Hammer Time: "Un sito che segue la F1 con passione e imparzialità"

Giovedì 16 Novembre 2017, pubblicata da Martina Carella
Foto Hammer Time:

Dietro le Quinte ha il piacere di presentare l'intervista ad Alessandro Morini Gallarati direttore di Hammer Time. Con lui abbiamo parlato del mondiale di F1, delle prestazioni delle Ferrari e ci ha fornito delle valutazioni sui migliori piloti in gara. Buona lettura.

 

Come nasce questo progetto?
Hammer Time è un progetto che nasce dalla volontà di dare vita ad una fanpage e ad un sito web interamente dedicati alla Formula 1, la mia più grande passione, lo sport che ha svolto il ruolo da protagonista in molte importanti tappe della mia vita. Perché? Inizialmente, per circa un anno e mezzo ho scritto di F1 su Italian Wheel, blog fondato da me nell’Aprile del 2016, sul quale però ho sempre trattato molteplici temi riguardanti il settore automotive in generale (nel quale vivo da quando sono nato, essendo mio padre concessionario di automobili da parecchi anni). Prove su strada, recensioni, news di ogni tipo e infine appunto articoli sulla massima categoria del motorsport. Con il passare del tempo mi sono tuttavia accorto che era quest’ultima a suscitare più interesse ed il maggior numero di commenti ed opinioni: due mesi fa decisi dunque di operare una divisione e di regalare alla F1 un palcoscenico a parte, Hammer Time, e di lasciare ad Italian Wheel tutto il resto.


Cosa proponi ai tuoi lettori?
Come in molti sanno, non è un segreto, nutro un grande attaccamento per il marchio Ferrari e tutto ciò che lo circonda: un brand di livello mondiale che rappresenta l’eccellenza nostrana, l’Italia vincente, l’Italia che funziona, l’Italia che il mondo ci invidia. Un orgoglio nazionale, l’unico forse (nonostante il titolo iridato manchi da dieci anni) in questo periodo di vacche magre dal punto di vista sportivo. Nonostante ciò, su Hammer Time (così come su Italian Wheel) vige il principio di imparzialità. Il mio parere vuole sempre essere obiettivo ed equilibrato e critiche ed elogi non vogliono mai escludere nessuno, Scuderia Ferrari compresa. Al mio lettore propongo inoltre il ruolo di protagonista e non di semplice follower. Cosa significa? L’obiettivo che con Hammer Time mi pongo è quello di creare una vera e propria community e che sul sito non siano solamente pubblicati i miei pezzi, ma anche le opinioni di chi mi legge. in tanti hanno commentato negli ultimi mesi i miei post, specialmente sul mio profilo Facebook, dimostrando spesso competenza ed è per questo motivo che voglio offrire a tutti la possibilità di esporre i propri pensieri e di convertirli in veri e propri articoli. Chi vuole può infatti in relazione ad un particolare argomento, inviare le sue idee alla e-mail hammer.time@libero.it e diventare così primattore all’interno del blog.


Hamilton è  diventato per la quarta volta campione del mondo. Secondo te è a livello delle leggende che hanno scritto la storia di questo sport?
Lewis Hamilton quest’anno è stato a mio parere semplicemente straordinario: probabilmente abbiamo assistito, a dieci anni dal debutto ufficiale nella massima categoria, alla sua miglior stagione della carriera. L’inglese ha sì avuto la macchina migliore (perché la W08 si è rivelata una vera e propria macchina da guerra tanto veloce quanto affidabile), ma ha sempre saputo ottenere il massimo anche dalle giornate negative ed è stato questo ciò che gli ha permesso di conquistare il mondiale con tre gare d’anticipo. Certamente la trasferta asiatica, che ha messo in mostra tutte le debolezze della Ferrari, gli ha permesso di affrontare le ultime gare con maggior serenità, ma è anche vero che in questo straordinario 2017 la concorrenza si è rivelata più agguerrita che mai. Il britannico è stato anche capace di correggere alcuni suoi difetti che la stagione passata gli sono costati il titolo, ad esempio le partenze. Non mi sembra ne abbia mai sbagliata una da otto mesi a questa parte. Non so se sia a livello di Ayrton Senna o di Michael Schumacher, è sempre complicato paragonare piloti che competono in ere diverse, con monoposto diverse e con regolamenti diversi: ciò che è certo è che i numeri parlano chiaro: Lewis Hamilton ha conquistato 4 titoli mondiali, 116 podi (in 207 GP), 62 vittorie, 72 pole position e 38 giri veloci. Non può davvero non essere considerato una leggenda sportiva vivente, e la sensazione è che non sia ancora sazio di successi. Se Mercedes continuerà a fornirgli una monoposto vincente, potrebbe davvero infrangere ogni record e se in futuro dovesse guidare e vincere con la Ferrari… chissà, qualcuno potrebbe anche elevarlo a più grande pilota di tutti i tempi.


Come valuti la stagione della Ferrari? Cosa è mancato a questa macchina per essere pienamente competitiva e alla pari della Mercedes?
Onestamente mi viene difficile dare con precisione un voto alla Scuderia Ferrari. Se mi avessero detto, al termine di un 2016 drammatico (sportivamente parlando) che quest’anno Sebastian Vettel avrebbe ottenuto ben cinque vittorie probabilmente mi sarei messo a ridere. Nessuno si sarebbe mai potuto aspettare una SF70-H così veloce e competitiva, capace di infastidire così seriamente le frecce d’argento e di far battere più volte i pugni sul tavolo a Toto Wolff. Allo stesso modo però nessuno si sarebbe mai potuto aspettare che dopo ben undici gare consecutive condotte in testa alla classifica piloti, sarebbe avvenuto un simile tracollo. Singapore ha sicuramente rappresentato il punto più basso: il tedesco, dopo aver limitato i danni a Monza, aveva la possibilità di riguadagnare la leadership nella generale, ma sappiamo tutti come è andata. Un vero peccato, senza dubbio. Cosa è mancato quindi? Lucidità nei momenti decisivi ed affidabilità (Suzuka in primis). Enzo Ferrari non credeva alla sfortuna, io nemmeno. Credo che la precisione teutonica abbia prevalso sulla creatività italiana, tuttavia penso che il team sia all’altezza del nome che porta e che abbia tutte le carte in regola per avere la meglio quel colosso chiamato Mercedes, Red Bull permettendo. Sono sicuro che il 2018 regalerà tantissime emozioni, nonostante l’halo, sul quale preferisco non esprimermi.

 

Su Superscommesse potete trovare tutte le nformazioni relative alla prossima gara formula 1.


Hamilton-Bottas, Vettel-Raikkonen. Quale coppia di piloti secondo te è più competitiva e perché?
Credo che alla fin fine si equivalgano. Lewis e Sebastian vantano insieme otto titoli mondiali e sono stati i piloti capaci di monopolizzare questo sport negli ultimi dieci anni. Sono indubbiamente insieme a Fernando Alonso i migliori in griglia e possono contare su un bagaglio d’esperienza fuori dal comune. Il loro punto di forza è certamente la costanza, ed è questo ciò che probabilmente manca ai due finlandesi, che alternano prestazioni straordinarie a gare più che anonime. Tra i due sceglierei sempre e comunque Kimi Raikkonen, che nonostante la veneranda età di trentasette anni è ancora capace di infiammare i cuori dei suoi tifosi.


In cosa pensi che debba lavorare la scuderia di Maranello per colmare definitivamente il gap con la Mercedes?
Credo che il gap sia stato quasi definitivamente colmato, sia dal punto di vista motoristico che da quello telaistico, tuttavia pur non essendo un ingegnere ritengo che Silverstone e Monza abbiano insegnato tanto agli uomini di Maranello: si tratta infatti di gare ad alta efficienza aerodinamica, punto di forza della Mercedes e limite della Ferrari, che in Inghilterra e soprattutto in Italia ha davvero faticato molto. Se il prossimo anno verranno applicate le giuste migliorie in relazione a questa determinata area tecnica, potremmo davvero vederne delle belle.


Max Verstappen sembra essere deciso ad inserirsi nella lotta per il titolo del prossimo anno. Credi sia già al livello di Vettel ed Hamilton?
Sì e no. Max Verstappen è certamente il talento più puro di questa F1, sa attaccare e difendersi in maniera perfetta e ha dimostrato più volte di essere un mastino non solo in gara, ma anche sul giro secco. Una cosa è però lottare sempre con le unghie e con i denti quando non si ha nulla da perdere, un’altra è competere per il titolo mondiale. Fino ad oggi ha regalato ai suoi tifosi sorpassi capolavoro, pregevoli manovre difensive e poderose staccate per il semplice motivo che era a conoscenza del fatto che ottenere venticinque o zero punti poteva non fare alcuna differenza. Siamo sicuri che agirebbe nello stesso modo in una posizione di classifica diversa? Diventare campioni del mondo significa saper gestire la pressione, ottenere il massimo dalle giornate negative e, nei momenti opportuni, anche alzare il piede. Max ha la potenzialità, la velocità e le capacità per poterlo fare, ma penso che prima che possa essere paragonato a due giganti come Sebastian Vettel e Lewis Hamilton (in due 122 pole position, 105 vittorie ed 8 titoli mondiali) di acqua sotto i ponti ne debba ancora passare. L’anno prossimo potrà certamente dire la sua, ma avrà bisogno ovviamente di una Red Bull alla sua altezza.

 

A cura di Mattia Clementoni

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