Settore Inter: "Il blog dell'interismo moderno"

Mercoledì 11 Aprile 2018, pubblicata da Martina Carella
Immagine Settore Inter:

Dietro Le Quinte ha il piacere di presentare l'intervista a Roberto Torti, direttore responsabile di Settore Inter, il blog dell'interismo moderno. Con lui abbiamo parlato di come è nato e gestito il suo blog e della stagione altalenante dell'Inter di Luciano Spalletti, in corsa per un posto Champions. Abbiamo poi concluso l'intervista con un pronostico di Serie A sul derby capitolino tra Lazio e Roma. Buona lettura.

Buongiorno, come e quando nasce il blog Settore Inter?
Nasce nel 2003 come blog tradizionale, cioè come andava di moda all’epoca (sembra di parlare di decenni fa, ma i social ancora non c’erano e, appunto, avrebbero cambiato tutto di lì a poco). Oltre che di calcio e di sport, che sono le mie grandi passioni, agli inizi parlavo abbondantemente del più e del meno. Ma già quando si era trattato di scegliere il nome – Settore4c fila72 posto35 – avevo scelto il mio biglietto di tribuna Montemario dell’infausta Lazio-Inter del 5 maggio 2002: la ferita era ancora fresca… Insomma, l’intonazione era calcistica e l’Inter si è presa in fretta quasi tutto lo spazio: ho aggiunto il sottotitolo “Sito non ufficiale dell’interismo moderno” un po’ per scimmiottare i siti “veri” ma anche per dare l’idea precisa della mia linea editoriale, chiamiamola così: erano gli anni del pianginismo interista e degli interisti tanto simpatici perché perdevano sempre. Ecco, due cose che ho sempre rifiutato.

Come nasce invece la sua passione per il calcio?
Intanto sono interista per ragioni familiari: il ramo materno – mamma e zii - mi ha subito indirizzato verso la retta via. Del calcio e dell’Inter mi sono innamorato da bambino e non ho più smesso. Con il blog, un’avventura nata assolutamente per caso, ho poi scoperto un modo nuovo per assecondare questa passione: scriverne, appunto. Nella vita faccio il giornalista ma di sport mi sono occupato molto poco. Mi sono sfogato diventando Settore, un’identità che ho mantenuto segretissima per alcuni anni e una vita assolutamente parallela e distinta da quella professionale. Nei primordi mi ero finto casellante, c’è qualcuno che ancora pensa che lo sia davvero.

Chi lavora in Settore Inter?
Ci ho sempre scritto solo io. L’amico David si occupa degli inghippi tecnici.

Quali sono fra le tante che Settore Inter offre, le notizie preferite dai lettori? Perché?
Come dicevo, ho offerto fin da subito ai miei lettori una chiave un po’ diversa rispetta ai media tradizionali. Non sono un tecnico, non riesco ad appassionarmi a cose del tipo “nel secondo tempo il giocatore X si è spostato di 5 metri sulla sua sinistra e il centrocampo ne ha guadagnato per equilibrio”. Sono essenzialmente un tifoso a cui piace scrivere e comunicare, quindi privilegio il cuore e la pancia. Vivo di emozioni, di gesti estemporanei, di bizzarrie, di particolari. Mi piace lasciare spazio all’ironia, trovare il lato divertente, sdrammatizzare anche quando il 90 per cento dei tifosi non lo farebbe. Il calcio è una cosa seria, ma mi fermo prima che lo diventi troppo.

La buona prestazione dell'Inter non è bastata a superare il Torino di Walter Mazzarri. Secondo lei, su cosa deve lavorare mister Spalletti per migliorare la squadra?
Con Milan e Torino abbiamo fatto un punto e segnato zero gol, ma abbiamo attaccato, sudato, pressato, tirato, preso pali… Insomma, se ripenso alle nostre partite di due mesi fa cosa posso mai rimproverare ai ragazzi? Spero che la fortuna torni un po’ ad assisterci, la ruota deve girare, sennò è accanimento. A Spalletti chiederei un sforzo più da psicologo che non da allenatore: deve tenere la squadra sotto pressione e al tempo stesso serena, per evitare che si deprima proprio ora che si decide tutto. Se fai 15 tiri e batti 16 corner a partita, non può finire sempre come a Torino.

Con gli occhi rivolti al futuro, riusciranno i nerazzurri a conquistare il quarto posto in classifica?
Ne hanno tranquillamente i mezzi e le possibilità matematiche. Il calendario di Serie A è ancora lungo; certo, non bisogna più sprecare nulla. Ma anche i competitor sono sulla nostra stessa barca. Quest’anno il campionato è molto più incerto a tutti i livelli, partite inutili non ce ne sono, partite facili men che meno. Vietato distrarsi.

Vogliamo concludere con un pronostico. Ci avviciniamo al prestigiosissimo derby capitolino tra Lazio e Roma: come terminerà il match?
La partita mi interessa solo in funzione Inter, ovviamente. Penso quindi che tiferò per un pari, anche se sarà una partita molto ostica, con gli aquilotti di Inzaghi favoriti dalle quote di Serie A. Complimenti alla Roma per la super impresa, faccio il tifo perché entrambe vadano avanti in Europa e si distraggano un po' in campionato. In prospettiva non chiedo mica la luna: solo che una delle due finisca dietro di noi, no?

A cura di Giulio Ninni

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