Chelsea Italia: tutto sul mondo dei Blues

Venerdì 11 Novembre 2016, pubblicata da Martina Carella
ntervista Stefano Foschi intervista Chelsea Itali
Roma - Dietro le Quinte oggi ha il piacere di intervistare Stefano Foschi responsabile del fan club Chelsea Italia, dal 1996 primo fan club italiano della squadra inglese. Il gruppo da anni segue i Blues in giro per l'Europa, nelle partire in casa e in trasferta, dimostrando quanto il tifo e la passione possano andare oltre qualsiasi limite spaziale. Stefano ci spiegherà cosa comporta essere tifoso di una squadra estera e soprattutto quanto sia gratificante far parte di un club che condivide le stesse esperienze ed emozioni. Buona lettura a tutti!
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Buongiorno Stefano, grazie per aver accettato il nostro invito. Mi racconti come è nato Chelsea Italia.

Buongiorno, grazie a voi per lo spazio concessomi. Chelsea Italia è nato nel 1996 ed è il primo ed unico fan club italiano dei Blues. Il fondatore e presidente è Stefano Frantz di Fagagna, mio grande amico e collaboratore, che dopo una serie di trasferte al seguito dei Blues ha pensato bene di dare sostanza alla sua passione. All’inizio erano soltanto pochi amici, ma nel corso degli anni il fan club si è ingrandito sempre di più fino ad arrivare al centinaio di membri attuali. Io sono entrato nel 2011, quasi per caso, e ad oggi sono responsabile del gruppo. Ciò che sicuramente è rimasto intatto nel tempo è lo spirito familiare di allora; nel tempo sono nate amicizie fraterne e amori, ed è sempre un piacere immenso ritrovarci tutti nel consueto raduno che facciamo in Italia verso Natale ogni anno. Seguiamo la squadra il più possibile in casa e in trasferta, contando sul supporto della società nell’acquisto dei biglietti e riuscendo quindi ad accontentare, nella grande maggioranza dei casi, i nostri membri. Da un po’ di tempo siamo diventati fan club ufficiale e vantiamo uno striscione fissato e riportante la scritta “CHELSEA ITALIA SUPPORTERS CLUB” a Stamford Bridge. Tutti noi cerchiamo di rimanere in contatto tramite i social e whatsapp e ci ritroviamo di tanto in tanto in giro per gli stadi, ai raduni o al nostro consueto torneo di calcio a 7 estivo, intitolato allo stesso fan club.

Da cosa deriva la sua passione per il calcio e in particolare per i Blues?
Il tutto è nato in maniera molto naturale per me. Gioco e seguo il calcio fin da bambino, da piccolo ero tifosissimo della Juve. Poi col passare degli anni ho iniziato a seguire, al bar vicino casa mia, la Premier League. Ero molto attratto dal gioco molto più spettacolare e meno tattico d’oltremanica, dagli stadi con i tifosi vicinissimi al campo e dall’atmosfera che trapelava attraverso lo schermo. Un calcio più “istintivo”, passionale, libero. Erano gli anni di Zola e Beckham, due fenomeni che mi han fatto innamorare delle loro rispettive squadre dell’epoca, il Chelsea e lo United. Col passare del tempo è divenuto molto chiaro per me quale fosse comunque la mia squadra del cuore e ad oggi vivo per il Chelsea. Chiaramente, ora, vedo i Red Devils come nostri acerrimi rivali. La colonia di giocatori italiani che ha militato nei Blues nel corso degli anni ha influito sicuramente sulla mia scelta, seppur di “scelta” non si sia effettivamente trattato, ma quello che mi ha fatto innamorare soprattutto del Chelsea è stato il clima che si respira attorno al club, “carefree”, spensierato, come recita il nostro coro più famoso. In anni di tifo e presenze sugli spalti non ho quasi mai sentito un tifoso del Chelsea fischiare un proprio giocatore o la squadra, è un ambiente molto unito e affiatato, a prescindere dal risultato e dai trofei che si vincono.

Come riuscite ad essere sempre informati sulle ultime novità? Quali sono le fonti che maggiormente utilizzate?
Per quanto riguarda le notizie inerenti al Chelsea, siamo costantemente informati tramite i social e il sito ufficiale del club. Oggi è molto semplice tenersi aggiornati con il boom dell’informazione avvenuto negli ultimi anni, che ha praticamente eliminato i confini e le distanze tra i vari paesi, per la nostra gioia. Mentre per quanto riguarda argomenti più delicati, come i biglietti per le partite o la gestione del supporters club, siamo in stretto contatto con la società, che ha un ufficio preposto ai rapporti con i fan club di ogni parte del mondo.

Ritiene che la Premier League sia un campionato superiore rispetto alla Serie A? Cosa dovremmo imparare dagli inglesi e dal loro modo di fare calcio?
È una domanda a cui è difficile rispondere. Ogni campionato ha i suoi pregi e i suoi difetti, personalmente ritengo la Premier League più spettacolare e molto più vicina al mio modo di vedere il calcio. C’è chi preferisce un calcio più tattico e chi uno più diretto, sanguigno. Io faccio parte del secondo gruppo, ma accetto che ognuno possa vederla a modo proprio. Di certo gli stadi della Premier sono veri e propri gioielli, piccoli mondi presso i quali noi tifosi possiamo, oltre che vedere una partita, acquistare merchandising, affittare una camera dove dormire, mangiare o semplicemente bere una birra, effettuare tour guidati, ecc. La Serie A è lontana anni luce da ciò, se escludiamo la Juve che ha adottato il “modello inglese”. L’altissima qualità degli stadi e il business che vi è attorno ha portato ad un arricchimento notevole dei club, per cui la Premier è oggi meta dei migliori calciatori al mondo e ciò ne innalza il livello tecnico. Inoltre gli stadi sono sempre sold out e creano una cornice stupenda alla semplice partita. Il tifo è molto meno aggressivo che in Italia, meno volgare e più ironico, ed è molto più incentrato sull’incitamento alla propria squadra che all’insulto dell’avversario, contrariamente al nostro Paese.

Come è vissuto il tifo quando si supporta una squadra estera? Lei, ad esempio, riesce ad andare spesso allo stadio?
Il tifo è vissuto esattamente come si tifasse una squadra italiana, è solo un po’ più scomodo! Non cambia poi tanto tra un toscano che tifa Juve, un romagnolo che tifa Inter o un italiano che tifa Chelsea, se non che a noi tocca prendere l’aereo per andare allo stadio. Certo ci troviamo spesso a dover discutere con gente che ci chiede “perché tifate una squadra straniera?”. La mia risposta è sempre la stessa: “perché vesti maglie straniere, compri macchine straniere, studi lingue straniere e viaggi all’estero?”. Ognuno, credo, sia libero di innamorarsi della squadra che sente sua. Io vado allo stadio, a Stamford Bridge o in trasferta, dalle quattro alle dieci volte all’anno solitamente, in base agli impegni lavorativi ed economici che ho, ma si può trovare qualche membro di Chelsea Italia praticamente ad ogni partita dei Blues. Procuriamo ai nostri membri solitamente più di 150 biglietti a stagione ed è un grandissimo onore per noi fare felici i Blues italiani e vedere le sciarpe del nostro fan club sventolare in giro per l’Europa. Siamo molto attivi dal punto di vista del supporto, e seppur sembri difficile da credere, anche molte altre squadre inglesi vantano lo stesso seguito dall’Italia. E’ faticoso fisicamente ma sempre bellissimo: si vola a Londra, si arriva in zona stadio, si rivedono vecchi amici e si fanno nuove conoscenze, si beve qualche birra al pub di fiducia e infine ci si immette nella marea di gente che cammina verso lo stadio tra poliziotti a cavallo, canti, odore di hamburger, cipolla e patatine fritte. Poi i 90 minuti di fuoco, che per noi sono come una gita in paradiso. Infine, dopo un ultimo congedo al pub, si torna a casa alla vita di tutti i giorni ma con un bel bagaglio nel cuore.  

Il Chelsea attualmente è secondo in classifica con 25 punti. Ritiene che l'arrivo di Antonio Conte sulla panchina inglese abbia permesso il rilancio della squardra? Quali sono i meriti dell'allenatore salentino secondo lei?
Antonio Conte è già considerato un fenomeno a Stamford Bridge per quanto fatto vedere fino ad ora, speriamo continui così. Ha avuto il merito di credere in un gruppo che la stagione scorsa ha lottato per non retrocedere, di ricostruire una mentalità vincente da tempo smarrita in SW6, di dare un gioco cinico e allo stesso tempo spettacolare alla squadra, cosa raramente accaduta nell’era Abramovich e, soprattutto, di ridare entusiasmo a noi tifosi. L’addio di Mourinho ci sembrava la fine del mondo e nessuno avrebbe mai immaginato un inizio di stagione del genere sotto la guida di Conte, invece. Mi spiace solo che a volte la sua esuberanza e il suo carisma facciano passare in secondo piano le sue capacità tecniche e tattiche, che sono allo stesso modo fenomenali; basti pensare che da anni nessuna squadra di vertice in Premier adottava una difesa a 3 giocatori, cosa considerata un vero e proprio tabù. Lui l’ha fatto e con eccellente risultato. Ripeto, speriamo di continuare su questa strada ma i segnali sono molto incoraggianti.

Superscommesse è il primo comparatore in Italia di quote per scommesse sportive, quindi vorrei chiudere con un pronostico. Quale squadra secondo lei conquisterà la Champions League? Quale invece l'Europa League?
Per la Champions credo la sfida sia tra le 3 grandissime europee Barcellona, Real Madrid e Bayern, ma mi auguro vincerà l’Atletico Madrid che c’è andato vicinissimo negli ultimi anni, sarebbe più che meritato. Occhio però al Leicester, magari fa un altro miracolo! Comunque dico Atletico a simpatia. Per l’Europa League vedo il Manchester United come favorito, seppure non attraversi un gran stato di forma. Molti danno già per morto Mourinho, ma io lo conosco bene e so di cosa è capace. Vedo bene anche la Roma e la Fiorentina, penso possano avere una chance.

Intervista a cura di Selin Maddonni
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12h 33m Cagliari - Napoli
6.50(1) - 4.33(X) - 1.60(2)
13h 03m Chelsea - West Bromwich A.
1.30(1) - 6.25(X) - 15.00(2)
15h 03m Palermo - Chievo
3.00(1) - 3.10(X) - 2.70(2)
15h 03m Bologna - Empoli
2.15(1) - 3.30(X) - 3.90(2)
15h 03m Atalanta - Udinese
1.75(1) - 3.75(X) - 5.75(2)
15h 03m Torino - Juventus
5.00(1) - 3.65(X) - 1.91(2)
15h 18m Manchester U. - Tottenham
2.20(1) - 3.45(X) - 3.70(2)
01g 21h 03m Roma - Milan
1.68(1) - 4.20(X) - 5.80(2)