Golfpiù: Il mondo del golf a 360 gradi

Martedì 19 Settembre 2017, pubblicata da Martina Carella
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Dietro le Quinte ha il piacere di presentarvi l'intervista fatta ad Francesco Gori, direttore responsabile di Golfpiù. Abbiamo parlato con il direttore della salute del movimento golfistico italiano e dei migliori professionisti di questa disciplina. Buona lettura!!!!

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Ci parli un po' del suo sito, cosa può trovare un appassionato di golf sulle sue pagine?

Può trovare tutto quello che riguarda questo sport. Sono un grande appassionato di golf e giornalista pubblicista che adora scrivere: su Golfpiù mescolo queste due passioni, con l’obiettivo di creare contenuti interessanti su tutti gli argomenti inerenti mazze e palline.
Nel blog ci sono diverse sezioni: da quella relativa alle classiche notizie sui tornei più importanti, ai consigli tecnici per i giocatori dilettanti, agli eventi e alle vacanze golfistiche da non perdere.
Il golf necessita di un allenamento continuo, per questo provo tutte le tipologie di prodotti inerenti, che poi recensisco nei miei articoli: applicazioni per smartphone, strumenti tecnologici, libri, film, fino ai campi da golf stessi.
Insomma, sul sito c’è tutto quello che concerne il golf a 360 gradi.

Quale è lo stato di salute del movimento golfistico in Italia?
Purtroppo in Italia il golf è ancora poco considerato. E’ una questione di cultura, perché negli Stati Uniti, nei paesi anglosassoni, ma anche in gran parte dell’Europa è sport nazionale dal grande seguito.
In assoluto, è tra gli sport più praticati del mondo, ma nel Belpaese l’interesse mediatico è focalizzato per il 90% sul calcio. Una piccola fetta rimane per i motori, il ciclismo, il tennis e poco altro. Il golf non viene minimamente considerato, se non dall’emittente a pagamento Sky. Questa poca visibilità, non permette al movimento golfistico di raggiungere grandi numeri. Al momento i praticanti in Italia sono circa 90.000, numero che comunque sta leggermente crescendo.

Il golf viene percepito ancora come uno sport d'elite. è ancora così o le manovre per renderlo più accessibile stanno avendo gli effetti sperati?
Questo è uno dei più grandi ostacoli alla diffusione del golf: eliminare la percezione di sport d’elite, per pochi, per lo più ricchi. Questa è senza dubbio la sua natura, nasce infatti come sport aristocratico, ma adesso è accessibile davvero a tutti. Al Golf Club dove gioco io ci sono giocatori di ogni status ed il costo annuale, se non si sceglie un circolo esclusivo, è paragonabile ad un abbonamento in palestra. Salvo l’investimento iniziale per l’attrezzatura, ma questo vale per tutti gli sport.
Quello che mi preme sottolineare sono gli aspetti positivi di questo sport: il golf richiede una grande disciplina nella pratica, è educativo grazie alle regole di rispetto del campo e degli avversari, stimola la concentrazione e genera forti emozioni, ed è salutare, visto che si cammina per ore ed ore e si gioca a contatto con la natura. A mio modesto parere, ha persino una componente spirituale innata, una sorta di magia che solo chi gioca può percepire.

Grazie ai fratelli Molinari prima, e a Matteo Manessero poi, l'Italia aveva iniziato a parlare di questo sport. Ci sono altri talenti azzurri che potranno mettersi in evidenza nel circuito?
I fratelli Molinari e Matteo Manassero sono i giocatori più famosi, ma il 2017 è stato l’anno del talentino romano Renato Paratore.
Giovanissimo classe 1996, ha vinto il suo primo torneo professionistico (il Nordea Masters 2017), diventando il più giovane vincitore sul circuito europeo, record che deteneva proprio Manassero dopo l’affermazione a Wentworth nel 2013.
E poi la conferma ai vertici di Francesco Molinari: stabilmente tra i primi venti del mondo e straordinario secondo al PGA Champhionship 2017.

Nel 2022 la Ryder Cup si svolgerà a Roma. Che occasione è per il mondo golfistico italiano? Si sta lavorando per coinvolgere gli appassionati di sport e avvicinarli a questa competizione?

E’ una grandissima occasione. La FIG sta lavorando molto per far conoscere il golf sempre di più, con tante iniziative, come i corsi per principianti a soli 99 euro, e con il progetto Ryder Cup, ovvero una serie di eventi che culmineranno proprio nella manifestazione del 2022 a Roma. Per chi non la conoscesse, è un evento di richiamo mondiale, a squadre, dove si affrontano i 12 giocatori americani più forti, contro i 12 migliori europei. Un torneo dal fascino antico e dai numeri esagerati, che porterà turismo, lavoro, denaro, ed aiuterà il golf a farsi conoscere anche in Italia.

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Quale giocatore le piace di più? Che aspetto del suo gioco la colpisce?
Amo tanti giocatori, i professionisti sono davvero dei fenomeni. Quando li guardi, il golf sembra così facile, ma non è proprio così!
Ho sempre amato lo spagnolo Sergio Garcia, fin da prima che vincesse – finalmente – il Masters 2017, primo Major in carriera. Lui e l’americano Phil Mickelson mi esaltano per il gioco corto sensazionale che hanno. Mi piace molto anche Jim Furik per il suo swing molto particolare, mentre tra gli europei adoro il bombardiere Henrik Stenson e la classe dell’ormai senior Miguel Angel Jimenez. Tra gli astronascenti mi ispira Matsuyama, con quel movimento che si concede una pausa all’apice, mentre tra gli italiani il mio preferito è Manassero, anche se stenta a tornare ai livelli di qualche anno fa.
E poi Tiger Woods, fenomeno vero che speriamo possa tornare a giocare, dopo tanti problemi fisici e non solo.

L'ultimo campione fortemente mediatico di questo sport è stato sicuramente Tiger Woods. vede qualcuno capace di raccoglierne l'eredità non solo sportiva ma anche sul piano di traino per tutto il movimento?
L’assenza di Tiger è davvero difficile da colmare. Come lui, almeno per il momento, non vedo nessuno. Ci sono giocatori fortissimi: penso a Jordan Spieth, quello che forse più gli si avvicina,  a Rory McIlroy e Jason Day, tanto per citarne alcuni. Ma il carisma di Tiger, la capacità di richiamare la folla è prerogativa solo di campionissimi che nascono ogni 20 anni. Woods, come il compianto Severiano Ballesteros – altro genio carismatico - mancano al golf terribilmente.

http://www.golfpiu.it/

A cura di: Mattia Clementoni
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