Caso Sharapova, voi da che parte state? Intanto Snai rimborsa le scommesse

Venerdì 11 Marzo 2016, pubblicata da geilezeit
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Continuano i colpi di scena del caso Sharapova. Aspettando il verdetto finale della giustizia sportiva, adesso Snai ha deciso di rimborsare tutti gli scommettitori che avevano puntato contro la tennista russa durante il Roland Garros del 2014 e gli Internazionali d'Italia 2015. Le scommesse che verranno rimborsate saranno quelle Antepost, in singola e sul vincente dei due tornei. Il rimborso avverrà sotto forma di bonus pari all'importo della scommessa perdente effettuata, bonus che potrà essere utilizzato per nuove scommesse. Questa la nota che Snai ha pubblicato sul proprio sito: "In seguito alla notizia della positività ai test antidoping della tennista Maria Sharapova, Snai ha deciso di rimborsare tutti i giocatori che avevano puntato contro di lei sul Vincente Manifestazione dei tornei Roland Garros Femminile 2014 e Internazionali di Tennis di Roma Femminili 2015. Le scommesse saranno rimborsate sotto forma di bonus d’importo pari a quanto scommesso, utilizzabili per giocare nuove scommesse. Noi faremo la cosa giusta. Vivi il #MomentoSNAI".

Tutto ciò in seguito alla confessione choc di Maria
 che ha lasciato a bocca aperta addetti ai lavori e appassionati di tennis, appassionati che adesso si dividono in coloro che puntano il dito contro la tennista russa e altri che invece provano a difenderla mettendosi dalla sua parte. Anche nella redazione di Superscommesse esistono pareri discordanti sulla vicenda ma prima di analizzare nel dettaglio le due posizioni vediamo cosa rischia Maria Sharapova. Per adesso c'è la sospensione con effetto dal 12 marzo e in attesa del giudizio finale, anche se il pericolo più grande si chiama 'squalifica', quella che potrebbe tenere la bionda russa lontana dai campi per due anni. Attenzione però alle attenuanti che possono giocare in suo favore, come una lunga carriera mai macchiata da alcuna vicenda misteriosa, il fatto che la stessa tennista abbia ammesso la propria responsabilità e la solita ultima speranza chiamata Tas di Losanna, verso il quale sicuramente verrà fatto appello. Intanto la Nike ha interrotto il suo rapporto di sponsorizzazione con la Sharapova, comunicandolo tramite una nota:"Siamo molto sorpresi e rattristati, abbiamo deciso di sospendere il nostro rapporto con Maria Sharapova fino a che la situazione non sarà chiarita". 

Ma è giusto dare attenuanti alla Sharapova? Oppure certi errori non vanno tollerati e la russa deve pagare per il suo sbaglio? Vediamo come possono svilupparsi le due teorie.

Maria Sharapova ha ragione perché

Prima di cominciare dobbiamo specificare che in questo paragrafo dove proviamo a spiegare perché la Sharapova potrebbe avere ragione, non intendiamo assolutamente escluderla da colpe, dato che lei stessa ha ammesso di aver sbagliato, ma proviamo a fornire alcune attenuanti che potrebbero ridurre il periodo di squalifica della tennista, magari senza parlare di anni ma semplicemente di qualche mese lontana dai campi. È stato appurato che il Meldonium è un farmaco che migliora la prestazione sportiva e aiuta gli atleti a sopportare sforzi intensi. Questa spiegazione però era valida anche prima che la Sharapova fosse investita dal vortice del doping, quindi non si può dire che finora la tennista russa abbia 'barato' o usato dei trucchetti. Questo farmaco è stato inserito nella lista nera dall'Itf (International Tennis Federation) dal primo gennaio 2016, mentre la Sharapova lo ha assunto 25 giorni dopo. Perché mai la Sharapova avrebbe dovuto assumere un farmaco da poco bandito dalla federazione? Per rovinare una splendida carriera? Inoltre la consapevolezza dei controlli sempre più aspri da parte delle autorità è nota a tutti e solamente i furbetti cercano di provarci ugualmente. A guardare i 14 anni di carriera della Sharapova non ci sembra proprio che la russa sia una furbetta anzi, visti i titoli e le vittorie in bacheca parliamo di una campionessa. Sarebbe veramente poco obiettivo e soprattutto un ingenuo luogo comune affermare adesso che tutti i successi della Sharapova siano arrivati in virtù dell'assunzione del Meldonium. Se la Sharapova assume davvero da dieci anni questo farmaco non lo sappiamo, sicuramente non è l'unica nel mondo dello sport a fare uso di certe sostanze e con questo non parliamo di sostanze dopanti. Dal primo gennaio 2016 se assumi il Meldonium sei dopato e su questo non ci piove. La tempistica però, a poco più di venti giorni di distanza, della frittata combinata da Maria può forse avvalorare la tesi della svista e quindi dirigere il giudizio finale verso una sentenza meno pesante e pro Sharapova.

Maria Sharapova ha torto perché

Puntare il dito contro qualcuno, specialmente se già accusato e se egli stesso già consapevole di colpa, è sempre facile e a volte anche di cattivo gusto. Per questo le ragioni che seguono sul perché Maria Sharapova ha torto saranno esposte nel massimo rispetto della tennista e soprattutto in base agli elementi emersi in queste ultime ore, senza il bisogno di inventarsi moralisti. Non servono molte righe per dire che tutti nello sport hanno sempre pagato per aver assunto sostanze dopanti. Il doping nello sport non ha spazio, anche se ti chiami Sharapova. Non esistono tesi in discolpa di chi fa uso di sostanze bandite e in ogni tipo di categoria, soprattutto ad alti livelli, bisogna sempre aggiornarsi sui farmaci con effetti dopanti e sulle new entry di queste sostanze nella lista nera. "Nel nostro sport servono più controlli" aveva detto Roger Federer a novembre scorso, parole condivise all'unisono da tutti i tennisti del circuito. Proprio questi controlli hanno pizzicato una delle tenniste più blasonate ed è inutile provare a giustificarsi o comunque tentare altre vie legali di appello in cerca di una riduzione della squalifica. Il doping va condannato, sempre e comunque, senza se e senza ma. La presa di responsabilità da parte della Sharapova c'è stata e questo gli fa onore, ma purtroppo per lei l'errore è stato commesso. Mai un caso di doping nella sua carriera, ma adesso una prima volta c'è stata, quella che basta per venire giudicati da chi ne ha il diritto. La speranza è che in un futuro la Sharapova possa tornare in campo per competere sui livelli ai quali lei stessa ci ha abituato, senza l'aiuto di determinate sostanze, di cui tra l'altro non ha assolutamente bisogno visto il suo enorme talento. Il presente però parla di altro e dell'errore che è sotto gli occhi di tutti, errore che deve essere pagato come tutti coloro che lo compiono, indistintamente dal nome che portano.
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