La rinascita del Parma: dal fallimento al ritorno tra i professionisti

Domenica 17 Aprile 2016, pubblicata da geilezeit
Immagine Il Parma vincitore della Coppa Uefa 1999 | il_parma_vincitore_della_coppa_uefa_1999.jpeg - 9768
Dal paradiso all'inferno e ritorno. A poco meno di un anno dal fallimento il Parma torna tra i professionisti e lo fa in grande Stile vincendo con 3 giornate d'anticipo il gruppo D della Serie D. La prossima stagione il club ducale parteciperà alla Lega Pro, un traguardo impensabile guardando a un anno fa quando sembrava che della società gloriosa non dovesse rimanere nulla. La neonata Società Sportiva Dilettantistica Parma Calcio 1913 si è aggrappata ai suoi simboli affidando la panchina a Luigi Apolloni, colonna della squadra che negli anni '90 ha dominato il panorama europeo. Anche il nuovo presidente, Nevio Scala, ha fatto una scelta di cuore dopo che venti anni fa conquistò da allenatore dei gialloblu una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea ed una Coppa Uefa.
Nel parco giocatori ovviamente c'è stato un ricambio quasi integrale rispetto all'ultima stagione in Serie A, un solo punto fermo è rimasto per indicare la strada ai giovani, il capitano Alessandro Lucarelli. Il centrale di difesa è in Emilia dal 2008 e la sua scelta ricorda quella che nel 2006 fecero Del Piero e Buffon, rimanendo alla Juventus nonostante la retrocessione d'ufficio in Serie B in seguito a Calciopoli. Nella stagione 2015-2016 comunque i ducali hanno fatto vedere un bel calcio e la promozione è solo l'ultimo tassello di una strategia societaria che ha visto i dirigenti puntare sul contenimento dei costi e sull'arrivo massiccio di giovani attratti dalla prospettiva di una risalita e dal fascino di una società "mitica" in cui sarebbe un onore militare per qualsiasi calciatore. Anche per questo le quote sulla Serie D hanno sempre visto i gialloblu favoriti.

Il fallimento - Bisogna ricordare come la caduta tra i dilettanti del Parma comincia nel 2014, il 18 maggio di quell'anno i ducali chiudono il torneo di Serie A al 6° posto, piazzamento utile per disputare il terzo turno preliminare dell'Europa League della stagione successiva. La qualificazione sul campo però viene vanificata dai conti: al club, non in regola con l'Irpef, viene negata la licenza Uefa. E' il primo step di una serie di mancanze e debiti che il club accumula nei mesi successivi. I primi a farne le spese sono dipendenti e giocatori della società, che non vengono pagati per mesi. Anche i diversi cambi di proprietà, culminati con il fallimento ufficiale il 19 marzo 2015, non servono a nulla, nessuno riesce o vuole risanare i conti con l'immissione di nuovi capitali. Oggi l'aria che si respira è diversa, i conti sono in ordine e le prospettive sono più che buone, con il palmares (come si evince dai risultati sportivi) ed il prestigio del Parma non si può che puntare in alto.
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