Calcio estero: l'intervista a Stefano Cantalupi della Gazzetta dello Sport

Lunedì 8 Maggio 2017, pubblicata da Martina Carella
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Nel 2013 abbiamo intervistato per voi Stefano Cantalupi, noto giornalista della Gazzetta dello Sport. Stefano cura e conduce la versione digitale di Extra Time, rubrica di successo dedicata al calcio estero, online ogni lunedì su Gazzetta.it.

L'intervista completa

Quando lo abbiamo intervistato Rudi Garcia firmava per alleare la Roma, lo special one per il Chelsea e Guardiola per il Bayern. Alle nostre domande su questi cambiamenti in panchina egli rispose con sicurezza pronosticando scenari che poi si sono effettivamente verificati. Buona lettura!


Buongiorno Stefano. Dopo il Real Madrid una nuova sfida per Mourinho, il Chelsea, ma non senza prima affrontare le critiche di Iniesta che lo accusa di aver danneggiato il calcio spagnolo. Qual è la sua opinione al riguardo?

Il problema di Mourinho è che ha sempre bisogno di creare un nemico per compattare la sua squadra. Secondo me non ha fatto male al calcio spagnolo. Dal punto di vista tecnico ha fatto bene, ha offerto una soluzione buona per giocare contro il Barcellona e smontare una squadra che è una macchina perfetta. Ha fatto bene al calcio spagnolo anche perché delle dispute tra le due squadre si è parlato infinitamente in questi anni. Però il Real è una squadra diversa. Per allenarla non c'è bisogno della rissa mediatica. Questo è stato il suo errore. Ma lui è fatto così.

Anche Guardiola ha lasciato la Liga e si appresta a vivere l'avventura al Bayern Monaco. Non è che per caso il campionato spagnolo sta perdendo appeal?

La questione Guardiola va tenuta distinta da quella relativa al calcio spagnolo.
Guardiola in questi anni ha allenato il Barcellona ad altissimi livelli. Per poter restare in Spagna l'unica alternativa valida per lui era il Real Madrid. Ma è un allenatore che difficilmente potrebbe accettare di allenare una squadra di cui è stato avversario per tanti anni. Perciò il suo espatrio verso altre squadre europee era quasi scontato.
Il suo approdo in Germania non deve sorprendere. Guardiola ha una personalità molto vicina al modo di fare dei tedeschi. Quando allenava il Barcellona, la squadra era in un bunker, i ritiri blindati e le interviste one to one bandite.
Inoltre il Bayern ha delle grandi somiglianze col Barcellona. Le due squadre hanno un settore giovanile organizzato allo stesso modo e un progetto chiaro e definito da attuare.
Per quel che riguarda invece il calcio spagnolo, questo risente della crisi economica che il Paese sta vivendo in questi anni. Le banche sono in crisi, proprio quelle banche sponsor delle squadre maggiori. In situazioni di crisi succede per il calcio quello che succede a livello sociale più in generale.

Rudi Garcia è approdato alla panchina giallorossa. Il tecnico francese lascia il Lilla dopo aver portato al successo la squadra in Ligue 1. E' l'uomo giusto per la Roma?

Garcia è bravo, ha portato la sua squadra al successo allenandola ad altissimi livelli. La Francia però, dal punto di vista geografico e sociologico, è una realtà  molto diversa dall'Italia, e da Roma. In Francia ci sono tante piccole squadre, tante piccole realtà dove si riesce a lavorare senza pressioni, anche in caso di qualche insuccesso e sconfitta. In queste condizioni, con un progetto a medio-lungo termine valido, puoi realizzare un sogno: portare una squadra qualsiasi al grande successo. A Roma è diverso. Qui le pressioni arrivano dai media, dalla società, dalla piazza che è difficile da gestire. I calciatori si fanno influenzare da queste cose, nascono tensioni e litigi. Non a caso la Roma ha vinto con Capello, allenatore preparato tecnicamente e con una personalità tale da riuscire a restare indifferente alle pressioni esterne. Non so se Garcia riuscirà ad imporsi allo stesso modo.

Una triste notizia per il calcio, quella relativa al dramma accaduto in Argentina, dove la scorsa settimana è stato ucciso un tifoso prima di Estudiantes-Lanus. In Argentina la violenza negli stadi è davvero una piaga. Ma cos'è che rende violento il tifo in questo Paese?

In Argentina ci sono stato un paio di anni fa e ho visto la situazione in cui si trova il Paese. Ci sono zone a Buenos Aires in cui non entra neanche la polizia.
Io credo che la violenza allo stadio sia fondamentalmente un problema culturale. Gli Argentini sono un popolo latino, quindi già caldo per cultura. E poi non c'è una politica di governo adatta a risolvere questo problema.
Le cose non funzionano già a partire da chi le regole dovrebbe farle rispettare. Si sono visti poliziotti che picchiavano i tifosi e c'è da chiedersi se quello era proprio l'unico modo per tenere sotto controllo una situazione già degenerata.

Ha avuto inizio la Confederations Cup, quale sarà la squadra rivelazione? Ci dà un pronostico sulla squadra che vincerà il torneo?

Non vedo male il Brasile, ma secondo me a vincere la Confederations Cup sarà l'Uruguay.

Ringraziamo Stefano Cantalupi di Gazzetta.it

Grazie a voi.
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