La Top 11 dei più forti calciatori ceduti dall'Inter

Giovedì 19 Gennaio 2017, pubblicata da geilezeit
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Partiamo dalle buone notizie: l'Inter di Stefano Pioli inizia a girare. Risultati positivi, e checché se ne dica un gioco ordinato e a tratti interessante (al netto delle sempre presenti sbavature difensive). Anche per questo, il Ds Ausilio ha ufficialmente dichiarato chiuso il mercato in entrata dell'Inter nella sessione di calciomercato di gennaio. Le uniche operazione saranno effettuate in uscita.
Ma è davvero indispensabile vendere?
Spesso la storia fa da insegnante e nel caso dell'Inter tale aspetto è più veritiero che mai. E' per tale ragione che noi di Superscommesse abbiamo stilato la Top 11 dei più forti calciatori venduti dall'Inter nell'arco della sua storia:

Il modulo scelto è il 3-4-1-2 con tanto di allenatore.

PORTIERE: Sebastian Frey (ceduto nel 2001 per 10 miliardi di lire al Parma)
Sono due le esperienze nerazzurre del francese, precisamente nella stagione 1998/99 e nell'annata 2000/01. Non servono certamente presentazioni: Frey per anni è stato nella top 3 dei migliori portieri del campionato italiano. All'Inter ha pagato l'inesperienza e il fatto di dover rimpiazzare un mostro sacro come Pagliuca. In porta c'era lui nel famoso derby per dai nerazzurri per 6-0 contro il Milan. A fine stagione lasciò Milano per accasarsi al Parma dove esploderà definitivamente. L'Inter troverà un sostituto fenomenale quale Francesco Toldo e tutti dimenticheranno facilmente Frey, ma è pur vero che col senno di poi, la Beneamata poteva insistere maggiormente sul portiere francese.


DIFENSORI: Cannavaro, Bonucci, Maxwell

Fabio Cannavaro (ceduto nel 2005 alla Juventus nello scambio con il portiere Carini)
E' probabilmente una delle peggiori trattative di mercato effettuate dalla dirigenza nerazzurra. L'ex capitano della Nazionale arrivò all'Inter nell'estate del 2002, subito dopo il Mondiale nippo-koreano, per una cifra vicina ai 23 milioni di euro. E' pur vero che in molti si aspettavano quel salto di qualità che nel Cannavaro interista mancò. Il giocatore nei due anni a Milano fu l'ombra del difensore visto a Parma e soltanto alla Juventus riuscì a tornare a livelli eccelsi vincendo il pallone d'oro nel 2006. Ad ogni modo però, lo scambio con Carini (di fatto utilizzato pochissimo dall'Inter) risulta ancora oggi incomprensibile.

Leonardo Bonucci (ceduto nel 2009 al Genoa nell'ambito della trattativa Diego Milito-Thiago Motta)
Se consideriamo l'operazione effettuata all'epoca, non ci si può che complimentare con la società nerazzurra, che inserì l'attuale n.19 bianconero nella trattative che portarono Milito e Thiago Motta all'Inter: due colonne del triplete poi vinto a fine stagione. Chapeau dunque. Ma tale trattativa ha anche però una faccia negativa della medaglia: l'Inter vince tutto nel 2010, vero, ma gli anni successivi saranno a dir poco deludenti per la Beneamata. Discorso differente per Bonucci, che nel corso del lustro successivo diventerà uno dei più forti centrali difensivi al mondo con la maglia bianconera.

Maxwell (ceduto al Barcellona nel 2009 per 4,5 milioni)
Premessa: il brasiliano non è certamente un fenomeno, ma dalle parti di Milano non si vede un terzino sinistro decente proprio dai tempi di Maxwell. Gioca ad alti livelli ormai dal 2001 e ha sempre vestito maglie di altissimo rango come quelle dell'Ajax, dell'Inter per l'appunto, del Barcellona e attualmente del Psg. E' un terzino ma è in grado di adattarsi a seconda delle necessità. L'Inter lo ha ceduto per soli 4,5 milioni al Barcellona, non certo un club col braccino corto quando si tratta di acquistare. Oggi avrebbe fatto più comodo alla causa.


CENTROCAMPISTI: Bergkamp, Pirlo, Seedorf, Roberto Carlos

Dennis Bergkamp (ceduto nel 1995 all'Arsenal per 19 miliardi di lire)
Una delle cessioni più incomprensibili del club nerazzurro. L'olandese volante trascorre due stagioni nella sponda nerazzurra di Milano nelle quali fa inizialmente fatica ad ambientarsi, ma dopo di che risulterà decisivo per la vittoria della Coppa Uefa del 1994 con 8 reti in 11 gare (capocannoniere di quella edizione). All'Arsenal il potenziale di Bergkamp esplose in maniera definitiva, tant'è che l'olandese chiuse a Londra la propria carriera contrassegnata da 120 reti totali con i Gunners.

Andrea Pirlo (ceduto al Milan nel 2001 per 35 miliardi di lire più il passaggio di Brncic all'Inter)
Anche qui, l'errore della dirigenza nerazzurra è stato più che grossolano: nel Milan, Pirlo diventerà un'eccellenza del calcio made in Italy. L'Inter lo ha ceduto per ben due volte in prestito: prima alla Reggina e poi al Brescia. In entrambe le squadre il ragazzo ha dimostrato il proprio valore, ma con le rondinelle, grazie a Carletto Mazzone, il calciatore iniziò a giocare nella posizione a lui più consona: davanti la difesa, da regista puro, e non più dietro le punte. Terminata l'esperienza a Brescia, l'Inter aveva in tasca un talento grezzo già ben lavorato dalla mano esperta di Mazzone, ma preferì vendere Pirlo ai cugini rossoneri. Il resto è storia.

Clarence Seedorf (ceduto al Milan nel 2002 mediante lo scambio con Coco)
Dopo un solo anno dall'affaire Pirlo, va in scena un'altra trattativa sempre sull'asse Milan-Inter: lo scambio Seedorf-Coco. Inutile dire che la trattativa favorì nettamente i rossoneri. Qui ci si sorprende ancora di più rispetto all'operazione Pirlo perché Seedorf era già un giocatore maturo e pronto al salto definitivo di qualità. Probabilmente nei due anni all'Inter non avrà brillato, ma le giocate di spessore non sono mancate. Come dimenticare la celebre doppietta in un match di campionato contro la Juve con due eurogoal dalla distanza?

Roberto Carlos (ceduto al Real Madrid nel 1996 per 7 miliardi di lire)
"E' indisciplinato tatticamente": così Roy Hodgson definì Roberto Carlos durante la propria esperienza sulla panchina nerazzurra. E' meglio Alessandro Pistone per il tecnico britannico, pertanto il brasiliano viene svenduto per quattro spiccioli al Real Madrid, dove diventerà uno dei più grandi terzini sinistri della storia del calcio.


ATTACCANTI: Coutinho, Keane, Matthuas

Philippe Coutinho (ceduto al Liverpool nel 2013 per 10 milioni di euro)
La dirigenza nerazzurra è abile nello strappare dal Vasco da Gama uno dei più grandi crack del calcio attuale, ma allo stesso tempo è ingenua nel non credere abbastanza in lui e venderlo al Liverpool per soli 10 milioni di euro: briciole in rapporto agli standard dell'economia 'pallonara' di oggi. Coutinho all'Inter è un talento da svezzare, e pertanto incostante. A Milano segna solo 3 reti in 47 presenze, poche per un trequartista. L'Inter, un po' come con Pirlo, non punta su di lui e lo spedisce prima in prestito in Spagna e poi definitivamente in Inghilterra dove attualmente fa le fortune dei Reds.

Robbie Keane (ceduto nel 2001 al Leeds per 5 miliardi di lire)
Arrivato a Milano nell'estate del 2000 per ben 31 miliardi di lire, il 20enne Keane non riesce ad eccellere in maglia nerazzurra. Chiuse la propria esperienza italiana con sole tre reti, e venne messo da parte da Marco Tardelli che gli preferì (giustamente) un Recoba in rampa di lancio. Keane non diventerà mai un fenomeno, ma indubbiamente negli anni successivi si trasformerà in una punta di altissimo livello, specie con la maglia del Tottenham dove segnerà 122 in 306 presenze. Meritava una chance in più.

Lothar Matthaus (ceduto al Bayern Monaco nel 1992 per 3 miliardi di lire)
A 30 anni Matthaus aveva giocato soltanto il 50% della propria carriera. L'Inter infatti, lo cede nel '92 al Bayern, squadra dalla quale lo aveva acquistato nel 1988 per 5,6 miliardi di lire. Grazie a lui la società del Presidente dell'epoca, Pellegrini, vinse il celebre scudetto dei record (54 punti in 34 partite) e in seguito la Coppa Uefa: primo successo europeo dai tempi della Grande Inter.


ALLENATORE: Marcello Lippi (1 luglio 1999 - 3 ottobre 200)
Una stagione o poco più contraddistinta dal malumore: da parte del tecnico di Viareggio, della società, dei tifosi, e di qualche calciatore (Baggio n.d.r.). La storia d'amore tra l'Inter e Lippi non fiorirà mai e l'esperienza a Milano sarà solo un fugace intermezzo tra i due atti vissuti in tinta bianconera.


Ricapitoliamo dunque l'11 scelto:
Inter (3-4-1-2): Frey; Cannavaro, Bonucci, Maxwell; Bergkamp, Pirlo, Seedorf, Roberto Carlos; Coutnho; Keane, Matthaus (All. Lippi)


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