Overtime Storie a spicchi: Aneddoti e curiosità sul mondo del basket

Martedì 29 Marzo 2016, pubblicata da Martina Carella
vertime Storie di Palla a spicch
Roma - La rubrica Dietro le Quinte è oggi con Luca Mazzella, ideatore di Overtime - Storie a Spicchi, dove ogni giorno racconta a tutti i suoi lettori storie, aneddoti e curiosità sul mondo del basket con particolare attenzione alla NBA. Con lui un'interessante chiacchierata sul suo progetto e sull'attualità cestistica in USA.

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Buongiorno Luca, parliamo subito di Overtime - Storie a spicchi, come nasce questo bellissimo progetto?
Ciao e grazie innanzitutto. Overtime nasce come angolo di passione di un quasi avvocato di 27 anni che dopo una decina di anni passati a giocare a basket ha voluto lasciare in qualche modo aperto un contatto con lo sport più bello del mondo. La pagina nacque come modo per condividere gli articoli che scrivevo e continuo a scrivere per alcune testate on-line, ma il seguito accumulato nei mesi mi ha spinto sia a cambiarle nome che a separarla dalla mia collaborazione con i siti.

Sulla pagina ci sono racconti, storie ed aneddoti tutte molto particolareggiate e appassionanti. Quanto ci metti per redigerne una? Hai pensato ad una raccolta per tutti i tuoi fans?
Sulla raccolta ti confesso che, in molti, mi hanno fatto la stessa domanda. Avevo pensato ad un libro, ma è un mondo particolarmente nuovo per me, nato come passione e che tale rimarrà. Comunque, mai dire mai. I tempi non sono mai lunghissimi, ho un'ottima attitudine alla scrittura, curo molto il lessico e la sintassi e credo di essere apprezzato anche per questo. Di solito 20-25 minuti sono sufficienti a reperire informazioni per una storia, più un'altra manciata di minuti per curarne al meglio l'ortografia.

Storie belle, interessanti ma la forza della tua pagina è anche una grande continuità. Programmi nell'arco della giornata i vari post sulla pagina o li redigi a braccio?
Di solito a braccio redigo i post mattutini, quelli post-partite, per evidenziare prestazioni di rilievo. Tendo a curare un po' tutte le franchigie e tutti i giocatori di maggior seguito, senza focalizzarmi su uno in particolare. Certo, se ti trovi nella stagione da record di Curry e Warriors e con questi Spurs e questo Westbrook (ma potrei nominarne tanti altri), diventa difficile non ritagliare uno spazio fisso a certi fenomeni.

Domanda facile ma difficile allo stesso tempo: il tuo giocatore preferito ed un aneddoto per i nostri lettori su di lui.
Facile, Michael Jordan. So di essere banale ma per quello che ha rappresentato per questo sport non riesco a dirne un altro. Degli aneddoti me ne viene uno in mente per evidenziare il tipo di mentalità che ha e che secondo me lo pone ancora oggi ad un livello troppo più alto di competitività e fame di vincere rispetto al 99% degli atleti passati in NBA dai suoi tempi ad oggi: poco tempo fa, nel 2003, Michael si mise in testa di perdere peso e tornare alla forma fisica di quando giocava e dominava. Lo fece per tornare a giocare? Non credo. Lo fece perchè anche a 50 anni suonati hai bisogno di sfide costanti per saziare la tua fame da agonista? Forse si...fatto sta che trascorse 2 ore in palestra ogni mattina per settimane, facendosi seguire da un nutrizionista e da uno staff di preparatori. Dalle 261 libbre che era riuscì ad arrivare a 245 in 9 giorni, circa 7 chili in meno. Non so come andò a finire onestamente, ma ricordo con piacere questa mini-storia che inquadra perfettamente l'uomo-Jordan.

Passiamo un pò all'attualità, Stephen Curry fenomeno vero ma sappiamo tutti che è esploso del tutto a 25 anni compiuto, come hanno fatto a non scoprirlo immediatamente, infortuni a parte? E' il sistema creato dai Warriors che lo eleva o farebbe "sfracelli" ovunque?
Curry fa cose straordinarie da quando ha messo piede in questa Lega. Già Buffa e Tranquillo misero gli occhi su di lui da rookie. Si è rinforzato fisicamente negli anni registrando qualche vecchia debolezza che aveva alle caviglie, lavorando al contempo per migliorare il suo ball-handling e il suo raggio di tiro. Con Kerr è stato amore vero, ma non dimentico il supporting cast perfetto di cui dispone. Klay, Green, Iguodala, Bogut, Barnes, Barbosa, Ezeli. Tutti danno un corposo contributo e i Warriors, quando Curry è appena al 60%, non perdono praticamente mai. Quando invece gira al 100% non sono nemmeno giocabili. Però poi ho negli occhi la partita svogliata contro i Lakers (colpa di GS) o la pressione difensiva degli Spurs di qualche sera fa che li ha mandati letteralmente in tilt, e penso che l'antidoto c'è. Credo che anche fuori dalla Baia Steph sarebbe un giocatore straordinario, ma impacchettare un sistema che gli calzi a pennello non è semplice se non hai i medesimi giocatori con le medesime caratteristiche di questi Warriors. Di certo oggi è nel meglio dell'età, della maturità tecnica e tattica, della convinzione e autostima, ed è in una fase particolare in cui volente o nolente ogni squadra sta cercando di snaturare il suo gioco per tendere a quello di Golden State, Il punto è che mentre gli altri ci provano loro vincono.

La prossima free agency vedrà un aumento del tetto salariale per tutte le squadre, dove finirà Durant? Quale team ha lavorato bene nel passato per farsi trovare pronto a questo imperdibile appuntamento?

Durant potrebbe restare a Oklahoma con una buona cavalcata ai POs, potrebbe farsi attirare dalla possibilità di raccogliere l'eredità di Kobe a LA o ascoltare il suo cuore e andare ai Wizards. Nelle ultime settimane ho letto anche di Warriors e Spurs, ma non le vedo così percorribili. Nei primi mi sembra inverosimile sacrificare 2 pezzi grossi (sia cedendoli che relegandoli a cambi praticamente) in una squadra che da 2 anni quasi gira alla perfezione. Nei secondi Leonard mi sembra troppo vicino come posizione in campo, a meno che sempre nell'ottica di tendere alla small-ball il buon Pop non decida di schierare KD da 4. Squadre che si sono mosse bene ce ne sono, ma su tutte io dico Boston. I veri outsider nella corsa a KD potrebbero essere loro. Stevens ha fatto un lavoro eccezionale trasmettendo mentalità vincente a un gruppo con meno talento di tanti altri ma con un grande cuore e una grande organizzazione di gioco. Durant sarebbe la ciliegina sulla torta, ma il margine salariale di cui dispongono i Celtics non esclude un doppio colpo.

Concludiamo con un pronostico sul vincitore del titolo NBA
, Warriors anche quest'anno? Chi tra Spurs e Cavaliers può veramente rappresentare una reale minaccia?

Verosimilmente uscirà da queste 3, difficile pronosticare qualcosa di diverso. Gli accoppiamenti a Ovest potrebbero rendere la vita più complicata o meno complicata a Warriors o Spurs, visto che ci sono squadre pericolose come Clippers e Thunder e altre che, francamente, non credo possano opporre troppa resistenza a due sistemi così rodati. Il tutto Lebron permettendo...
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