Il blog di Luca Pelosi: raccontare di sport con la passione del professionista

Giovedì 31 Agosto 2017, pubblicata da Martina Carella
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Dietro le Quinte ha il piacere di presentarvi l'intervista fatta a Luca Pelosi, direttore generale de "Il blog di Luca Pelosi". Abbiamo parlato con il direttore di sport in generale concentrando poi l'attenzione sull'atletica e sul Basket.
Buona lettura!

Ci parli del suo blog, da cosa nasce l'idea? Cosa lo differenzia dagli altri portali che trattano di notizie sportive?

L'idea nasce dalla voglia di dare sfogo alla mia passione per lo sport, che amo coltivare sotto ogni aspetto possibile. E' sia la mia professione sia il mio svago, per cui ci metto lo sport che pratico, quello che racconto per lavoro e articoli che posso fare anche se nessuno me li chiede. Come cerco di fare anche nei miei libri, spero che emerga sempre che lo sport, sia visto, sia praticato, sia raccontato, ha sempre delle implicazioni molto più importanti di ciò che sembra (almeno in Italia...) e merita quindi di essere approfondito. Non so se questo aspetto è sufficiente a differenziare il mio blog dagli altri, ma è ciò che spero di trasmettere a prescindere dalla disciplina o dall'atleta di cui parlo di volta in volta.

Il suo blog da spazio a molti sport. Crede che i mass media siano ancora troppo concentrati sul calcio o ha visto un cambiamento negli ultimi anni?
Sì, ho visto un cambiamento, ma non nel senso auspicabile. In Italia i media sono sempre più concentrati sul calcio, basta dare un'occhiata alla foliazione dei giornali sportivi, a come scorrono le notizie dei siti degli stessi giornali sportivi, ai tg sportivi. E' vero che, rispetto a un po' di tempo fa, chi vuole può vedere tutto, se vuole. Ma è solo un'apparente aumento di visibilità. Prendo ad esempio uno dei miei sport preferiti, il basket: tra tv e internet si può vedere praticamente qualsiasi campionato, di qualsiasi livello. Eppure, per aumentare la visibilità paradossalmente era meglio una partita a settimana su Raitre, ma vista da un pubblico dieci volte più ampio, che non l'offerta attuale che però a mio avviso non porta neanche una persona in più ad appassionarsi.

Cosa è per te lo sport? Come lo vivi, quali credi che siano i valori che trasmette?
Considero lo sport una delle più alte espressioni dell'uomo. Ha la capacità di trasmettere valori positivi anche nei suoi aspetti negativi, se li sappiamo leggere ovviamente. Ma l'aspetto più affascinante secondo me è un altro. Siamo tutti costantemente alle prese con una serie di sovrastrutture che ci mettiamo da soli o che ci vengono messe dalla società. Che ci condizionano, quasi sempre in negativo perché non ci fanno esprimere appieno noi stessi. Bè, lo sport prima o poi ti porta al punto in cui emerge per forza il vero te stesso. Con le tue vere qualità, i tuoi veri limiti. Come ti impegni, come reagisci alle avversità, come ti rapporti con compagni, avversari, cosa realmente vuoi, ecc... lo sport prima o poi ti dice chiaramente chi sei. Un po' come dopo una corsa, quando hai sempre un po' più chiari i pensieri che ti hanno attraversato la mente rispetto a come erano prima. Lo sport è rivelatore. Non è affatto poco.

C'è uno sport che preferisci praticare? È lo stesso che preferisci guardare?
Non esiste disciplina sportiva che non abbia visto, praticato o di cui non abbia scritto almeno una volta. E non mi voglio fermare. Però non voglio sottrarmi alla domanda: attualmente lo sport che preferisco praticare è la corsa e quello che preferisco guardare è il basket, anche se secondo me sta cambiando in peggio.

Quali sono stati gli eventi sportivi del 2017 che la hanno maggiormente emozionata?
L'addio al calcio di Totti, la vittoria di Federer agli Australian Open, i 5000 ai mondiali di Atletica vinti dall'etiope Edris.

Che commento da ai risultati negativi degli atleti italiani ai mondiali di atletica di Londra? Sono stati lo specchio di un movimento sportivo in difficoltà?
Sicuramente sì. Credo che l'atletica italiana debba trovare il modo di evitare che i talenti atletici che abbiamo vengano indirizzati verso altre discipline ed uscire da una dimensione ancora troppo artigianale per la preparazione degli atleti di alto livello.

Stanno per iniziare gli europei maschili di basket, dove può arrivare la nostra nazionale?
Non oltre i quarti di finale. A volte la nostra Nazionale ha fatto miracoli in situazioni di difficoltà, ma stavolta è veramente dura. Spero tanto di sbagliarmi.
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A cura di Mattia Clementoni
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