Baseball on the road: uno sport non più nell'ombra

Mercoledì 8 Marzo 2017, pubblicata da Martina Carella
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Roma- Dietro le Quinte oggi ha il piacere di ospitare un'intervista davvero speciale, fatta a Paolo Castagnini, direttore responsabile del sito web "Baseball on the road".  Il sito web, per l'appunto, tratta di uno sport molto poco conosciuto in Italia, infatti il direttor Castagnini ci spiegherà  quanto il baseball sia importante per lui e qual è il suo metodo di approccio con i lettori e appassionati di questo sport. Buona lettura!
Vi ricordo che su Superscommesse potete trovare i risultati della Champions League, i pronostici dell'Europa League e i risultati della Serie A. 

Buon giorno direttore, come e quando nasce Baseball on the road?
Baseball On The Road è nata nel 2012 come associazione che voleva offrire consigli ai giovani sulle opportunità che gli Stati Uniti davano per giocare a baseball/softball, per studiare e per esperienze di vita. Inizialmente ci siamo occupati di organizzare gruppi di giocatori che intendevano partecipare a tornei negli USA. Poi, attraverso l'esperienza maturata con mio figlio Federico che ha frequentato una High School e in seguito, College e Università, ci siamo attivati per offrire consigli alle famiglie italiane intenzionate ad avere la stessa esperienza. Nello stesso tempo ci siamo posti il problema che in Italia non esisteva un sito internet che trattasse di filosofia e cultura del nostro sport e pochissimi che parlavano di tecnica. Abbiamo così sviluppato un settore con persone particolarmente preparate che potessero implementare il sito. In linea di massima noi non ci occupiamo di campionati e risultati sportivi.

Coma nasce la tua passione per il baseball?
Ho iniziato a giocare a baseball a 13 anni e ho proseguito fino a 36 anni con l'ultimo campionato nel 1990 in cui ho partecipato alla massima serie. Ho sposato una giocatrice di softball (Giovanna Armani) con cui tutt'ora condividiamo la stessa passione e che collabora con me per ogni iniziativa. Da giovanissimo (20 anni) ho anche iniziato la carriera di allenatore arrivando al 3° livello nel 1985. Come se non bastasse mi sono impegnato anche come dirigente fondando due società e successivamente due organizzazioni, una scuola tecnica a Verona e l'attuale Baseball On The Road che è senza confini. I due nostri figli hanno giocato a baseball in particolare il più giovane Federico, già citato per l'esperienza negli USA che ha raggiunto il professionismo  giocando per due anni nella Minor League degli Orioles di Baltimore. Attualmente sono responsabile della Commissione Organizzazione Gare della Federazione. Come vedi, baseball full immersion.

Quanto è praticato questo sport in Italia?
Poco purtroppo per vari motivi. Il primo è la mentalità poco sportiva degli italiani che hanno un interesse monotematico per il calcio. Non si capisce per quale motivo le persone debbano per forza fare una scelta e confronti paragonando tutto al calcio. Esistono moltissimi sport e in altre parti del mondo tutti molto seguiti anche in base alle loro stagioni. Il secondo motivo è un'apparente difficoltà di comprensione dei meccanismi di questo sport essendo completamente diverso dagli altri e meno intuitivo. Non ci sono due porte e non c'è una rete in mezzo e questo lo rende difficile per la massa. Per ultimo troppa attenzione da parte della federazione all'alto livello e poca alla base. Ora è cambiato il Presidente Federale e le cose stanno andando decisamente meglio, ma sarà una strada lunga e faticosa.
 
Quali sono i giocatori italiani/nostrani che hanno fatto grande questo sport?
Iniziando dai giocatori del passato sicuramente Giulio Glorioso e Gigi Cameroni e in tempi più recenti Giorgio Castelli e Roberto Bianchi per il baseball e Nadia Barolo e Roberta Soldi per il softball. Ai giorni nostri ci sono atleti che danno un grande lustro al baseball e al softball nazionale: Alex Liddi, nato e cresciuto in Italia e fino ad ora unico con queste caratteristiche ad aver giocato nella MLB e Chris Colabello nato in Italia e dopo i primi passi nelle giovanili del Rimini trasferitosi in USA anche lui ha raggiunto la MLB. Alex Maestri anche lui nato e cresciuto in Italia ha giocato nella Major Giapponese. Molti sono poi i giovani che si stanno confrontando ai massimi livelli mondiali. Nel Softball l'atleta più rappresentativa è Erika Piancastelli attualmente nominata tra le migliori giocatrici di softball a livello NCAA.

Ogni sport insegna valori importanti a chi lo pratica. Quali sono i punti di forza del baseball?
Ci sarebbe da scrivere un libro, anzi non basterebbe. Questo sport è per gli Americani, che lo hanno inventato, la metafora della vita. Sono stati scritti volumi, sono stati fatti film con i più grandi registi e attori. Il coraggio, l'intelligenza, la disciplina, l'amore, l'aiuto ai compagni e soprattutto il rispetto. Rispetto per le regole, per i compagni, per gli avversari, per gli ufficiali di gara. La caratteristica più importante è essere una squadra con tutti i benefici del caso e nello stesso tempo essere soli e dover risolvere le situazioni senza l'aiuto di nessuno. Questo ti fa crescere, ti fa diventare uomo o donna matura.

Grazie agli spazi web come il suo, sport che hanno poca visibilità vengono esaltati. Vuoi aggiungere qualcosa a questo proposito?
Internet è l'invenzione del secolo. La possibilità di aprire a costo praticamente zero un megafono sul mondo e gridare a viva voce le proprie passioni è una cosa meravigliosa. Il difficile è trovare le persone che ascoltano e qui viene il bello. Quanto sei disposto a mantenere i tuoi principi a costo di rinunciare a parte di persone che potrebbero ascoltarti? Io e i miei collaboratori sicuramente molto. Baseball On The Road si è fatto la sua fetta di lettori che amano sobrietà, cultura, arte e sport, tutte attività che devono andare a braccetto e che contribuiscono a formare una coscienza civile. Non è un caso che non debba mai cancellare commenti in quanto non sono mai offensivi. Chi viene da noi lo sa e si adegua. 

Quali saranno le prossime competizioni internazionali e cosa bisognerà aspettarsi dallo sport del baseball?
Il World Baseball Classic 2017 è iniziato. Questo evento è qualche cosa di fantastico per noi. I giornali ne parlano, le TV ne parlano, i siti internet lo stesso. Questa è una manifestazione di vetrina e nonostante molti giocatori non siano nati e vissuti in Italia, mi piace pensare che persone dal sangue italiano siano fieri di indossare la divisa azzurra. Ti racconto un aneddoto. Nel 2013 Mike Piazza (un grande giocatore hall off fame della MLB) era allenatore della battuta della Nazionale Italiana al World Baseball Classic. Suo padre si avvicinò e accarezzando la scritta Italia della sua divisa si mise a piangere dalla commozione. Ecco anche questa è Italia. 

A cura di Roberta Consorti

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