Juve, tanta classe poca rabbia: la rivoluzione riuscita a metà

Giovedì 22 Ottobre 2015, pubblicata da francesco mattei
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Qualitativamente e tecnicamente ineccepibile quanto compassata e inconcludente. La Juventus di inizio stagione alterna buone prestazioni ad altre, come quella di ieri contro il Borussia, decisamente al di sotto delle aspettative. Dalla società, dall'allenatore e dagli addetti ai lavori un solo coro: "E' normale avere difficoltà quando si affronta un cambio generazionale e si sostituiscono tanti elementi della rosa". Vero, ma dalla Juventus ci si attende sempre tutto e subito, giustamente aggiungiamo noi. Quello che la società e l'allenatore sembrano non avere chiaro è che la qualità, da sola, non basta. Il paradosso è che il tasso tecnico della squadra sembra addirittura maggiore rispetto all'anno scorso. Allora perchè si fatica così tanto? Perchè non si vincono partite che la passata stagione sarebbero terminate con 3 gol di scarto?
Molti individuano nella bassa età media della squadra la ragione principale. In realtà questa è una spiegazione parziale. Ciò che salta all'occhio quando si assiste a una gara dei bianconeri è la completa assenza di cattiveria sportiva. Bel gioco, bei fraseggi, dribbling e colpi di tacco a volontà ma poi si sbatte contro il modesto Borussia Monchengladbach rischiando di compromettere la qualificazione.

Non è un caso che il miglior reparto della squadra sia la difesa, rimasta per lo più immutata e che può contare sull'esperienza di Chiellini e Bonucci quanto sul carisma di Buffon e Barzagli. Tutto questo manca negli altri reparti, quelli che fanno più fatica. Pogba è il fantasma del fenomeno dell'anno scorso, non perchè sia improvvisamente diventato un "brocco" ma soltanto perchè non può spartire la grande pressione con gente come Vidal e Pirlo, autentici leader, seppure in modi diversi, della mediana bianconera 2014-15.

Discorso analogo quanto ancora più evidente per l'attacco. Dybala, Zaza, Morata e Mandzukic sono tutt'altro che "scarsi". Sono giustamente considerati come astri nascenti del calcio mondiale (Dyabal recentemente incoronato da Leo Messi come suo successore) o campioni in grado di cambiare le partite in ogni istante. Perchè non succede? Perchè non basta giocare bene quandi si ha la palla tra i piedi. Tevez era la rappresentazione terrestre della grinta abbinata alla tecnica. Mordeva le caviglie dell'avversario costringendolo all'errore, non mollava finchè non otteneva anche solo un fallo laterale a favore.

E' fantastico ascoltare mister Allegri nelle interviste post gara: "Non abbiamo giocato bene dal punto di vista tecnico,  abbiamo sbagliaato troppi passaggi. Tecnicamente dovevamo fare meglio". La parola che ritorna puntuale è "TECNICA". Mai una volta che l'allenatore livornese ponesse l'accento sul recupero della palla, sulla necessità di pressare l'avversario, sulla leadership o il carattere degli interpreti. Come se questi aspetti non contassero nel gioco del calcio.

Cara Juve, hai svecchiato la squadra riempendola di giocatori di qualità e classe. Peccato che nessuno li trascini. Cara Juve, la tua rivoluzione è riuscita solo a metà.
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