Calcio e finanza: lo sguardo economico finanziario del giornalismo calcistico

Martedì 5 Settembre 2017, pubblicata da Martina Carella
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Dietro le Quinte ha il piacere di presentarvi l'intervista fatta a Giovanni Armanini, coordinatore editoriale di calcioefinanza.it. Abbiamo parlato con Armanini delle manovre di questo ultimo calcio mercato e le strategie finanziaie delle squadre italiane gestite da proprietà straniere.

Ci parli un po' di Calcio e finanza, Come nasce questo progetto?

Questo progetto nasce nel 2013 da un gruppo di banker londinesi professionisti della finanza. L'idea era quella di dare uno sguardo più realistico in senso economico finanziario al giornalismo legato al calcio.

Quale crede che sia la novità da voi introdotta quando si parla di calcio in termini finanziari?
Adesso è abbastanza normale, o quasi, che quando si parla di plusvalenze sulle compravendite di giocatori si vanno a vedere i bilanci per capire quanto il giocatore era stato valutato inizialmente, quanto la spesa sostenuta inizialmente fosse stata ammortizzata ecc. Questa cosa è nata perchè abbiamo iniziato a farla noi con il caso Zaza di qualche anno fa.
Da li è nato un vero e proprio filone dove noi andiamo a vedere sistematicamente il valore annuale di ogni giocatore, inteso come costo sosenuto per lui meno gli ammortamenti, gli ingaggi ecc.
Sono tutte cose che prima di Calcio e Finanaza erano trattate in modo molto più superficiale e naif rispettoad oggi.

In relazione a questo, quale crede che sia la causa di prezzi così lievitati nell'ultima finestra di mercato?
Se parliamo di giocatori di primissima fascia come Neymar, la motivazione, secondo me, è che oggi siamo testimoni di una crescita esponenziale del mercato su scala mondiale. Ormai ci sono intere zone del mondo, Asia, Mediorente, Cina, che stanno entrando con grossi capitali nel calcio. Quando c'è un afflusso di capitali si crea naturalmente un aumento delle valutazioni e dei prezzi perchè ci sono più competitor disposti a pagare determinati cifre.
Bisogna però fare una distinzione: il valore pagato per Neymar è un valore che può sembrare altissimo ma fa parte di una strategia precisa che, tra l'altro, è la strategia di una nazione ricca come il Quatar.
Quello che conta, comunque, è che la cifra spesa per questa operazione entra in circolo nel sistema e provoca il fatto che un giocatore come Dembelè venga pagato una cifra probabilmente più alta del suo valore reale.
"L'effetto Neymar" ha trascinato l'aumento dei prezzi di quelli che sono i giocatori di primissima fascia ma difficilmente, nel breve periodo, qualcuno verrà acquisito con cifre più alte perchè dietro questa operazione c'è molto di più che una trattativa sportiva.
Per quanto riguarda i trasferimenti dei giocatoti "normali" non è cambiato niente. Il giocatore che prima di questa operazione valeva 10 milioni vale ancora 10 milioni, i giocatori di serie B o C hanno ancora lo stesso valore di prima. C'è stato un allungamento da un certo livello in poi perchè iniziano a  inserirsi dinamiche e fattori extrasportivi.

Quindi possiamo dire che,  a certi livelli, alcuni atleti sono veri e propri brand, quindi più di acquisto di un giocatore è un club che acquisisce una vera e propria società?
Neymar è un brand a livello mondiale. Bisogna considerare per questi giocatori, quale è il loro indotto commerciale che può essere anche differente dal loro apporto sportivo. Il PSG non ha comprato solo un giocatore ma ha fatto una vera e propria acquisizione di brand.
Personalmente, quindi, sono molto meno stupito per la clausola di 222 milioni di Neymar che non per alcuni giocatori di 15 16 anni, che sono autentiche scommesse per chi li compra, che vengono valutati uno o 2 milioni a bilancio.

Parlando proprio di queste nuove forze economiche che entrano nel calcio. In italia abbiamo la Roma di proprietà americana, L'inter e il Milan di proprietà cinese. cosa pensa di queste società?
Queste sono tre casistiche molto diverse. In primo luogo il livello di competitività nel lungo periodo dovrebbe inevitabilmente alzarsi. In secondo luogo, e questo è l'aspetto sicuramente più importante, si passerà da un modello economico di puro mecenatismo, come è stato quello di Sensi, Moratti e Berlusconi, ad un modello di business basato sui ricavi e sulla sostenibilità del business stesso.
Poi le tre società lo stanno attuando strategie differenti per raggiungere questo scopo.

Quali sono queste differenze strategiche fra Inter e Milan?
L'inter di Thoir doveva coprire l'esposizione debitoria della società, successivamente far aumentare i ricavi e investire in base a quello e la nuova società porta avanti quel lavoro.
I cinesi del Milan hanno agito esattamente al contratio, e probabilmente dal punto di vista calcistico sportivo, questa strategia è anche più comprensiva. La socetà si aspetta che i ricavi arrivin in funzione dell'investimento fatto.
La cosa chiara è che in entrambi i casi, alla base di tutto, c'è un modello che nel breve (inter) e nel medio lungo periodo (milan 4/5 stagioni stando alle dichiarazioni di Fassone) dovrebbero portare le società ad assestarsi ad un livello di ricavi e spese che permettano anche un utile che sia annualmente garantito. Strategie diverse, quindi, ma per raggiungere lo stesso obiettivo: la sostenibilità.
Questo tipo di modello non era nemmeno considerato dalle vecchie proprietà che, come precedentemente detto, si reggevano sul puro mecenatismo tipico degli anno '80 e '90 dove  se entravano dei soldi venivano spesi, e se non bastavano per vincere venivano fatti degli aumenti di capitale annuali.
Questo poi il fayr play finanziario, oggi, tendenzialmente non permette se non in una fase iniziale di investimento per dare una adeguata dimensione al club.

Il gap fra le società italiane e le più grandi società straniere sembra sempre più ampio. Cosa prevede per il futuro?
Più si va avanti e più diventa difficile colmare i gap con i club più grandi. Il mercato è diventato mondiale ma comunque rimane sempre una cosa limitata. Anche se i colossi investono nel calcio, questo particolare mercato sportivo non riesce a generare risorse per tutte le società.  non tutti potranno aspirare a raggiungere nel medio periodo un valore di 1 miliardo di euro come stanno facendo Real Madrid e Barcellona, più si va avanti e meno saranno le squadre capaci di poter raggiungere grandi obiettivi sportivi.

A cura di: Mattia Clementoni
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