Adriano Bacconi: passione, carriera e innovazione nel mondo del calcio

Sabato 1 Aprile 2017, pubblicata da Martina Carella
ntervista Adriano Baccon
Un anno fa abbiamo intervistato, per "Dietro le Quinte", Adriano Bacconi, che nella sua lunga carriera ha lavorato come collaboratore tecnico di Marcello Lippi in Nazionale, e nel biennio 2015-16 nello staff tecnico di Roberto Mancini nell'Inter, solo per citare due casi.

Chi è Adriano Bacconi?

Adriano Bacconi, oltre ad essere stato collaboratore di grandi allenatori, era anche uno statistico. Egli, infatti, è il fondatore di un'azienda di rilevazioni statistiche di calcio chiamata "Digital Soccer Project" le cui analisi erano molto importanti per i pronostici da giocare per la Serie B e i risultati puntuali della Serie A
.
Nel mondo del calcio si è occupato anche di produzioni video per la Rai e per il gruppo RCS realizzando documentari e cortometraggi di grande spessore. È stato anche preparatore atletico, nel Pisa, opinionista tv e consulente per le statistiche e l'analisi dell'Inter. Insomma ha ricoperto molti ruoli nel calcio ottenendo sempre grandi risultati. Sentiamo cosa ha da dirci!

L'intervista a Bacconi

Buongiorno Adriano, grazie per aver accettato la nostra intervista. Come e quando nasce la sua passione per il calcio?
Sono da sempre stato innamorato degli aspetti strategici del calcio. Uno sport complesso e quindi completo, dove le pulsioni egoistiche dovrebbero alimentare l’interesse collettivo e viceversa. A 16 anni già allenavo i bambini nella squadra del mio quartiere a Pisa. Molti di quei bambini ora sono professionisti affermati e a volte collaboriamo su progetti comuni. Questo è il bello di seminare sui rapporti umani prima che sulla specializzazione tecnica.

Quando è maturata l'idea di aprire un sito personale?
Qualche anno fa, nel momento in cui ho iniziato ad avere la necessità di far capire le differenti seppur convergenti competenze costruite negli anni e che si possono riassumere in quattro grandi percorsi: la storia di campo come allenatore e preparatore atletico, quella di analista attraverso la statistica e la tecnologia applicate al calcio, quella mediatica con la mie variegate sperimentazioni di divulgare calcio con un linguaggio nuovo e non solo verbale, infine quella accademica iniziata al Settore Tecnico di Coverciano con Roberto Baggio e perseguita con la creazione della metodologia Calcio 4D. Devo ringraziare Vittorio Grasso che da anni segue le mie pagine web e l’integrazione con le piattaforme social. Proprio in queste settimane stiamo organizzando un’area e-learning del sito (adrianobacconi.it/coaching) dedicata ai corsi per allenatori.

Quali ricordi ha delle sue esperienze accanto a Marcello Lippi e Roberto Mancini?
Ogni allenatore mi ha chiesto cosa diverse e quindi ogni rapporto ha avuto le sue peculiarità. Lippi e Mancini però hanno una caratteristica comune: sono entrambi abbastanza conservativi, per cui è stato ancor più gratificante per me, innovativo nel midollo, essere stato coinvolto nelle loro attività. Con Marcello lavoravo soprattutto sull’analisi delle partite (nostre e degli avversari), con Roberto invece mi sono dedicato molto alla pianificazione degli allenamenti (definendo obiettivi e mezzi di lavoro), puntando a migliorare la condivisione dei contenuti e, prima ancora, della visione complessiva tra allenatori e preparatori atletici all’interno dello staff tecnico.

Recentemente ha evidenziato che ci sono alcune abilità cognitive che sono più utili per fare gol. Ci spiega brevemente di cosa si tratta?
La denominazione Calcio 4D si riferisce alle tre coordinate spaziali e al fattore tempo. Infatti i calciatori sono immersi in questo tessuto percettivo e la loro capacità di decodificarlo è essenziale per migliorarne i processi decisionali. Il calcio visto da questa prospettiva apre scenari straordinariamente nuovi nella formazione dei giovani. Proprio ieri parlando di calcio con Sandro Calori spiegavo che penso, in questa fase, molto più al metodo di lavoro che allo stile di gioco.

Lei ha scritto il libro "La Juve di Antonio Conte". Quali sono le caratteristiche principali di questo allenatore?
Quando scrissi quel libro mi ero appena trasferito a Torino, vicino a casa di Andrea Pirlo che avevo allenato quando era ancora un ragazzino a Brescia e nel momento della sua definitiva consacrazione ai Mondiali in Germania. Per questo seguii da vicino il primo anno di Conte in bianconero. Mi affascinarono due aspetti: l’evoluzione tattica dal 4-2-4 al definitivo 3-5-2, passando attraverso il 4-3-3, al fine di sfruttare al meglio proprio le caratteristiche del suo regista; poi per l’intensità che metteva nel microciclo settimanale e che si traduceva nel “fare la partita” la domenica. La sua sofferenza con la Nazionale è dovuta proprio a questa impossibilità.

Fra poco si giocheranno gli Europei in Francia. Cosa ne pensi della nostra Nazionale? Quale risultato riuscirà a portare a casa la squadra di Conte?
La Nazionale è fragile nella testa prima che nelle gambe e nei piedi. Pochi dei suoi interpreti sono protagonisti nei top team europei, per cui è normale che soffra di discontinuità emotiva e tecnica. Conte dovrà lavorare molto proprio sugli aspetti mentali per costruire efficacia prestativa e quindi di risultati. Lo aiuterà molto in questo il suo blocco juventino (Buffon, i tre difensori e Marchisio). Arrivare alle semifinali sarebbe già un grande successo.

Vogliamo concludere con un pronostico per Domenica 3 aprile quando l'Inter sfiderà il Torino. Secondo lei chi la spunterà?
Tutti gli indicatori prestativi dei nerazzurri sono in crescita dopo aver passato una fase di appannamento tra gennaio e febbraio. Ora alcuni uomini chiave come Miranda e Medel sembrano aver ritrovato la condizione giusta. Perisic se la squadra riesce a giocare in velocità è un valore aggiunto. Il Torino invece ha perso un po’ di convinzione nonostante la crescita di affiatamento tra Immobile e Belotti. Penso che il ciclo Ventura non sia al capolinea e che molti giovani stiano crescendo bene anche quest’anno sotto la sua guida. Ma il valore assoluto e il trend recente delle due squadre, oltre al fattore campo, sono componenti che fanno pendere il pronostico di Serie A tutto a favore dei nerazzurri.
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