MotorSport Italia: tutto sulle due e quattro ruote

Sabato 14 Gennaio 2017, pubblicata da Martina Carella
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Roma - Dietro le Quinte ha il piacere di intervistare Marco Colletta, amministratore del sito MotorSport Italia. Il progetto, dedicato al mondo dei motori, offre ai propri lettori notizie tanto delle categorie più apprezzate e seguite dal grande pubblico, tra cui si possono annoverare le regine MotoGp e Formula 1, quanto quelle considerate di nicchia, passando dal mondo del rally, al turismo, fino alla Dakar, argomento di stretta attualità ed evento che apre le danze dell'anno solare motoristico. Lo staff, nonostante la giovane formazione, è in rapida crescita, motivo per cui MotorSport Italia, per l'avvenire, è consigliato agli appassionati del Motorsport al fine di rimanere sempre aggiornati! Buona lettura.
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Buongiorno Marco, grazie per aver accettato l'intervista. Come e quando nasce MotorSport Italia?
Questo progetto è nato poco più di quattro anni fa, nell'ottobre 2012 per la precisione, da un'idea pressoché spontanea. Non ho passato mesi a pensare a eventuali programmi da seguire, semplicemente in pochi giorni ho deciso di unire le mie due passioni più grandi, ovvero la scrittura e i motori, in un unico spazio da condividere con i tifosi. Ho pubblicato un annuncio per vedere chi fosse disposto, insieme a me, a lanciarsi nel vuoto in questa nuova esperienza e ho subito trovato tre persone, Giuseppe, Roberto ed Andrea, disposte ad accettare la sfida. Il risultato è visibile ancora oggi. Noi quattro, così come tutto il gruppo, continuiamo a scrivere su MotorSport Italia per pura passione, niente di più. Siamo partiti dall'informazione legata alle categorie più importanti fino ad arrivare ad occuparci anche di quei campionati di nicchia che forse in Italia sono poco seguiti e talvolta faticano a spiccare il volo.

Come è strutturato il vostro staff?
Al momento siamo in dieci, ma puntiamo anche ad espanderci. Come detto precedentemente siamo partiti in quattro e siamo ancora tutti qui, anche se a dirla tutta siamo in sei ad essere presenti da quattro anni. Gli altri sono arrivati nel corso di questa avventura. C’è chi non ha potuto continuare con noi per motivi legati allo studio o al lavoro, ma noi siamo pronti ad accogliere nuove forze all'interno della nostra famiglia.

Riguardo il reperimento delle notizie, quali sono le fonti che prediligete? Quali notizie, invece, sono le preferite dai lettori?
Sono tante le vie attraverso cui otteniamo le notizie. Per avere una panoramica di quel che accade nel mondo del motorsport non si può fare a meno di Twitter, grazie agli account di team, piloti e colleghi. Tra le fonti non mancano ovviamente i nostri informatori personali.

Che ne pensa della situazione del mondo dei motori in Italia, passando dai piloti, alle scuderie tanto quanto alle case produttrici?
La situazione motoristica italiana, al momento, non può essere ritenuta la migliore sul panorama mondiale, sia a livello di due che di quattro ruote, ma di sicuro non è nemmeno la peggiore. Se pensiamo alle auto mi viene in mente subito la Ferrari, la quale sta attraversando un periodo di alti e bassi, senza mai riuscire a raggiungere il picco, che manca da nove anni, con il titolo costruttori del 2008. Tra gli altri costruttori ci sono Lancia, FIAT e Alfa Romeo. Per le prime due si potrebbe ipotizzare un impegno nel WRC, ma è ora è solo utopia e bisogna accontentarsi della Panda che corre, più per sfida che per altro, nel Rally Dakar. Dell’Alfa invece se ne parla fin troppo. Produce bei modelli stradali, ma in quanto a motorsport non si sa quale debba essere il suo futuro. La scelta migliore sarebbe DTM o WTCC, ricordo che per ora è impegnata nel TCR, ma Marchionne la vorrebbe in F1, scelta a mio parere erratissima. Nel mondo delle moto invece si può sorridere grazie ad una Ducati che ogni anno diventa sempre più competitiva e che quest’anno, con Jorge Lorenzo, potrebbe puntare in alto. La questione piloti è un’altra nota dolente. Se da un lato il mondo a due ruote pullula di rider competitivi che possono continuare a farci emozionare in futuro, sulle quattro ruote non si può dire altrettanto, ma non per demeriti dei piloti, bensì per la difficoltà con cui si riesce a raggiungere la vetta.

Sul mondo delle due ruote, crede ci sia un dislivello di audience, ed anche economico, tra MotoGp e Superbike? Quali politiche attuerebbe per poter incrementare l'importanza di entrambi i campionati?
Il dislivello c’è e non si può nascondere con la MotoGP in netto vantaggio rispetto alla Superbike. Bisogna dire che sono anche due mondi diversi con le prime che sono moto realizzate ad hoc per la pista, mentre le altre sono derivate di serie e quindi con un po’ meno animo corsaiolo. I pro della MotoGP che mancano alla SBK sono di sicuro i tanti grandi nomi presenti in griglia e la maggiore copertura mediatica. Non è da meno la storia che, per la prima, vede quasi 70 stagioni, mentre la seconda è ancora a 30. Per cercare di avvicinare la Superbike alla vetta bisognerebbe prima di tutto avere un regolamento stabile e con meno idee stravaganti e quindi un maggiore coinvolgimento e informazione a riguardo da parte di organizzatori e addetti ai lavori.

Valentino Rossi, inevitabilmente, è alle battute finali della sua carriera. Chi crede potrà essere un degno erede tra i giovani italiani? E tra i piloti in generale?
Riuscire a trovare un fenomeno come Valentino Rossi sarà molto dura. Di piloti del suo talento ne nascono pochi, prima di lui c’è stato Giacomo Agostini che, nonostante la carriera di Rossi, rimane ancora il migliore. Di certo di giovani piloti talentuosi non ne sentiamo la mancanza. Di nomi potrei fartene diversi, ma secondo me i migliori in assoluto sono Enea Bastianini e Niccolò Bulega. Un gradino sotto metterei Francesco Bagnaia e Niccolò Antonelli. Sono molto bravi anche loro, ma gli manca pochissimo per riuscire a raggiungere il vertice insieme agli altri due colleghi. Tra i piloti in generale uno sta già mostrando di essere l’erede numero uno di Valentino e risponde al nome di Marc Marquez. A 23 anni ha già vinto cinque titoli, di cui tre in MotoGP. Se pensiamo che Rossi ne ha 37 ed è a quota 9 mondiali… Un altro potrebbe essere Maverick Vinales, che quest’anno darà del filo da torcere al pilota di Tavullia.

Vorrei chiudere con un pronostico: chi crede si aggiudicherà la prossima stagione di Motogp? E quella di Formula 1?
Un pronostico in questo periodo è un po’ come cercare un ago nel pagliaio. Ancora non si conoscono moto e vetture e le relative prestazioni, in Formula 1 soprattutto dato il cambio regolamentare che sconvolgerà questa stagione. Per la MotoGP ci sarà un sfida accesa tra Marquez, Vinales e Rossi, forse alla sua ultima occasione per raggiungere la doppia cifra. In F1, invece, Hamilton gioca come “campione in carica” dopo il ritiro di Rosberg e quindi è il favorito. Bisognerà tenere d’occhio la Red Bull e in particolare Verstappen, che potrebbe essere una sorpresa.

Intervista a cura di Andrea Di Ceglie
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