Dilettanti Toscana: tutto sullo sport dilettantistico della regione Toscana

Martedì 20 Settembre 2016, pubblicata da Martina Carella
ntervista Enrico Pace, Intervista Dilettanti Toscan
Roma - Dietro Le Quinte oggi vi porta in Toscana. Abbiamo il piacere di intervistare il direttore responsabile Enrico Pace di Dilettanti Toscana, quotidiano online interamente dedicato al mondo delle serie minori toscane. Una piacevole chiacchierata sui derby locali più sentiti, lo stato dei settori giovanili  e il livello raggiunto dal calcio femminile in questa regione. Non dimenticando di affrontare gli atavici problemi finanziari presenti nelle nostre serie minori. Vi auguro buona lettura. Scoprite su Superscomesse le quote di Serie A e i gustosi pronostici sulla Serie B. Ma soprattutto aggiornate il vostro calendario di serie A
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Buongiorno direttore Enrico Pace, Dilettanti Toscana si pone in continuità con le edizioni fiorentine e
aretine de Il Nuovo Corriere, quotidiano uscito in edicola fino al 2012. Come nasce l'idea di concentrarvi solo su una versione online della testata? Quanti membri coordina nella sua redazione? Si è registrato un rinnovamento della stessa con il passagio al web?

La continuità fra Dilettanti Toscana e il Nuovo Corriere è ideale più che formale. Insieme a Tiziana Alma Scalisi, che è l’editrice della testata, infatti, assieme ad altri redattori e collaboratori del quotidiano, abbiamo deciso di ripartire, on line, dalla qualità dell’inserto sportivo del lunedì del Nuovo Corriere. La scelta di editare un quotidiano on line, poi, è legata al fatto che i costi di ingresso nel mercato sono decisamente inferiori, anche se ci siamo dovuti adattare ad un certo tipo di ritmi lavorativi e di linguaggio. Per una redazione che, per la gran parte, vive dei contributi dei lettori e delle società e che vede attivi me, Tiziana, che oltre ad essere l’editrice è anche giornalista, e altri 3 o 4 collaboratori.  

Una costante che si ripete, trattando di sport dilettantistico, è l'assenza di sufficienti risorse economiche, necessarie a mantenere solidi gli asset delle società. Nel calcio, soprattutto, molte squadre sono costrette a dichiarare fallimento, altre a fondersi, altre ancora, dopo campionati eccellenti, a rinunciare al salto di categoria. Com'è la situazione dalle vostre parti? Riscontra delle differenze rispetto alle altre regioni?
Non noto particolari differenze. Ormai l’andamento è questo: il calcio dilettantistico, fagocitato dalle pay tv e dall’overdose di pallone di livello più alto non può certo più reggersi sui magri incassi degli spettatori. Le piccole realtà, dunque, quelle che non sono polisportive o non possono beneficiare delle quote di iscrizione delle scuole calcio, prima soffrono, poi chiudono o si fondono con altre realtà cercando di sbarcare il lunario per qualche altra stagione. Pochi sono i segnali in controtendenza, anche se ci sono. Ma i numeri parlano chiaro: il movimento dilettantistico e giovanile non perde numero di iscritti, ma si verifica un calo del numero delle società. E a volte drena linfa verso il calcio amatoriale, che, specie in Toscana, è ancora molto vivace. E se soffre il calcio, nostro sport nazionale, figuriamoci gli altri sport...

In Toscana il campanilismo è di casa, ereditato della lunga e affascinante storia che la contraddistingue. Inevitabilmente le tracce di questo fenomeno sono presenti nel calcio, sport che si nutre di eterne rivalità. Quali sono i derby più sentiti nelle serie toscane? Ci sa indicare qualche match particolarmente atteso dai tifosi?
Il campanilismo è vivo anche nel mondo dei dilettanti. Mi vengono in mente rivalità storiche come quelle fra Antella e Grassina, due frazioni del Comune di Bagno a Ripoli, nell’hinterland fiorentino. Oppure fra Signa e Lastrigiana, fra Cecina e Rosignano, fra le più calde e vivaci, i derby della Versilia oppure, nelle giovanili, le rivalità fra Olimpia Firenze e Affrico, praticamente due squadre vicine di casa a due passi dallo stadio Franchi o fra Cattolica Virtus e Club Sportivo Firenze
 
Non molto tempo fa le dichiarazioni di Tavecchio sul calcio femminile hanno creato non poche polemiche: il movimento toscano come ha reagito? il calcio femminile è ben radicato sul territorio?
Come in tutta Italia la reazione è stata decisa e chiara. Striscioni, lettere aperte alla stampa, minacce di sciopero, che hanno sicuramente avuto anche il merito di attirare l’attenzione sul movimento. In Toscana la nuova norma federale che prevede l’obbligo per le squadre professionistiche di allestire una squadra femminile ha portato i suoi frutto: la Fiorentina Women’s e le Empoli Ladies (già Castelfranco) sono le società più in vista, ma sta nascendo un interessante movimento anche nelle altre città che nell’arco dei prossimi anni potrebbe dare i suoi frutti

Quali sono i settori giovanili meglio organizzati? Circolano voci su qualche prospetto interessante?
Tradizionalmente i settori giovanili più organizzati in Toscana sono quelli del Margine Coperta, del Tau Calcio, della Cattolica Virtus e della Sestese, che anno dopo anno si contendono le vittorie dei diversi campionati. Tutte loro, peraltro, rappresentano un importante bacino, e questa è la novità di sviluppo per il futuro, per le formazioni di serie A e B, che ne fanno una sorta di proprie succursali per individuare “in erba” i possibili talenti.

La vostra testata cerca d'informare su tutto lo sport regionale: quali sono gli sport maggiormente seguiti dai toscani oltre al calcio?
La Toscana ha una buona tradizione di pallacanestro ed è un movimento molto attivo. La pallavolo femminile, poi, con due formazioni in serie A1, rappresenta un altro settore che ha visto moltiplicarsi le formazioni in regione. Molti attivo anche il rugby. Ma noi cerchiamo di tenere aggiornati i nostri lettori su tutto il panorama degli sport ingiustamente definiti minori, con un occhio anche allo sport per disabili e alla politica sportiva.

In conclusione, chi ha allestito, secondo lei, la migliore rosa in Serie D per tentare la promozione in Lega Pro? Ci sono stati movimenti di mercato significativi l'estate scorsa?
Ritengo che per le toscana presenti nel girone D, quello con le emiliane, sarà un anno di sofferenza e non di vertice. Anche se una neopromossa, il San Donato Tavarnelle, ritengo che abbia allestito una formazione di tutto rispetto per la categoria dove non vuole fallire dopo la retrocessione alla sua prima esperienza di due anni fa. Diverso il discorso per il girone E dove alle conferme di Gavorrano e Valdinievole Montecatini si aggiunge la rosa rinnovata e di tutto rispetto del Montemurlo. Nonostante la partenza ad handicap anche la Massese sarà fra le protagoniste. I colpi di mercato? Taddeucci al Montecatini, Brega al Gavorrano e Biagio Pagano al Viareggio. E occhi a Paccagnini, bomberino del Ghivizzano Borgo a Mozzano, che ha già stupito in campionato e Coppa.

A cura di Calogero Rino Infurna
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