Garofalo: "Come cambiano portieri e preparatori nel calcio moderno"

Lunedì 11 Dicembre 2017, pubblicata da Martina Carella
Immagine Garofalo:

Dietro le Quinte ha il piacere di presentarvi l'intervista fatta a Marco Garofalo, co-autore del blog "Ilnumero1.it" e attuale preparatore dei portieri nel settore giovanile under 13 della S.S. Lazio. Abbiamo parlato con lui del cambiamento del ruolo del portiere e dei preparatori stessi in quello che potremmo definire il "calcio moderno". Un excursus importante sul mondo degli estremi difensori, che offre degli spunti sulle differenze nei programmi di allenamento tra i diversi paesi Europei e finisce con il consigliare il "baby" portiere dell'Atalanta Carnesecchi. L'ultima domanda è dedicata invece al mondo delle scommesse Serie A dove mister Garofalo ci fornisce un pronostico sulla partita tra Lazio e Torino, in scena stasera allo stadio Olimpico. Buona lettura!

Quando ha iniziato a giocare a calcio, già sentiva che il suo ruolo preferito sarebbe stato il portiere o ha sviluppato la passione per le "parate" in un secondo momento?
Ho scelto di fare il portiere, guardando il calcio, fin dal primo momento. da piccolo, nel giardino di casa, mio padre faceva i tiri in porta ed io mi cimentavo entusiasta. Ho sempre preferito ascoltare il rumoreggiare dei tifosi, le loro espressioni sorprese dopo una parata piuttosto di vederli saltare urlando “Gol!!!”.

Che lavoro svolge quotidianamente on-line per ilnumero1.it e che opportunità offre il suo blog?
Il blog nasce dalla volontà di concretizzare una passione, renderla fruibile attraverso gli articoli pubblicati a cadenza regolare ed informare con news aggiornate. Con il Mister Claudio Filippi decidiamo i contenuti del blog e gli articoli da postare. Ricevo supporto informatico da Simone Garofalo per ciò che concerne l'aspetto strutturale della piattaforma e da Denis Carito riguardo la parte comunicativa, dando vita ad una piccola redazione. Il resto è tutta opera mia. Ilnumero1.it ha lo scopo di raccontare il ruolo del portiere dal punto di vista del portiere stesso! Spesso la figura del numero uno è soggetta a valutazioni superficiali da parte dell’immaginario collettivo. Non ci aspettiamo la piena condivisione delle nostre valutazioni da parte dei lettori, attendiamo piuttosto scambi di opinioni, confronti e spunti di riflessione mettendo a disposizione materiale accessibile gratuitamente. Diamo inoltre la possibilità di acquistare attrezzature di altissimo valore, testate e apprezzate da molti allenatori di club di caricatura internazionale. Nell’ultimo anno la redazione ha organizzato un seminario presso il centro sportivo del Bologna F.C, L’allenamento del portiere nel calcio italiano. Tra i relatori: Claudio Filippi, Lorenzo Squizzi, Daniele Borri, Andrea Sentimenti, Luca Marchegiani e tra i partecipanti il presidente dell’APPORT Claudio Rapacioli. In due soli giorni dalla pubblicazione dell'evento i posti erano esauriti, non ci aspettavamo affatto questo forte spirito di partecipazione. Dato il coinvolgimento abbiamo in serbo nuovi incontri!

Di quali categorie del settore giovanile si è occupato nella sua carriera?
Ho iniziato nella scuola calcio del Tor Tre Teste e della Lodigiani, due importanti realtà dilettantistiche romane. Dopo la laurea magistrale in scienze motorie, per tre anni ho avuto l’occasione di fare l’allenatore dei portieri in prima squadra in Serie D. Oggi, per il quarto anno, sono nel settore giovanile della Lazio e mi occupo dei portieri della categoria U13. Durante il mio percorso ho conseguito la licenza di allenatore dei portieri professionista a Coverciano.

Quanto e come è cambiato il ruolo dei preparatori dei portieri, ma anche dei portieri stessi, dopo l'introduzione della regola del retropassaggio del 1992?
Oggi gli allenatori di tutte le categorie richiedono la piena partecipazione del portiere nella costruzione della fase offensiva. A dire la verità qualcuno ha tentato questa strada prima del 1992, Jan Jongbloed, numero otto sulla schiena e portiere della nazionale Olandese nel mondiale del ’74. Forse quell’innovazione non ebbe un seguito per via dell’uso eccedente dei piedi e per ciò che rientra nella comune convinzione ovvero che il portiere deve parare prima di tutto, caratteristica che spero non passi mai di moda!

Per valutare un portiere al giorno d'oggi, quali caratteristiche prenderebbe in considerazione? Quali invece le caratteristiche più importanti per un preparatore?
Nell’ultimo mondiale l’altezza media dei portieri è stata di 187 cm e il dato medio sul loro peso è stato di 82 kg. Ciò attesta la tendenza degli allenatori di tutto il mondo nel selezionare portieri intorno al 190 cm, con una struttura né troppo esile né troppo massiccia. Il fisico è un parametro fondamentale. Non è scontato ribadire che i requisiti base degli allenatori risiedono nell'ampia conoscenza del settore e nel saper impartire l'insegnamento.

Nel suo programma di allenamento quanto tempo dedica all'aspetto tecnico?
La tecnica è la madre di ogni sport. La capacità di eseguire abilità è un’importante caratteristica dell’uomo. Se non avessimo la capacità di eseguire prestazioni motorie specializzate non potrei battere sulla tastiera articoli per il blog. Chiunque metta in atto capacità motorie delineerà inevitabilmente un metodo di apprendimento "per prova e errore". Alcune di queste abilità saranno sicuramente innate, mentre l’esecuzione di azioni motorie più complesse saranno il risultato di anni di allenamento veicolato da insegnanti, allenatori o altri esperti della disciplina praticata. Detto ciò credo fermamente che gli allenatori dei portieri non possano fare a meno di un addestramento tecnico mirato e oculato.

Quanto è importante l'aspetto mentale per un portiere?
Molto, il portiere ha delle responsabilità che in campo non ha nessun altro. Sei lì a non far nulla per ottantanove minuti e poi sei decisivo al novantesimo. Per ottantanove minuti devi essere bravo a mantenere la concentrazione al massimo e a distoglierti da tutto il resto. Non è per tutti. Anche questo però, è parte del fascino della natura del numero uno.

Cosa consiglierebbe ad un giovane portiere per recuperare la fiducia in se stesso dopo un'errore?
Bisogna valutare il peso dell’errore, ad ogni modo non è il primo e non sarà l’ultimo a commetterne. L’aspetto positivo nel compiere un errore è che ti rende più intelligente, sai che è capitato e questo ti motiva nel metterti al lavoro per fare in modo che non si ripeta.

In un'intervista a tuttomercatoweb ha affermato che il più forte portiere al mondo è Buffon. Ha già scelto il suo successore?
Credo che sia una domanda a cui non si possa rispondere. E’ come nominare il successore di Maradona. Nessuno degli addetti ai lavori lo ha ancora trovato…

Ha per caso in mente un nome di un portiere ancora sconosciuto ma che secondo il suo punto di vista è destinato a fare carriera?
Difficile dirlo, ci sono senz’altro giovani portieri con potenzialità come Strakosha, Donnarumma, Audero e Meret. Ultimamente, tra allenatori dei portieri c’è interesse per Carnesecchi, portiere dell’Atalanta Primavera.

Lei nel 2010 ha assistito agli allenamenti di Real Madrid, Atletico Madrid e Manchester City. Ha notato delle differenze nelle competenze e nei programmi che i preparatori dei portieri portano avanti nelle diverse nazioni?
Ho assistito anche a quelli del Liverpool, Manchester United e Getafe. Sinteticamente credo che all’estero ai portieri sia chiesto di parare. Nelle sedute di allenamento i portieri partecipano con la squadra e lavorano molto in palestra. Di conseguenza, il tempo a disposizione è troppo poco per un allenamento specifico. Viceversa, in Italia, i numeri uno devono parare e devono farlo bene! Questa visione culturale induce, gli addetti ai lavori, ad organizzarsi per ricavare il tempo necessario all’allenamento specifico nonostante le richieste degli allenatori e il lavoro in palestra. La testimonianza migliore è quella dei portieri stranieri che vengono a giocare nel nostro campionato. Ultimamente Szczesny ha ammesso di essere migliorato di più negli ultimi due anni in Italia che all’Arsenal in dieci anni!

Cosa può significare per un portiere dal punto di vista mentale, riuscire a contribuire alla fase offensiva della propria squadra con un goal o più semplicemente partecipando alla manovra?
Oltre a sentirsi più coinvolto con la squadra, partecipare alla manovra è sicuramente un valido aiuto per rimanere concentrati per i motivi detti precedentemente. Se poi riesce a compiere una rarità, un gol, entra di diritto nella storia.

Fin dal 2012 lei collabora con la S.S. Lazio. Stasera scenderanno in campo allo stadio Olimpico Lazio e Torino alle ore 21:00. Può dirci come finirà secondo lei? Cosa ne pensa invece di Genoa Atalanta rinviata per maltempo a martedì 12?
Il Genoa tenterà di vincere affrontando una squadra reduce dal turno infrasettimanale di Europa League. Nella capitale, la Lazio vorrà mantenere l’asticella alta: vincendo aggancerà la Roma e sopratutto accorcerà le distanze con il gruppetto di testa aumentando la distanza con la Sampdoria. Dall’altra parte il Torino vorrà vincere per interrompere la serie di pareggi. Sarà sicuramente una partita avvincente.

A cura di Lorenzo Cimmino.

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