MTBTech: quando la mountain bike è una vera passione

Sabato 15 Ottobre 2016, pubblicata da Martina Carella
ntervista Matteo Pedrech intervista Mtbtec
Roma - Dietro le Quinte oggi vi presenta Matteo Pedrech, responsabile del sito mtbtech.it. Il portale dedicato alla mountain bike e non solo, permette ai lettori di conoscere tutte le peculiarità di questo sport e apprezzare tutte le informazioni utili agli appassionati per i percorsi da poter affrontare. Matteo ci spiegherà come è nata la sua passione, come è stato sviluppato il sito e le informazioni che offre. Buona lettura.
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Buongiorno direttore, grazie per aver accettato l'intervista. Quando è stato creato il sito "MTBTech"? Chi ha avuto l'idea?

Buongiorno, il sito mtbtech.it è stato creato nell'inverno tra il 2014 ed il 2015, precisamente il giorno in cui è andato online è stato l'11 gennaio 2015. L'idea era nata da me già nella primavera del 2014, quando assieme a Marco, che ora è responsabile sviluppo presso un'importantissima azienda di settore, abbiamo provato a ragionare riguardo un futuro lavorativo nel mondo della mountain bike. Se inizialmente l'intenzione era di creare un portale per organizzare tour, corsi ed escursioni, ci siamo spostati poi verso qualcosa di più simile a quello che è ora MTBTech. Tutto ciò è accaduto sia per alcuni mutamenti avvenuti con il tempo, sia perché io avevo accumulato esperienza anche grazie ad altre collaborazioni presso importanti riviste italiane del settore.

Da cosa nasce la sua passione per la mountain bike?
Tutto è nato grazie anche alla passione che mi ha trasmesso mio padre, pur essendo sempre stato lui uno "stradista". Già a sei - sette anni la mia passione era chiara agli occhi di tutti, avevo una bicicletta bianca con il nastro rosa del Giro d'Italia sul manubrio!Poi, dopo un periodo in cui ho praticato altri sport, a dodici anni mi iscrissi alla prima squadra di mountain bike, correva l'anno 2001. Il primo anno vinsi la gara sociale, risultato sorprendente, l'allenatore Remo Zandonà mi vide e da allora si occupò di farmi crescere sportivamente e non solo.Gli anni successivi furono un susseguirsi di piazzamenti a livello nazionale e vittorie nelle specialità CrossCountry (XCO) nel periodo estivo, e CicloCross in quello invernale, fino al compimento dei diciotto anni quando, per motivi di studio, dovetti abbandonare l'attività agonistica.
Già quasi ventenne e senza la pressione della vita da agonista, decisi di provare altre specialità della mountain bike tra cui il freeride inizialmente, per poi passare al downhill e ancora più tardi all’enduro fino ad oggi.
Ora mi sento di essere un biker tecnicamente completo per quanto riguarda le specialità della mountain bike, per questo motivo tra le varie attività organizzo corsi di guida, sono maestro FCI. È soprattutto grazie alla forte passione che riesco a rimanere sempre aggiornato.

Il suo sito tratta di mountain bike in tutte le sue forme, è un portale completo e soprattutto sempre aggiornato per fornire ai lettori molte informazioni utili. Come riuscite a gestire il tutto? La cura del sito richiede molto tempo?
Certamente, molto tempo e molte energie. Per avere un sito completo e aggiornato quotidianamente è necessario molto tempo sia per reperire le informazioni, sia per elaborarle e renderle trasmissibili ai fruitori finali, cioè i lettori. Sappiamo benissimo tutti quanto importante sia la fotografia nella comunicazione, ma non possiamo fare a meno delle parole o dei video, per questo il nostro aggiornamento non deve essere costante solamente verso il mondo della mountain bike, ma anche verso tutti i mondi paralleli che entrano in relazione tra di loro in una struttura importante come Mtbtech. La completezza è data dalla voglia di trasmettere la passione che abbiamo noi dentro, ognuno vive la mountain bike nel proprio modo e per noi è un piacere esprimerci attraverso le competenze ed emozioni più personali.  Molto spesso richiede sacrifici, nei periodi di picco si lavora fino a notte fonda o si fanno centinaia di chilometri in auto per partecipare ad un evento, fa parte del gioco e noi siamo qui per giocare!

Lo staff di Mtbtech è costituito da persone giovani con interessi differenti, ma in comune la passione per la mountain bike. È stimolante lavorare insieme?
La diversità che c’è tra noi è fondamentale, è vitale, serve per renderci unici. Mtbtech è un sito ma ha molte sfaccettature che una persona non riuscirebbe a gestire autonomamente. Il lavoro di gruppo è fondamentale per migliorare correggendo gli altri e facendosi correggere, nascono nuove idee prodotte da ragionamenti fatti in collettività, oltre ad avere una visione molto più ampia delle cose e delle situazioni. Questi stimoli coinvolgono ancor di più i protagonisti e incentivano il proseguo delle attività.

Da quanto può constatare, il numero di appassionati di questo sport è aumentato nel corso del tempo, oppure rimane uno sport di nicchia?
Come raccontavo all'inizio, quindici anni fa iniziava la mia carriera di biker e all'epoca esistevano due o forse tre tipologie di mountain bike: le cross country, quelle da downhill e iniziavano le prime biammortizzate. Ora di tipologie ce ne sono almeno tre volte tante: crosscountry, trailbike, allmountain, enduro, downhill, fatbike ecc, senza contare le sfumature all'interno delle varie categorie! Questa evoluzione e specializzazione è stata generata dall'aumentare di richieste da parte del pubblico, molti appassionati si sono avvicinati a questo sport e la crescita sta continuando inesorabile tuttora. Ne sono a dimostrazione le continue modifiche tecniche che i produttori propongono, oltre a i dati che rileviamo noi attraverso i corsi di guida.

Fare mountain bike comporta anche passare molto tempo a contatto con la natura, questo ha modificato il suo personale rapporto con la natura? Crede che possa essere un buon modo per tornare ad apprezzare le "piccole" cose?
Il lato poetico della mountain bike è proprio questo, riscoprire la natura come luogo dove l’uomo vive, dimenticando i problemi lavorativi, dimenticando per un attimo televisioni e computer e rilassando la mente attraverso uno sport liberatorio. La cosa che secondo me più di tutte mi fa apprezzare la bici da fuoristrada è la continua scoperta della natura. Vi porto un esempio, c’è un sentiero vicino a casa immerso nei Colli Asolani, che utilizzo tra i tanti motivi per alcuni test di materiali, ebbene quel sentiero di circa 10 km lo percorro da quando ho 12 anni e ormai conosco a memoria ogni singolo metro, ma non c’è stata una volta che non sono rimasto sbalordito nel vederlo mutato rispetto alla volta precedente. Le stagioni, le piante che crescono, il terreno che cambia, tutti dettagli che rendono una semplice escursione una riscoperta della natura e dell’uomo.

In conclusione, può segnalare ai nostri lettori eventi in programma ai quali può partecipare anche chi ha meno esperienza in bici?
L’evento più importante è senza dubbio seguire noi, in Mtbtech. I lettori possono trovare consigli e soluzioni ai loro dubbi e, se non trovano la risposta alla loro domanda, possono contattarci per email o tramite i profili social! La stagione dei corsi di guida sta volgendo al termine per motivi climatici e questo ci permette di lavorare per pianificare un 2017 ancora più ricco di novità!

Intervista a cura di Selin Maddonni
 
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