Artefootball.com: "Arte e sport: una relazione forte"

Giovedì 21 Dicembre 2017, pubblicata da Martina Carella
Immagine Artefootball.com:

Dietro le quinte oggi, rivoluziona il suo stile, dotandosi di una connotazione "artistica" con l'intervista a Danilo Comino. Lo storico dell'arte appassionato di "football", gestisce direttamente dalla Spagna il suo blog artefootball.com. Abbiamo parlato con lui del lavoro che svolge on-line e off-line per il suo blog, della genealogia di quello che un tempo era denominato football, della relazione arte e sport e nello specifico degli artisti che più di tutti hanno rappresentato nelle loro opere questo intenso legame. Buona lettura!

Come nasce artefootball.com?
artefootball.com unisce la mia passione per l’arte con quella per il calcio; si tratta di due mondi che sembrano molto distanti tra loro alla maggior parte delle persone, come ho avuto modo di accorgermi nella mia duplice veste di storico dell’arte professionista e calciatore dilettante. Da un lato, ho lavorato per anni presso l’Università degli Studi di Torino e varie istituzioni culturali e ho conosciuto ben pochi colleghi interessati al calcio, come se questo non fosse degno della loro attenzione; dall’altro lato, gioco a calcio da quando sono bambino e ho notato che molti compagni di sport pensano che solo una ristretta cerchia di eruditi abbia i mezzi per comprendere l’arte. In realtà, entrambe le posizioni mi sembrano errate. Infatti, basta gettare uno sguardo agli ultimi 120 anni, per accorgersi che si sono interessati al calcio fior di intellettuali, uno su tutti Pier Paolo Pasolini, ma anche diversi protagonisti dell’arte del XX secolo come Pablo Picasso, Salvador Dalí, René Magritte, Umberto Boccioni, Renato Guttuso, solo per citarne alcuni. Parallelamente, mi sento di affermare che l’arte moderna e contemporanea non è così incomprensibile se viene opportunamente spiegata e calata nel contesto che l’ha prodotta e credo che aiuti a vivere meglio. In artefootball.com descrivo opere d’arte sul football e cerco di renderle interessanti raccontando anche la storia sportiva degli anni in cui sono state create. Il blog si intitola Art&Football e non Art&Calcio perché non parla solo di calcio, ma del “football” in un senso più ampio. Infatti, se tornassimo per magia alla Gran Bretagna della seconda metà dell’Ottocento, ci accorgeremmo che la parola “football” designava due sport, oggi molto diversi tra loro ma che avevano un’origine comune e, all’epoca, erano molto più simili di quanto non siano oggi: il calcio e il rugby. Il primo si chiamava Association football e il secondo Rugby football. Inoltre, negli Stati Uniti d’America il termine football indica un terzo sport, nato a fine Ottocento dai due su citati: l’American football. Potrei continuare parlando di altre realtà come il football australiano o il football canadese, ma mi fermo qua perché, al momento, artefootball.com ha solo tre sezioni: quella sull’Association football, quella sul Rugby football e quella sull’American football.

Che lavoro svolge per il suo Blog?
Dietro i testi del blog ci sono anni di esperienza come storico dell’arte presso varie istituzioni culturali; nel mio tempo libero vado spesso a visitare musei e mostre e cerco di vedere di persona le opere di cui tratto. Inoltre, leggo molti libri sulla storia del calcio, del rugby e del football americano. Nel corso degli anni ho annotato nei miei appunti un gran numero di opere d’arte dedicate a questi tre sport e le ho disposte in una sequenza cronologica. In artefootball.com cerco di presentare tali opere seguendo l’ordine cronologico, anche se ogni tanto faccio qualche eccezione. In ogni scheda del blog descrivo non solo le opere d’arte riassumendo le caratteristiche della corrente artistica cui appartengono, ma aggiungo anche notizie sportive dell’epoca: infatti, più di un artista seguiva gli sport sui giornali e a volte assisteva a incontri di calcio, rugby o football americano. Non ho certo la pretesa di dire tutto ciò che c’è da sapere su opere d’arte che, in alcuni casi, sono capolavori su cui decine di storici dell’arte hanno dibattuto per anni. Sarebbe presuntuoso da parte mia. Semplicemente offro una chiave di lettura e cerco di renderla accessibile a quanti più appassionati di calcio, rugby e football americano.

La sua passione per l'arte è nata in coincidenza con quella dello sport o in momenti diversi?
In momenti diversi. Potrei dire che la passione per il calcio mi accompagna da tutta la vita perché vado allo stadio da quando sono bambino e continuo a disputare partite con gli amici nonostante abbia già superato i 40 anni. Anche il mio interesse per il football americano risale alla mia adolescenza. La passione per la storia dell’arte rimonta a quando avevo circa 20 anni: ho una laurea e un dottorato di ricerca in questa disciplina. Invece, mi sono avvicinato al mondo del rugby solo in tempi più recenti.

Qual è lo sport più rappresentato nell'arte?
Direi che la quantità di opere d’arte è direttamente proporzionale alla diffusione di uno sport. Pertanto, mi sento di affermare che lo sport più rappresentato nell’arte è il calcio. Ciò è vero soprattutto in Italia, dove il calcio non ha rivali anche dal punto di vista storico artistico.

Nella storia, qual è stato il primo autore ad aver unito arte e sport?
Dipende dalla definizione che si sceglie di assumere del termine sport. Se intendessimo lo sport come una una qualsiasi attività atletica, allora potremmo far risalire i primi autori addirittura alla preistoria. Personalmente credo che il termine sport sia usato più propriamente con riferimento alla società moderna partendo dall’Inghilterra del secolo XIX: non a caso si tratta di un termine inglese entrato nella nostra lingua per indicare giochi, individuali o di squadra, regolamentati e codificati nella Gran Bretagna dell’Ottocento. Limitando la mia attenzione al calcio, al rugby e al football americano, direi che i primi artisti a dedicare opere d’arte a questi sport sono stati i pittori inglesi William Barnes Wollen e Thomas Hemy: il primo dipinse nel 1879 un quadro sul rugby, significativamente intitolato Football, attualmente esposto nel World Rugby Museum a Londra; il secondo è autore di The Corner Kick, quadro del 1895 raffigurante un incontro di calcio tra il Sunderland e l’Aston Villa, che si trova nello Stadium of Light di Sunderland. Per quel che riguarda il football americano, cito il pittore statunitense Frederic Remington, autore di Touchdown dipinto del 1890 che si trova nella Yale University Art Gallery a New Haven (USA).

Quali sono le migliori realtà artistiche contemporanee che trattano di sport?
Ce ne sono molte, fortunatamente. Frequentando musei e mostre ci si può imbattere con una certa frequenza in opere d’arte che hanno un riferimento diretto o indiretto allo sport. A volte se ne trovano in luoghi inaspettati: ad esempio, l’altro giorno mi trovavo in una biblioteca vicino a Madrid e, in una sala, era esposto un interessante dipinto sul calcio di un artista locale. Inoltre, da quando ho iniziato l’avventura di artefootball.com, ricevo con piacere e-mail di artisti di lingua italiana o spagnola che mi presentano i loro lavori dedicati al “football” e, devo dire, che alcuni di questi sono veramente affascinanti. Probabilmente in un futuro aprirò una sezione del blog dedicata anche all’arte contemporanea. Per il momento la pagina che gestisco ha ancora un’impostazione prevalentemente storica.

Sport e arte: quale la forza della relazione?
Nel caso dell’arte sul “football” (ossia calcio, rugby e football americano) credo che si possa raccontare un’affascinante storia dell’arte dall’Ottocento a oggi, trattando direttamente o semplicemente sfiorando, tutte le principali correnti artistiche degli ultimi due secoli. Parallelamente si può raccontare anche una storia del calcio, del rugby e del football americano, che sono sport seguiti da milioni di persone in tutto il mondo. In altre parole, penso che la relazione sport e arte possa avvicinare a quest’ultima anche gli appassionati di sport: in fondo, credo che l’arte aiuti a vivere meglio. Pertanto, direi che la relazione sport e arte ha una forza notevole.

Da dove deriva la connotazione spagnola del suo blog?
Sono sposato con una spagnola e vivo a Madrid, città con una vita artistica molto vivace, ricca di musei e biblioteche specializzate, in cui posso trovare libri su tutti gli artisti del mondo: ciò agevola non poco il mio lavoro per il blog. Mia moglie Elena dà un contributo fondamentale alla traduzione in spagnolo dei miei testi: senza il suo aiuto non sarebbero in perfetto castigliano.

Se dovesse consigliare un pittore che ha assunto come proprio l'ambito sportivo, chi sceglierebbe?
Ce ne sono diversi. Il mio preferito è Umberto Boccioni, l’autore di “Dinamismo di un footballer” del 1913, una delle opere più importanti del Futurismo che si trova esposta al Museum of Modern Art di New York. Non a caso questo quadro sta sullo sfondo del mio blog. Boccioni considerava lo sport uno dei tratti essenziali dell’epoca moderna, dominata dalla velocità, dall’industria e dalle scoperte scientifiche, e ha cercato di creare un nuovo stile pittorico che la riflettesse. “Dinamismo di un footballer” e il contemporaneo “Dinamismo di un ciclista” (calcio e ciclismo erano gli sport più seguiti nell’Italia del 1913) sono una sintesi di arte, sport e scienza. Dal punto di vista quantitativo, non posso non citare Ángel Zárraga, pittore nato in Messico ma vissuto a Parigi per gran parte della sua vita. Negli anni 20 del Novecento ha dipinto numerosi quadri dedicati sia al calcio sia al rugby, sport che seguiva con attenzione; ritrasse atleti adulti e bambini e credo che sia stato il primo a raffigurare calciatori e rugbisti di colore. Inoltre, Zárraga vanta anche un altro primato: è stato il primo artista a ritrarre calciatrici. Si tratta di una scelta coraggiosa e controcorrente perché il calcio femminile era tutt’altro che accettato dalla società del suo tempo.

A cura di Lorenzo Cimmino

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