roberta Consorti
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