AmarantoCeleste.it: il sito di riferimento per lo sport a Rieti

Lunedì 26 Settembre 2016, pubblicata da Martina Carella
ntervista Manuel Scappa, Intervista Amarantoceleste.i
Roma - Dietro le Quinte ospita Manuel Scappa, direttore responsabile di AmarantoCeleste.it, un sito dedicato all'informazione sullo sport reatino. La città di Rieti presenta numerose realtà sportive e tutte di alto livello: dal calcio, che sta vivendo una rinascita, a realtà più consolidate come pallacanestro e calcio a 5. Non dimenticando la grande tradizione nell'atletica leggera che caratterizza la città laziale. Superscommesse vi offre le migliori quote sulla SerieA, vi aggiorna sui risultati della giornata di Serie A  appena conclusa e vi consiglia pronostici sulla Champions League.

Buongiorno direttore Manuel Scappa, quando ha avuto l'idea di creare un portale interamente dedicato alle realtà sportive reatine? Chi collabora con lei alla realizzazione di Amarantoceleste? 
Quattro anni fa, dopo aver concluso l’esperienza nella redazione di Skysport24 ed aver collaborato con un paio di realtà televisive locali, mi sono reso conto che c’era la necessità di mettere su un portale sportivo che mettesse in luce tutte quelle realtà spesso dimenticate. Naturalmente con un’attenzione particolare al basket, da sempre lo sport principe a Rieti. Era un sogno ed è diventato realtà. Ci siamo poi consolidati con il tempo, fino a diventare uno dei siti di riferimento per quanto riguarda lo sport a Rieti. Collabora con noi il nostro fotografo ufficiale Silvia Cardi ed una serie di ragazzi che ci aiutano per coprire al meglio tutti gli appuntamenti del week end.

Ci saprebbe spiegare perchè il calcio reatino ha vissuto molto spesso di alti e bassi? Secondo lei sono mancati progetti seri e lungimiranti a sostegno di questo sport? Una città dotata di un bell'impianto come il Manlio Scopigno e con un potenziale di tifo non indifferente, è un peccato abbia vissuto soltanto la Serie C come picco massimo della propria storia calcistica.
Purtroppo il calcio a Rieti ha vissuto sempre all’ombra del basket. Non credo che siano mancati i progetti seri a lungo termine, bensì le categorie importanti. Mi spiego meglio. Nel 1998 il big match tra Rieti e Rondinella, fece registrare quasi il tutto esaurito in uno stadio davvero grande come il Manlio Scopigno. Quell’anno poi quella squadra non riuscì a fare il salto nei pro. Ci riuscì qualche anno dopo, quando però tutta l’attenzione della città era concentrata sulla massima serie dell’allora Nsb. Comunque nei due anni di serie C2 allo stadio si registrano presenze comunque importanti , ma poi il decennio Palombi, ed il baratro dell’eccellenza “raffreddò” tutto l’entusiasmo. Ora con Curci al timone si sta provando a ricreare passione ed attaccamento. Non è certamente facile, ma la società sta investendo con oculatezza anche nella costruzione di un impianto di proprietà per gli allenamenti. Tutti piccoli step che possono solamente migliorare la situazione. E’ chiaro però che bisogna tornare a far appassionare i ragazzi e far tornare la gente allo stadio. Non è facile in serie D, forse però , una promozione sul campo, potrebbe svegliare “gli scettici”.

Attualmente il Rieti si trova nella zona play off della Serie D. Riuscirà a matenere questa posizione a lungo? Che sensazioni ha?
Credo che quest’anno si sia allestita una squadra molto competitiva facendo un deciso passo in avanti rispetto alla passata stagione. Sono arrivati giocatori importanti come Scotto e Bianchi. L’obiettivo è fare bene; ci sono però anche altre formazioni molto attrezzate al passaggio al piano di sopra, come l’Aquila, l’Arzachena o l’Albalonga. Che dire: sicuramente questa squadra ci proverà fino alla fine, un po’ come fatto lo scorso anno, quando a sorpresa per lunghi tratti della stagione, dominò il campionato arrendendosi poi nel finale alla Viterbese, decisamente più lunga ed attrezzata per il passaggio di categoria.

Dalla promozione in A1 avvenuta ormai sei anni fa, il Real Rieti Calcio a 5 ha registrato un rendimento sempre crescente  culminato con la finale scudetto dello scorso anno, persa purtroppo ai rigori con l'Asti. Che stagione aspettarsi quest'anno? I giocatori potrebbero avvertire la pressione di sentirsi obbligati a vincere?
Lo scorso anno il Real ha vissuto una stagione strepitosa. Prima la Winter Cup poi la finale scudetto persa con Asti. Ci sarebbe piaciuto poterla giocare in casa, e non in cattività forzata a Teramo, purtroppo però il Palamalfatti non è un impianto idoneo per una finale scudetto. Chissà come sarebbe andata. Per quanto riguarda quest’anno, diciamo che deve essere l’anno della consacrazione e nello sport, confermarsi non è mai facile. L’assenza di Zanchetta finito ad Auguta, sarà quella che a mio avviso peserà di più sull’economia della squadra. Ci sono alcuni volti nuovi e scommesse interessanti. Non è facile fare un pronostico, diciamo però che ormai il Real è una realtà consolidata nella massima serie di calcio a 5, e con l’Asti che ha chiuso i battenti, possiamo dire che è la squadra da battere.

La scorsa stagione ha sancito il ritorno in A2 della NPC Rieti di pallacanestro. La squadra è riuscita ad evitare i play out per un soffio e soltanto nelle ultime giornate di regular season. Un pronostico per la stagione che è alle porte? Si augura una tranquilla salvezza o magari possiamo azzardare qualcosa in più?
Lo scorso anno la società ha pagato il noviziato in categoria. Quest’anno diciamo che si è lavorato piuttosto bene a mio avviso nell’allestimento della squadra. Il precampionato ci ha mostrato una Npc tonica e piuttosto lunga. Aspetto questo che potrebbe fare tutta la differenza del mondo in un campionato come l’A2. Credo che Sims e Chillo saranno le vere sorprese di questa stagione e non escludo che si possa anche puntare ai playoff. La società inoltre si è strutturata alla grande, con un progetto serio ed a lungo termine che forse porterà i propri frutti tra qualche anno. C’è comunque grande entusiasmo in città, le oltre 1000 presenze di media sugli spalti nella preseason lo hanno ampiamente dimostrato.


In conclusione, Rieti è una città con una consolidata tradizione nell'atletica leggera: saprebbe spiegarci come mai? Ci sono particolari ragioni storiche?
La tradizione dell’atletica a Rieti è sempre stata legata alla famiglia Milardi e alla figura di Andrea Milardi, purtroppo scomparso quest’anno. Hanno costruito una storia che dura ormai da 40 anni e che ha portato Rieti al centro del movimento italiano. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ed il modello atletica viene studiato e preso come modello in città anche da altre realtà sportive. Possiamo dire inoltre che il Guidobaldi, impianto bellissimo, ed il meeting internazionale di atletica che si svolge ogni anno, hanno contribuito e non poco a far si che questa tradizione si consolidasse nel tempo.

Intervista a cura di Calogero Rino Infurna
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