F1Sport.it: tra presente e passato il racconto di una F1 mai passata di moda

Mercoledì 25 Gennaio 2017, pubblicata da Martina Carella
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Roma - Dietro Le Quinte ha il piacere di presentarvi oggi F1Sport.it, il portale con tutte le ultimissime notizie e racconti di ogni gara sul mondo della F1. Il portale oltre a dare un minuzioso servizio di aggiornamento ai suoi tanti lettori, non dimentica gli albori e le vecchie glorie di questo sport che tiene ogni domenica ancora oggi milioni di spettatori incollati alle proprie tv. A raccontarci meglio il lavoro nella redazione sarà il caporedattore del sito, Francesco Svelto, che ci racconterà anche della sua passione per i motori con qualche suo giudizio sulla stagione passata e quella che tra poco più di un mese partirà. Buona lettura!
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Buongiorno Francesco, ci racconti innanzitutto come e quando nasce F1Sport.it.
Il progetto F1Sport nasce nei primissimi giorni di gennaio 2013 con l'intenzione di dare al pubblico un prodotto di qualità, diverso, stimolante. Vogliamo dare agli utenti tanti spunti di riflessione su aree focali come quelle dei fatti dell'attualità, i concetti della tecnica delle monoposto e tante chicche storiche che hanno fatto della F1 la regina delle classi del motorsport. 

Come nasce la sua passione per la F1?
Ho 32 anni e seguo la F1 da oltre 25. Come tutte le cose che nascono quando si è bambini, diventa viscerale, autentica e sempre più coinvolgente col passare del tempo. Un po' come la stragrande maggioranza delle persone del nostro paese, ero affascinato da quelle monoposto rosse che battagliavano sui circuiti sparsi per il mondo. Crescendo, poi, ho capito che la F1 è anche e soprattutto un grande, grandissimo libro dove sono scritte delle storie meravigliose di centinaia di individui, dei loro sentimenti, delle loro passioni. Non solo piloti ma anche ingegneri, semplici meccanici e appassionati. La F1 è tutto questo grande, meraviglioso, insieme di persone.

Chi lavora nella vostra redazione?
Come detto prima la nostra redazione è fatta di persone giovani e un po' meno giovani, ma che mantengono inalterata la passione per questo sport. Insieme a me, Alberto Murador e Marco Bottamini scrivono dei fatti di attualità e di cronaca del presente della F1; Giulio Scaccia si occupa di tutto ciò che concerne la sezione storia e relativi aneddoti insieme a Luca Sarpero, Federico Sandoli e Cristian Buttazzoni. Infine abbiamo il nostro super-coordinatore nonché ideatore del progetto F1Sport, Antonio Granato, che si occupa degli aspetti tecnici della F1 e conduce insieme a Federico Grossi e allo stesso Giulio Scaccia, l'ormai famoso programma radiofonico Pit Talk, che ogni settimana va in onda supportato da noi tutti della redazione. 

Quali notizie, fra le tante che offrite, appassionano di più i vostri lettori?
Indubbiamente essendo in Italia l'argomento Ferrari va per la maggiore. Ultimamente la compagine di Maranello non se la passa bene e gli appassionati sono in trepidante attesa di un riscatto. Ci troviamo alle porte di una nuova stagione e potete capire come l'attesa, proprio in questo periodo, sta crescendo a dismisura nell'attesa di dare il primo sguardo alla nuova vettura. Un forte argomento di discussione e commenti è sicuramente anche Fernando Alonso, pilota controverso che ha lasciato diverse tipologie di ricordi nel suo passato in Ferrari. Sicuramente però gli spunti storici attirano tanto i nostalgici di una F1 che, con tutti i recenti stravolgimenti regolamentari, adesso fa fatica a ritrovare la sua identità. 

Spesso si dice che la F1 è diventato uno sport noioso? Cosa cambierebbe lei?
Ciò che cambierei io è di difficile attuazione perchè si tratterebbe di andare un po' controcorrente rispetto al mondo che cambia e alla tecnologia che avanza. Ad ogni modo io proverei a riportare almeno alla pari l'importanza del pilota e quello della monoposto. In che modo? Abolendo una bella fetta di elettronica di gestione su una monoposto. Inoltre detesto gli sprechi economici di questa F1 fatta tutta di simulatori, per cui tornerei ai test in pista piuttosto che ad avere super-computer e software super costosi in fabbrica. In questo modo si avrebbe l'opportunità di vedere anche volti nuovi sui tracciati e scoprire più facilmente nuovi talenti. Infine ridurrei il numero di gare in campionato: 21 sono davvero troppe e si arriva anche a perdere l'importanza che un singolo evento iridato riveste nell'ottica di un campionato. 

Ci sono ancora i piloti di una volta? Lei ha un pilota preferito (passato o attuale)? Cosa pensa della rivelazione Verstappen?
Non ho un pilota preferito e dubito che la moltitudine dei driver attuali possa essere considerata a livello delle generazioni precedenti in quanto a carisma e talento puro. Tuttavia se dovessi dare un nome di un pilota odierno che a parer mio non sfigurerebbe ? anche negli anni 80/90, egli è Fernando Alonso. Lo ritengo il pilota più completo del circus per talento, visione di gara e competenze tecniche. Quest'anno compirà 36 anni ma ha la voglia di fare di un debuttante. E' straordinario e meriterebbe di lottare per il titolo perchè non ha certo conquistato, finora, tutte le vittorie e i titoli che avrebbe meritato.Su Verstappen, invece, credo che abbia un gran "manico" ed è senza ombra di dubbio il giovane più talentuoso che abbiamo visto approdare in F1 negli ultimi 10/15 anni. Tuttavia deve maturare nei modi di fare e nelle azioni in pista (alcune cose dette e fatte nel 2016 non le ho gradite). Se riuscisse a completare questo processo di maturazione in tempi brevi, avrà una lunga e rosea carriera davanti che potrebbe portarlo a rompere tutti - o quasi - i record attualmente vigenti in F1. 

Un pronostico, questa stagione può essere la rivincita della Ferrari? Hamilthon avrà vita facile senza Rosberg?
No, non credo che la Ferrari nel 2017 possa avere la sua rivincita salvo grosse sorprese. Ferrari arriva da un 2014 disastroso, un 2015 dove - con l'arrivo di Vettel - si è visto qualcosa di positivo e un 2016 dove si è ripiombati nell'oblio. DIfficile pensare ad una macchina magicamente in grado di lottare per il titolo mondiale ora. Per far questo serve una pianificazione di anni e anni. Ma se si arrivasse ad avere qualche vittoria penso che da Maranello possano ritenersi soddisfatti per aver gettato delle basi positive per il futuro a medio termine.Riguardo Hamilton, invece, credo che non cambierà molto rispetto al recente passato. E' lui il pilota di punta della Mercedes e quando è in giornata, il suo compagno di squadra deve soltanto accodarsi. Il suo 2016 è stato a fasi alterne sia da un punto di vista di affidabilità della vettura, che da un punto di vista di umore personale per cui, se questi due aspetti tornassero alla normalità, vedo Hamilton ovviamente favorito, anche se Bottas vedrete che non si rivelerà soltanto un "secondo pilota".

A cura di Andrea Pompeo

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