Presidenziali Usa 16: guida alle elezioni, dai grandi elettori agli swing states

Martedì 8 Novembre 2016, pubblicata da marcoperrone85
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Siamo in pieno #ElectionDay negli Stati Uniti. Quando da noi in Italia erano le ore 12 si sono aperte le urne in alcuni stati della costa atlantica e poi a seguire si è iniziato a votare in tutti gli altri stati degli Usa compresa California, Alaska e le lontane Isola Hawaai. Come leggerete più in basso nel nostro paragrafo dedicato al sistema elettorale americano, ci sono alcuni stati che offrono maggiori posti nel Congresso americano rispetto ad altri visto che il sistema elettorale che vige in America è un maggioritario assoluto e cioè vale la regola che il voto in più ti consente di prende tutti i seggi di quello stato. Per capire meglio vi facciamo un esempio evidente: vincere in California significa guadagnare 55 seggi (un quinto del necessario per vincere le presidenziali) mentre la conquista dell'Idaho porta solo 4 grandi elettori.

Elezioni Stati Uniti 2016: cosa sono e quali sono gli swing states?


Uno dei termini più conosciuti nella terminologia politica americana è quello dello swing state cioè dello stato "ballerino" dove c'è un alto numero di indecisi e la contesa elettorale è tutta in bilico. Negli Usa esistono tradizionalmente numerosi stati conservatori o democratici dove l'esito del voto è praticamente già deciso prima della campagna elettorale per tradizione. Ad esempio, è il caso degli stati desertici come Texas e Nevada o come quelli del nord-ovest come Montana, Idaho e North Dakota, tutti a tinte repubblicane. Al contrario, tutti gli stati della West Coast voteranno a maggioranza per i democratici. Ma ci sono almeno una decina di stati dove la differenza è minima in base agli ultimi sondaggi e per questo sono definiti swing states. Nella tabella in basso evidenziamo gli 11 swing states dove la contesa è ancora molto aperta e per alcuni di questi vi indicheremo le quote Eurobet
per scommettere su quale sarà il partito che si aggiudicherà i seggi in quel singolo stato. Tra gli swing states troviamo, ad esempio, due stati molto importanti come Florida (ben 29 grandi elettori) e l'Ohio che vale 18 grandi elettori. Una curiosità sull'Ohio: da oltre 50 anni nelle elezioni presidenziali americane vale la regola secondo cui il candidato che vince in Ohio diventa poi presidente degli Stati Uniti. Probabilmente quest'anno sarà il magnate repubblicano a vincere nello stato del nord-est degli Usa ma, secondo le quote di Snai sulle elezioni americane, Trump ha pochissime possibilità di diventare presidente degli Stati Uniti d'America. Ecco ora la tabella con gli swing states.

Stati in bilico
Differenza percentuale Clinton-Trump
Quote Eurobet
Ohio (19)
Trump +1,9%Trump @ 1.40 - Clinton 2.72 - Altro @ 51
Nevada (6)
Clinton +2,1%Clinton @ 1.20 - Trump 4 - Altro @ 51
Arizona (11)Trump +2,2%Trump @ 1.25 - Clinton 3.55 - Altro @ 51
Florida (29)
Clinton +2,2%Clinton @ 1.35 - Trump 2.95 - Altro @ 51
North Carolina (15)
Clinton +2,3%Clinton @ 1.85 - Trump 1.85 - Altro @ 51
Michigan (16)
Clinton +2,4%-
Georgia (16)
Trump +2,9%
-
New Hampshire (4)
Clinton +3,1%Clinton @ 1.30 - Trump 3.20 - Altro @ 51
Iowa (6)
Trump +3,5%
Trump @ 1.20 - Clinton 4 - Altro @ 51
Pennsylvania (20)
Clinton +4,1%-
Wysconsin (10)
Clinton +4,1%
-

Fonte dati: Huff Post Api per New York Times


Come funziona il sistema elettorale americano?

A differenza di quanto accade da noi in Italia in cui non c'è una ripartizione per regione, negli Stati Uniti la ripartizione popolare è limitata all'interno del singolo stato. Ogni stato ha un numero di grandi elettori che poi selezioneranno il presidente da eleggere in base alle indicazioni del voto popolare. Ad esempio, il Texas vale 34 grandi elettori e colui che vince in questo stato vince tutto il pacchetto degli elettori che, dunque, non vengono distribuiti su base proporzionale in ogni stato. Pertanto può capitare che nel computo complessivo dei voti in tutti gli Stati possa essere avanti un candidato mentre la gara alla conquista dei grandi elettori (che vale l'elezione a presidente degli Stati Uniti) potrebbe averla vinta un altro concorrente.
Come è possibile che chi vince il voto popolare può non vincere le elezioni presidenziali negli Stati Uniti?
Proviamo a spiegarvelo con un esempio molto pratico: ipotizziamo che si debba eleggere il presidente di una nazione che ha al suo interno tre stati: A, B, C, D ed E. Gli stati A, C ed E hanno una popolazione di 3 milioni di abitanti e valgono ognuno 3 grandi elettori; lo stato B è popolato da 7 milioni di abitanti e vale 7 grandi elettori mentre lo Stato E è popolato da 4 milioni di abitanti e vale 4 grandi elettori. Il candidato alpha vince negli stati A, C ed E conquistando complessivamente 9 grandi elettori (e il consenso totale di oltre 10,5 milioni di persone) mentre il suo rivale vince negli altri stati conquistandone 11 e vincendo nello stato A per un solo decimo di punto (con un totale di 9,5 milioni di consensi complessivi nei cinque stati).
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