MLBItalia: quando il baseball scorre nelle vene

Lunedì 17 Ottobre 2016, pubblicata da Martina Carella
ntervista Andrea Andrian intervista MLBItali
Roma - Dietro le Quinte ha il piacere di presentarvi Andrea Andrian, responsabile del sito "MLBItalia". Da quattro anni il portale offre notizie sempre aggiornate sul baseball, permettendo ai lettori di conoscere ogni aspetto dello sport nazionale USA. Il direttore, inoltre, offre importanti spunti di riflessione sulla gestione del baseball in Italia e sul problema, sempre attuale, del doping. Buona lettura a tutti!
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Buongiorno Andrea, grazie per aver accettato l'intervista. Quando è stato aperto il sito "MLBItalia"?
Buongiorno a voi. MLBitalia è nato 4 anni fa, nel 2012, dopo una serie di piccoli progetti web sempre legati al mondo del baseball. In uno dei miei siti raccontavo, ogni mattina, le tre migliori partite della giornata precedente della stagione di Major League Baseball e aveva un grandissimo seguito. Da questo è nata l'idea di creare un portale completamente dedicato allo sport nazionale USA.

Come è nata la sua passione per il baseball? Lo ha sempre seguito?
Mio padre mi ha portato in campo da baseball alla tenera età di cinque anni. Non potevo ancora giocare nelle partite ufficiali o in campionato, quindi ho iniziato allenandomi e basta, partecipando saltuariamente a qualche amichevole o torneo. La sera, a casa, guardavo le partite di baseball rubando il segnale alla TV della base aerea USAF di Aviano, in bianco e nero e senza audio. E' stato un colpo di fulmine, amore a prima vista. Un amore eterno che non è mai sfumato.

In Italia lo sport predominante continua ad essere il calcio, ritiene che questo tolga spazio e visibilità ad altri sport?
Il calcio in Italia è e resterà sempre lo sport nazionale, che vive di vita propria. Non penso che la sua prepotente presenza, però, tolga visibilità agli sport minori. In ogni stato, in ogni paese, esiste lo sport nazionale, ma il fatto che sia il più seguito non significa che sia "ingombrante". Nel caso degli sport minori, sono le federazioni, le organizzazioni con le proprie errate gestioni a togliersi visibilità e spazio.

Anche i media nazionali tendono a trattare poco di alti sport considerati di nicchia, come fate voi a reperire tutte le informazioni? Il lavoro viene svolto sul campo?
Il nostro status di "volontari" ci permette un solo viaggio all'anno, chiaramente autofinanziato, verso gli Stati Uniti e, naturalmente, ci teniamo questa grande opportunità per la World Series, ovvero la finale nazionale dello sport che amiamo. Quindi, durante tutta la stagione, il campo dove reperiamo le notizie è semplicemente la rete: riguardiamo gli incontri, commentiamo, analizziamo le statistiche e cerchiamo di rendere fruibile la spettacolarità di questo sport a tutto il nostro pubblico.

Quali sono, tra le tante, le informazione preferite dai lettori di MLBItalia?
L'informazione in internet, come ama dire un mio collega, si può definire "mordi e fuggi". Offriamo ogni giorno delle analisi lunghe e complete, ma i video delle giocate più spettacolari rimangono sicuramente i preferiti dai nostri visitatori.

È da molto tempo che lei lavora sul web, negli anni ha notato cambiamenti nel numero di appassionati e seguaci di questo sport?
Più che un cambiamento nel numero degli appassionati, il progressivo aumentare della velocità delle connessioni internet ha portato l'utenza a spostarsi dal baseball italiano a quello statunitense, grazie alla possibilità di vedere le partite direttamente in streaming, i riassunti delle partite, i recap, eccetera. Il sito ufficiale della Major League Baseball offre una vasta gamma di informazioni, dalla più semplice alla più complessa. Questo è il tipo di lavoro al quale ci ispiriamo per creare un nuovo pool di appassionati del "batti e corri" in Italia. 

Perchè oltre alle realtà di Rimini e Nettuno il baseball in Italia non ha attecchito particolarmente?
C'è stato un tempo in cui il baseball ha vissuto il suo momento d'oro: gli stadi erano pieni, c'era un gran numero di società che sponsorizzava questo sport, insomma un tempo in cui si respirava baseball. Una errata gestione federale in molti campi però ha portato questo sport verso lo sfascio. Parlo di errori nella comunicazione e nel marketing, nella formazione dei campionati, nella normativa di base. Sono rimaste le grandi piazze storiche: Rimini, Nettuno, Bologna, San Marino. 

Qualche tempo fa la MLB è stata colpita dallo scandalo del doping. Cosa pensa a riguardo?
Il problema del doping è presente in ogni sport, nessuno escluso. Naturalmente, più uno sport è seguito e più l'utilizzo delle sostanze dopanti fa notizia. Personalmente penso che lo scandalo non sia stato gestito al meglio, soprattutto per quanto riguarda il caso Alex Rodriguez. Sostanzialmente, è valsa la regola "colpisci uno forte per impartire una lezione a tutti". Ma questa è solo la mia opinione.

Intervista a cura di Selin Maddonni

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