I fratelli minori dei calciatori

Martedì 27 Dicembre 2016, pubblicata da geilezeit
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Le porte del mondo del calcio sono difficili da varcare. Servono capacità sopra la media, estro ed un pizzico di fortuna per arrivare a giocare a certi livelli. Il passaggio dall'anonimato del dilettantismo alla soddisfazione del professionismo diventa poi più facile se in famiglia c'è qualcuno al quale madre natura ha fatto il dono del talento. Questo è il caso dei fratelli minori dei calciatori, minori non solo per quanto riguarda la carta d'identità ma anche per le caratteristiche tecniche in possesso, che 'sfruttano' il nome del fratello più bravo, che magari gioca in Serie A o altrove, per aprirsi le porte del calcio che conta. Non solo quindi i figli d'arte degli ex calciatori
ma anche i fratelli dei top player. Tanti sono stati anche i casi nei quali le società, al momento dell'acquisto di un giocatore di livello, accettavano di offrire un ingaggio anche al fratello più scarso nel tentativo di concludere la trattativa nel minor tempo possibile. Come successe ad esempio in quella che portò Kakà al Milan. Il club rossonero, infatti, offrì un contratto anche al fratellino Digao. Il ritiro dal calcio di quest'ultimo all'età di 28 anni è tutto dire...

Rimanendo per un attimo ancora a Milano, nel diciannovesimo turno della Serie A gli uomini di Montella, freschi di vittoria in Supercoppa, affronteranno il Cagliari a San Siro domenica 7 gennaio alle ore 18:00. Dopo l'ultimo successo conquistato contro la Juventus adesso il Milan vuole dare continuità ai suoi risultati ottenendo i tre punti anche nella prima partita del 2017. Prima di andare a vedere i fratelli minori più famosi nel calcio, ecco una brave panoramica con le quote sull'1X2 relative proprio a Milan-Cagliari:



I fratelli "minori" dei top player


Kakà e Digao

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Il primo una stella, il secondo una meteora. Con un colpo di genio il procuratore di Kakà fece accettare al Milan anche l'ingaggio del fratello più piccolo, con una clausola nella trattativa che poi portò kakà a vestire la maglia rossonera. Per Digao ci fu subito il prestito al Rimini dove collezionò 23 presenze in due anni di B, poi tornò al Milan ed esordi contro la Lazio in Serie A, in quella che rimane l'unica presenza con la maglia del Milan. Venne poi girato nuovamente in  prestito tra Standard Liegi, Lecce, Crotone e al Panafiel, squadra di Serie B portoghese: queste esperienze gli valsero però solo 14 presenze totali. Finito ai New York Red Bulls nel 2012, rescisse il contratto un anno dopo senza mai scendere in campo.

Mario ed Enoch Barwuah

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Quando Mario è andato al Manchester City Enoch è finito allo Stoke City, debuttando anche con la squadra riserve. Tanti i provini fatti negli ultimi anni da Enoch che per il momento gioca in Serie D nel Foligno.

Bobo e Max Vieri



Altra coppia di fratelli, protagonisti sia nel calcio che nel gossip. Massimiliano però, in confronto ad altri fratelli minori meno famosi, ha avuto una carriera di tutto rispetto: diverse presenze tra Serie B, Serie C1 e C2. inoltre, dopo essere stato naturalizzato australiano, Max ha collezionato anche sei presenze con l'Australia, vincendo anche la Coppa d'Oceania nel 2004.

Rio e Anton Ferdinand

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Attualmente svincolato Anton può dirsi soddisfatto della sua carriera ottenuta fin qui. Certamente non sarà ai livelli del fratello Rio ma le oltre 200 presenze collezionate in Premier League non sono roba per comuni mortali. Negli ultimi tre anni c'è stata una fase decisamente calante della sua carriera, fino a portarlo adesso a non avere un contratto tra le mani all'età di 31 anni.

Wesley e Rodney Sneijder

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Una storia abbastanza triste quella che racconta la carriera di Rodney Sneijder, fratello minore di Wesley. L'olandese classe '91 sembrava essere un giovane dalle belle speranze ed in grado di ripercorrere, almeno in parte, la carriera del fratello Wesley. Nel 2015, però, durante il match di esordio con la sua nuova squadra, il Dundee United, è costretto ad uscire dal campo e nel giro di qualche ora a chiedere addirittura la rescissione del suo contratto col club scozzese. Il motivo? Rodney ha riscontrato una rara malattia virale e per curarla ha dovuto interrompere la sua professione da calciatore e fare ritorno in Olanda.

Daniele e Andrea Conti

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Entrambi hanno mosso i primi passi nella Roma ed entrambi sono stati ceduti quasi subito: Daniele dopo 5 presenze, Andrea dopo 2. Se dopo però Daniele è diventato pilastro del Cagliari e uno dei veterano della Serie A con le sue oltre 300 presenze, lo stesso non si può dire per Andrea che comunque è riuscito a rimanere nel giro del professionismo grazie ad una settantina di presenze in Serie C1. Dal 2007 al 2013 gioca nel Bellinzona, nella massima serie svizzera, il momento più alto della sua carriera.

Wayne e John Rooney

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Come il fratello Wayne cresce calcisticamente nell'Everton dai 6 ai 12 anni. Poi i Toffees capiscono su quale Rooney devono puntare e danno il ben servito a John, che fino a 20 gioca in quinta divisione inglese. Nel 2011 viene tesserato dai New York Red Bulls dove diventa compagno di Thierry Henry. Neanche un anno che viene tagliato dalla rosa della squadra. Dal 2013 gioca nel Chester, squadra di quinta divisone inglese.

Ivan e Luis Helguera

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Impossibile per Luis reggere il confronto con il fratello maggiore Ivan, pilastro del Real Madrid tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000. Come Ivan passò per l'Italia con la maglia della Roma anche Luis fece diverse esperienze in terra italiana. Si contano una ventina di presenze in Serie A con la maglia dell'Udinese, poi parecchia Serie B con Fiorentina ma soprattutto con il Vicenza dove colleziona più di 100 presenze. Chiude la carriera nella Serie B spagnola dopo circa 185 presenza con la maglia dell'Huesca.

Diego e Hugo Maradona

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Da una parte il giocatore più grande di tutti i tempi, dall'altra il fratello minore che aveva il peso di quel cognome diventato importante grazi alle gesta del Pibe de Oro. In Italia Hugo militò con l'Ascoli per una sola stagione, registrando 13 presenze in Serie A e affrontando in campo anche il fratello Diego. Rimane uno dei primi ad essere sbarcato nel calcio asiatico dopo aver giocato, oltre che in Italia, anche in Spagna, Argentina e Stati Uniti.


E voi ricordate qualche altro fratello d'arte?
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